Red Dead Redemption 2

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Red Dead Redemption 2

La community dei gamer di tutto il mondo l’ha atteso per anni. Il seguito di Red Dead Redemption, prodotto da uno degli studios più quotati in esistenza, Rockstar Games.

Un gioco mastodontico, curato all’estremo, un’opera monumentale. Ci sono volute settimane per prendere il coraggio e iniziare a scrivere, finalmente, la recensione di Red Dead Redemption 2. Sellate i cavalli che si parte!

Vecchio west

Doverosissima premessa: chi scrive non è un grande fan del genere western. La cosa più vicina che ho seguito nell’ultimo decennio al genere è stato Westworld, salvo poi annoiarmi ugualmente. Il che se ci pensate è ancora più interessante dovendo recensire un gioco ambientato nel far west: se riesce a fare breccia con qualcuno che non è un fan, vuol dire che è un grande gioco, no?

In Red Dead Redemption 2 impersoniamo Arthur Morgan, membro della banda di fuorilegge capitanati dal carismatico Dutch Van Der Linde. Il titolo si apre con la banda in fuga da un brutto affare andato male, intrappolati in alta montagna tra tormente di neve, mancanza di cibo e attacchi di lupi affamati. Un inizio suggestivo e realizzato in modo davvero molto intelligente. Nel prologo Red Dead Redemption 2 ci avvicinerà a moltissime meccaniche essenziali che sperimenteremo poi su scala molto più vasta più avanti: caccia, esplorazione, combattimento, sopravvivenza. Mentre andremo alla ricerca di un compagno perduto, cercheremo di procuraci del cibo per coloro che non sono in grado di sfidare gli elementi oppure attaccheremo un accampamento di una gang rivale, apprenderemo piano piano che Red Dead Redemption 2 più che un gioco vuole quasi essere una simulazione.

Dovremo mangiare (ma non troppo, pena ingrassare e perdere stamina!), dovremo prenderci cura delle nostre armi, dei nostri compagni, del nostro cavallo. Cacciare richiederà pazienza, spostarsi nella natura selvaggia ci esporrà a pericoli. Addirittura potrà capitare che, per andare da un posto all’altro, dovremo accamparci per la notte, montando la tenda e assicurandoci di prenderci cura della nostra cavalcatura. In realtà di dettagli ce ne sono ancora una valanga ma finirebbe che al posto di una recensione ci ritroveremmo con una lista di cose da fare! Non citeremo dunque la possibilità di aiutare sconosciuti, rapine, assalti, cacce leggendarie e via dicendo…

Una volta portato a termine il lungo prologo e armati di una conoscenza per lo meno rudimentale del mondo creato da Rockstar, saremo finalmente liberi di fare quello che vorremo. Ci ritroveremo accampati in un boschetto appena fuori dalla cittadina di Valentine, attorniati dai nostri compagni di banda. Molti di loro ci assegneranno diversi tipi di missione, come nel più classico dei giochi open world. È in questo momento che la libertà schiacciante di Red Dead Redemption 2 ci colpisce come un maglio. Non è necessario fare nulla in un certo ordine: potremo partire immediatamente all’avventura e farci sorprendere alla miriade di eventi e cose da fare. Ma se vorremo davvero godere del gioco, ovviamente, sarà il caso di invischiarci nelle trame e sottotrame della banda di Dutch. Che si tratti di andare a tirare fuori dalla gattabuia qualcuno, di andare a caccia, di incontrare una vecchia fiamma o semplicemente di racimolare ricchezze e cibo da donare al campo, avremo sempre qualcosa da fare.

Il gioco si racconta in pieno stile Rockstar: cut scenes iniziali e finali per ogni missione, inframezzate da dialoghi (spesso mentre stiamo cavalcando verso un punto preciso) e tanta azione. Red Dead Redemption 2 ci metterà a disposizione diversi tipi di armi dell’epoca, dalle pistole ai fucili senza dimenticare armi più discrete come l’arco da caccia (utile per cacciare anche esseri umani comunque) oppure i coltelli da lancio. Anche in questo caso però è il realismo a farla da padrone: bisognerà fare la manutenzione alle armi (portandole da un armaiolo oppure acquistando kit di manutenzione) e non ci sarà permesso girare con 200 bocche da fuoco: andranno caricate nelle bisacce del cavallo e scambiate ogni volta che vorremo utilizzarle. Una riflessione sul tipo di attività in corso sarà dunque sempre necessaria in modo da scegliere lo strumento giusto!

A piedi o a cavallo

Ecco allora che ci imbattiamo in un’altra componente fondamentale di Red Dead 2: gli spazi. Rockstar ha deciso di non fornirci scorciatoie: se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo mettere in conto la dimensione spaziale. A piedi o a cavallo che sia, se vogliamo acquistare risorse dovremo andare fino allo spaccio cittadino. Esistono diversi sistemi di viaggio rapido che però sono estremamente coerenti col mondo di gioco: diligenza e treno non ci porteranno esattamente dove vogliamo ma faranno delle fermate predefinite. Ci allontaneremo troppo dal cavallo? Fino ad una certa distanza (influenzata anche dal nostro grado di affinità con l’animale) potremo fischiare per richiamarlo. Ma se ci allontaneremo troppo, la povera bestia non ci sentirà e dovremo andare a cercarla (o farcela recapitare in una stalla – l’unica concessione fatta dagli sviluppatori in questo senso).

Insomma, in Red Dead Redemption 2 potrà capitarvi di ritrovarvi in montagna, senza risorse, senza cavallo e senza munizioni circondati da un branco di lupi affamati. Se saremo tanto stupidi da cacciarci in una situazione simile, tanto peggio per noi! Avrete intuito che il cavallo è fondamentale, un perno del gameplay di Red Dead 2. Non solo servirà da mezzo di trasporto ma fungerà anche da insostituibile sidekick nelle nostre avventure. Spendere ore ed ore a migliorare il nostro rapporto con l’animale per poi vederlo ucciso durante una sparatoria è una delle cose peggiori che possano capitare durante il gioco (consiglio: soventi salvataggi manuali!).

Scelte discutibili

Red Dead Redemption 2 è stato recensito con toni spaventosamente lusinghieri dalla stampa specializzata ed è facile capire il perché. Come già detto, l’attenzione al dettaglio è maniacale e la quantità di cose da fare è fenomenale. Probabilmente si può portare a termine il gioco in 50-60 ore ma per scoprire davvero ogni segreto, portare a termine ogni incarico, cacciare ogni animale… possiamo raddoppiare o triplicare questa cifra. Tanta attenzione al dettaglio però viene offuscata, secondo noi, da scelte di design discutibili. Per prima cosa i comandi di gioco sono fin troppo complessi. Menu contestuali, pressioni di tasto scomode, comandi da mandare a memoria. E se ci confondiamo, al posto di discutere con qualcuno potremmo finire per sparargli in testa accidentalmente, rendendoci ricercati dalla legge (ci è capitato una volta, è stato un disastro!).

Non fraintendete, è bello che un gioco ci fornisca tantissime opzioni. Potremo per esempio scegliere come interagire con gli NPC scegliendo approcci violenti o pacifici, magari mentendo oppure facendo i furbi e vedendo cambiare progressivamente il nostro livello d’onore. Ma stringi stringi i comandi sono complessissimi e spesso più una barriera che altro. Ovvio, dopo 50 ore li conosceremo a memoria ma, almeno inizialmente, sono una fonte di frustrazione. Un’altra scelta discutibile è quella del ritmo. Si tratta di una critica molto personale che sicuramente non sarà condivisa da molti. Red Dead Redemption 2 è un gioco lento. Ci sono missioni adrenaliniche, sparatorie e assalti a treni? Sì, ci sono. Ma passeremo anche ore (letteralmente) a galoppare per praterie e foreste, andando avanti e indietro più e più volte. E le distanze non sono affatto corte! In più dovremo pur sempre prenderci cura di noi e del cavallo, tornare all’accampamento, andare in città a fare acquisti. Per ogni mezzora di adrenalina ce ne sono almeno 2 di, beh, noia. Sento già le critiche: “non capisci il gioco”, “è fatto apposta”, “fa parte dello charme di Red Dead 2”. E avete ragione! Si tratta di una scelta consapevole degli sviluppatori, legittima e giustificata. Una scelta però che non condivido perché diluisce di tanto la trama principale, spezzettandola in momenti inframezzati dalla monotonia.

A bocca aperta

Red Dead Redemption 2 è un gioco visivamente spettacolare. La qualità tecnica raggiunta da Rockstar è semplicemente strabiliante, specialmente se giochiamo su PS4 Pro o su Xbox One X. Saremo circondati da un mondo vivo, con una distanza di visione spaventosa e con effetti speciali incredibili. Potremo cavalcare in un pomeriggio soleggiato per una zona deserta o finire in una tempesta o in una tormenta di neve. Il tutto senza caricamenti, senza soluzione di continuità. Abbiamo giocato su Xbox One S e X, preferendo mille volte la console più potente, restando comunque sempre di stucco.

Red Dead Redemption 2 è tecnicamente il miglior titolo in circolazione, senza discussioni. Supera tranquillamente anche l’eccellente Assassin’s Creed Odyssey definendo un nuovo standard, per altro difficilissimo da raggiungere, per il genere open world. Che si tratti di un anfratto perduto in cima a qualche montagna o di uno spettacolo di cabaret nella città di Saint Denis, ogni cosa è disegnata, pensata, realizzata e animata con amore da Rockstar. Il mondo agisce e reagisce al giocatore ma è perfettamente in grado di andare avanti da solo, con dinamiche sociali e naturali che potremo tentare di influenzare ma che non gireranno attorno a noi. Insomma, è una cosa da provare sulla propria pelle perché lascia a bocca aperta.

Gioco dell’anno?

Red Dead Redemption 2 è sicuramente uno dei giochi dell’anno, se non il più interessante del 2018. Enorme, curato, variegato. Certo, non è perfetto e i vostri gusti giocheranno una parte fondamentale nel vostro giudizio finale. Personalmente l’ho apprezzato anche se ci sono stati momenti di noia e frustrazione. Ma il giudizio complessivo rimane positivo, sia tecnico che per quanto riguarda la trama, su questo non ci piove.

 

Ci piace

  • Libertà
  • Grafica
  • Profondità di gameplay

Non ci piace

  • Comandi
  • Ritmo
  • Doppiaggio solo in inglese
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.