Roccat Renga

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Roccat Renga

L’avrete visto sulla nostra pagina facebook o sul nostro profilo instagram, di recente abbiamo ricevuto tantissimo hardware da testare. Lunedì abbiamo iniziato con l’eccellente G900 Chaos Spectrum ma oggi cambiamo decisamente genere, passando da Logitech a Roccat e dai mouse alle cuffie. Oggi abbiamo sotto la nostra lente indiscreta e scrutatrice le Roccat Renga, headset con un occhio di riguardo per il comfort.

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Leggere come l’aria

ROC-Renga_frontL’ultima volta che abbiamo discusso di headset del costruttore tedesco avevamo tra le mani le Kave XTD 5.1 Analog, cuffie piuttosto impegnative non solo a livello di connessioni ma anche di ingombro. Le Renga sono tutt’altro animale visto che la parola d’ordine è leggerezza. Come di consueto iniziamo con una panoramica: il design è molto meno pesante di quanto siamo abituati. I due driver da 50 mm non sono completamente chiusi, isolandoci molto meno dai suoni esterni (una configurazione open-ear insomma) che ha l’indubbio vantaggio di lasciare le orecchie più fresche e di farci sentire cosa succede attorno a noi. A differenza della Kave XTD, che ci isolava del tutto dal mondo, le Renga hanno un impatto minore. I due padiglioni sono tenuti assieme da un arco molto particolare, composto da due stanghette metalliche e da una fascia in simil pelle. Oltre a comporre un design insolito questa configurazione alleggerisce ulteriormente la periferica e al contempo risulta meno fastidiosa da indossare dopo lunghe ore. Una scelta particolare che ottiene decisamente la mia approvazione anche se mi resta qualche timore sull’utilizzo a lungo andare: quella striscia di tessuto mi chiedo quanto duri. Il microfono, che sporge dal lato sinistro come di consueto, è davvero sproporzionato. L’asticella è molto lunga e rigida (non pensiamo male, ok?) e manca un po’ di flessibilità: avrei preferito che scendesse più verso il basso e che si potesse avvicinare o allontanare dalla bocca. Roccat ha però preferito una soluzione completamente rigida e il risultato è che vediamo di continuo il microfono con la coda dell’occhio e non c’è molto da fare a riguardo. La qualità è buona, non fraintendetemi, ma decisamente è la parte meno riuscita del tutto visto che non è nemmeno staccabile.

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Un buon mid-range

Le Renga sono dotate di un cavo lungo due metri e mezzo che termina con le classiche spinette jack da 3.5 mm divise in stereo e microfono. Nonostante Roccat affermi che le cuffie sono compatibili con PC e PS4, in realtà funzionano su qualsiasi cosa (Xbox One compresa se avete l’adattatore per il gamepad). Il motivo è che nella confezione troverete anche un comodissimo adattatore da due spinotti a uno solo a quattro poli, che potrete collegare quindi dove vi pare. Sul cavo poi c’è il telecomando standard del costruttore: un semplice controllo del volume e per attivare o disattivare il microfono. Nulla di che ma funziona bene ed è leggero, quindi nessuna cosa da dire. Su scatola e su uno dei driver troveremo scritte come “studio grade sound”. In effetti queste Renga sono vendute come cuffie ad alta fedeltà ma non sono totalmente d’accordo. La risposta in frequenza è la solita 20Hz – 20 kHz e non è nulla di trascendentale, così come l’impedenza di ingresso (32 Ohm) e il volume massimo (110 dB) anche devo ammettere che non ho riscontrato fastidiose distorsioni anche a volume alto. Insomma, piuttosto che studio grade siamo in presenza di una buona qualità, specialmente visto il prezzo di vendita, che si aggira attorno ai 60 CHF. Scordatevi il “powerful bass” che trovate sulla scatola, queste cuffie non sono certo dei subwoofer. Anche se non lo trovo un male visto che così non troviamo bassi sovradimensionati a scapito delle altre frequenze.

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Le Roccat Renga sono cuffie leggere e comode anche dopo molte ore, con una qualità sonora molto soddisfacente e senza particolari fronzoli. Adatte all’utilizzo su PC o console (un po’ meno fuori casa, anche perché mi chiedo quante sollecitazioni siano in grado di reggere ad esempio stando in uno zaino) sono delle cuffie mid-range adatte per chi non ha enormi pretese ma cerca comunque qualcosa di buono. Non ci sono cose come suono multicanale o illuminazione led ma una prestazione onesta per un prezzo onesto.

 

 
 

Ci piace

  • Leggere
  • Buona qualità sonora
  • Senza fronzoli
  • Prezzo

Non ci piace

  • Senza fronzoli
  • Potenziale fragilità
  • Solo stereo
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.