Samsung Galaxy Watch Active

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Samsung Galaxy Watch Active

È passato un po’ di tempo dall’ultimo smartwatch passato sotto la nostra lente inquisitrice. Un mercato forse poco entusiasmante, dominato da Apple Watch. Wear OS, la soluzione per orologi di Google sembra essere in difficoltà (tanto che si vocifera che il gigante americano stia pensando di produrre un orologio direttamente). Samsung invece continua con la sua soluzione basata su TizenOS. A buon profitto? Diamo un’occhiata a Galaxy Active.

Continuità?

Galaxy Watch Active (o solo Galaxy Active da adesso in poi) è, in pratica, il successore di Gear Sport, uno smartwatch più indirizzato alle persone sportive che vogliono un wearable resistente e zeppo di sensori utili a tracciare allenamenti. Si tratta di uno smartwatch dal design sobrio ed elegante. L’orologio pesa 25 grammi, ha dimensioni 39.5 x 39.5 x 10.5 mm ed è dotato di uno schermo Super AMOLED da 1.1 pollici con risoluzione 360×360 pixel (302 ppi circa). Il cuore del device è un chipset Exynos 9110 dual core da 1.15GHz e 768 MB di RAM. Lo storage invece è da 4GB. La connettività è Wi-Fi 802.11 b/g/n e Bluetooth 4.2 (A2DP). GPS, GLONASS, GALILEO, BDS sono supportati per il posizionamento globale e troviamo anche un chip NFC compatibile, tra le altre cose, con Samsung Pay. I sensori non sono ovviamente messi in secondo piano: accelerometro, giroscopio, barometro e sensore per il battito cardiaco sono indispensabili per l’utilizzo quale fitness tracker. Per quanto riguarda la batteria è da 230 mAh e si ricarica con un piccolo modulo wireless compatibile Qi e, volendo, anche tramite la funzionalità PowerShare dei Galaxy S10 e S10+. È anche disponibile in diversi colori: Silver, Black, Rose Gold e Sea Green.

Sembra un device creato nel segno della continuità ma in realtà non è proprio così. Tra le mani (anzi, al polso) abbiamo uno smartwatch discreto, in modo particolare rispetto all’ultimo Galaxy Watch. Non attrae lo sguardo e può venir benissimo scambiato per un orologio tradizionale, sebbene la cassa sia più cicciotta rispetto ad un orologio meccanico o digitale. Sparita anche la ghiera girevole, che tanto abbiamo apprezzato nella linea “principale” di wearables di Samsung. Il device viene venduto con due cinturini, un più corto e l’altro più lungo, e sono in materiale plastico. Nulla ci impedisce però di sostituirli con qualcosa di customizzato, in modo anche piuttosto semplice. Quello che però non possiamo scegliere è la dimensione della cassa, come invece era il caso del Galaxy Watch: in questo caso abbiamo una misura unica.

Interazioni giornaliere

Galaxy Active, lo suggerisce il nome, non vuole rimpiazzare Galaxy Watch quanto piuttosto riconquistare il pubblico in cerca di fitness tracker. E lo fa offrendo tutta una serie di opzioni e funzionalità utili ad uno sportivo. Si parte da alcuni quadranti che mettono in evidenza dati quali pulsazione cardiaca, numero di passi e percentuale di completamento dei nostri obiettivi quotidiani. Ma ci sono anche tutta una serie di esercizi (39, per altro gli stessi di Galaxy Watch) e il device è in gradi di riconoscere alcuni tipi di attività fisiche da solo. Galaxy Active si accorgerà, per esempio, se stiamo andando in bicicletta oppure se stiamo correndo ma non se stiamo facendo snowboard. Per quanto riguarda la corsa, per esempio, il device userà anche i dati GPS e barometrici per determinare percorsi e dislivelli fatti. Durante gli allenamenti sarà anche tracciato il battito cardiaco, in modo da offrire una panoramica completa durante e dopo, sull’app Samsung Health sia sull’orologio che su uno smartphone.

Il device è anche in grado di stimare il dispendio di calorie ma, come spesso accade con questo tipo di misurazioni, ci chiediamo effettivamente il grado di accuratezza. Grazie alla sua resistenza fino a 5 atmosfere, possiamo usare Galaxy Active anche durante gli allenamenti in piscina e non c’è nessun pericolo nel tenerlo addosso sotto la doccia. Al fine di evitare interazioni causali, possiamo anche impostare manualmente la modalità Blocco in acqua che disattiva il touch screen. Sul quadrante vedremo due gocce d’acqua semitrasparenti che ci avvisano che le interazioni sono bloccate finché non premiamo per un paio di secondi il tasto home. Non c’è, invece, un sistema per misurare la pressione sanguinea (una cosa che invece Apple ha molto pubblicizzato). In realtà un programma pilota esiste e sarà gestito da Samsung e da un’università americana ma non si tratta di una feature che sarà attivata di default per tutti ma solo per chi si registrerà tramite un’app apposita. Per finire, l’orologio ha una sleep mode: se decidiamo di tenere addosso il device anche durante la notte traccerà la qualità del sonno.

Galaxy Active è quindi piuttosto completo per quanto riguarda il tracciamento delle nostre attività quotidiane e ci avviserà pure, se lo vogliamo, di fare movimento tramite piccoli esercizi guidati. Una feature niente male che però abbiamo finito di disattivare perché quando si è in ufficio a lavorare l’ultima cosa che vuoi è una distrazione costante sul “fai un po’ di moto”. Sto lavorando, caro il mio orologio!

Di TizenOS e touch screen

TizenOS non è WearOS, quindi le app disponibili per Galaxy Active sono minori rispetto a quanto troviamo su altri smartwatch. D’altra parte, una volta che le vostre favorite sono presenti, poco importa se non c’è l’app “torcia luminosa ad free” che possiamo invece trovare per il più conosciuto sistema di Google. Detto questo, TizenOS ha decisamente meno app ed è fatto per integrarsi al meglio con smartphone prodotti da Samsung. Samsung Health, Bixby, app messaggi e notifiche di sistema ci sono tutte. Per quanto riguarda le terze parti, dipende. Whatsapp permette di rispondere ai messaggi direttamente sull’orologio e se usiamo Spotify possiamo ascoltare la musica direttamente dall’orologio, collegandoci via bluetooth delle cuffie. Peccato però che proprio Spotify non sia apra automaticamente quando ascoltiamo musica sul telefono, come fa invece su WearOS. E ascoltare la musica in modalità stand alone richiede comunque un WiFi a portata perché non esiste una versione LTE di Galaxy Active. Stessa cosa per il telefono: su Galaxy Watch potevamo rispondere direttamente alle chiamate (sentendoci al contempo un po’ James Bond) mentre qua possiamo rispondere ma saremo obbligati a prendere in manto il telefono e usare quello. Tanto vale rispondere SUL telefono direttamente, no?

Quello che manca di più a Galaxy Active è la ghiera girevole. La UI di questo smartwatch è identica a quanto visto in passato, con le app che scorrono a cerchio sullo schermo. Con la ghiera di Galaxy Watch era facilissimo e straordinariamente rapido scorrere tra le app e selezionarle. Con solo il touch screen come in Galaxy Active invece il sistema è poco pratico: dobbiamo prima premere sulla piccola icona dell’app per selezionarla e poi premere nel cento del quadrante per aprirla. Funziona ma la magia della ghiera è sparita, lasciando un sistema che sì funziona ma che non è il massimo. Un peccato!

Concludiamo

Galaxy Active ci piace perché è piccolo, discreto ma zeppo di feature. L’autonomia non è stellare ma comunque molto buona: un paio di giorni di utilizzo normale e se impostiamo il risparmio energetico arriviamo a sera anche iniziando solo col 10% di carica restante. Se vogliamo invece massimizzare all’inverosimile la durata possiamo sempre accendere l’orologio in modalità solo orologio. L’unica cosa che farà sarà mostrare l’ora, senza nessuna funzione smart. Ghiera a parte, Galaxy Active è un buon smartwatch, specialmente se guardiamo il prezzo di vendita: 241 CHF (il giorno di scrittura di questa recensione). Sono molto meno dei 560 abbondanti necessari a portarsi a casa un Apple Watch serie 4 e a features non siamo affatto lontani. Diciamo pure che questo wearable se la gioca nella stessa lega di un Fitbit Versa piuttosto che un Apple Watch. Se siete alla ricerca di un nuovo orologio smart, potrebbe essere un buon candidato. Non però se avete già un Galaxy Watch!

Ci piace

  • Design
  • Autonomia
  • Confort

Non ci piace

  • Interazione senza ghiera
  • Funziona al meglio su smartphone Samsung
  • Samsung Health: interfaccia poco intuitiva a volte
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.