Rage 2

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Rage 2

Il primo Rage non fu proprio un gioco memorabilissimo. A livello tecnico, fu sicuramente un titolo interessante. La tecnologia megatextures di John Carmack era interessante anche se non priva di svantaggi e scevra di critiche da parte di giocatori e addetti al lavoro.

Ma Rage 2 non ha nulla a che vedere con la tecnologia di un tempo ed è piuttosto una sorta di soft reboot del franchise ad opera di id Software e Avalanche Studios.

Nelle terre selvagge

Rage 2 si apre con una tragedia personale. La nostra esistenza tutto sommato tranquilla nella cittadina di Vineland viene sconvolta dall’attacco di un gruppo chiamato l’Autorità. In un mondo post apocalittico devastato, in cui mostri e abomini attaccano ogni cosa, sentivamo proprio la mancanza di un gruppo militare di esseri umani fusi con macchine e schifezze d’ogni genere! Walker, il personaggio che impersoneremo nel gioco, si ritrova nel bel mezzo dell’attacco. La città di Vineland viene praticamente rasa al suolo, Prowley, la sia comandante, uccisa. Restiamo solo noi, un giovanotto (o una giovinetta, possiamo scegliere il sesso del protagonista), con addosso una tuta da Ranger della Zona Devastata (presa da un cadavere) e una voglia matta di farla pagare all’Autorità e al loro comandante Martin Cross. Peccato che da soli non possiamo fare granché… avremo bisogno di alleati e mezzi per compiere la nostra vendetta. Si parte all’avventura nelle zone devastate, in cerca di tre personaggi che possano darci una mano a resuscitare il Progetto Daga: un piano per distruggere una volta per tutte i cattivi.

La storia di Rage 2 non è particolarmente interessante né, a ben pensarci, innovativa. Un cattivone dalle motivazioni piuttosto idiote da uccidere fa da sfondo alle nostre peregrinazioni nell’ampio open world del gioco in cui interagiremo con personaggi piuttosto variegati e prenderemo parte a missioni principali e secondarie, con l’occasionale evento randomico in cui potremo lanciarci se lo desideriamo. Le prime ore di gioco saranno spese nella scoperta del territorio e dei suoi tre personaggi chiave: Loosum Hagar, la sindaco di Wellspring, il dottor Anon Kvasir, ex scienziato dell’Autorità obiettore di coscienza e John Marshall, che già conosciamo dal primo Rage e che è sempre impegnato nel combattere i cattivi. Per assicurarci i favori di ciascuno di questi personaggi dovremo svolgere varie attività, in modo da raggiungere il livello 5 di gradimento. Si tratterà principalmente di uccidere mutanti e mostri, liberare zone dall’influenza dei nemici, raccogliere oggetti e risorse scientifiche e partecipare ad alcuni strani eventi (come una sorta di reality show in cui dobbiamo uccidere mutanti oppure una folle corsa off-road in cui uccidere è assolutamente permesso).

Shoot shoot, loot loot!

Il gameplay di Rage 2 è tutto incentrato sull’esplorazione e la partecipazione alle missioni ed eventi. Da buon open world ci lascia quasi totale libertà nell’affrontare o meno determinati nemici, in base a zone e livelli di difficoltà chiaramente indicati sulla mappa. L’impostazione first person shooter ne fa un gioco divertente. L’unione tra armi niente male (ma passeremo molto tempo con solo 3 prima di sbloccarne altre…) e i poteri crescenti di Walker come Ranger (bisognerà recarsi in alcune arche per sbloccarli) sono un buon mix. Tra pugni devastanti, scatti, doppi salti e una modalità furia in cui siamo quasi inarrestabili, non possiamo di certo dire che Rage 2 non abbia i suoi momenti esaltanti. L’aggiunta di una progressione sia per armi che per poteri, in cui possiamo sostanzialmente scegliere quale percorso di poteri sbloccare a seconda del nostro stile di combattimento, apre ad ancora più personalizzazione. Un sistema più profondo rispetto a quello visto nell’ultimo Doom ma sicuramente non complesso come un classico RPG è una buona via di mezzo per un gioco che non vuole essere né Doom né Borderlands ma qualcosa a metà tra i due.

La nostra esplorazione delle diverse zone (sono sei) della mappa però non è particolarmente esaltante. Nonostante l’ottimo curriculum di Avalache Studios (Just Case, vi dice nulla?), il mondo di gioco non offre nulla di sensazionale. Ci imbatteremo in torrette e accampamenti nemici ma il deserto di Rage 2 a volte è fin troppo tale, perfino nelle zone più fitte di vegetazione o in quelle paludose. Fortunatamente siamo dotati di un veicolo, Phoenix, che permette di coprire le ampie distanze in modo piuttosto agevole. Ci sono altri veicoli sbloccabili in gioco ma finiremo per ritornare sempre a quello di base, un po’ perché è l’unico che possiamo potenziare e migliorare, un po’ perché ci piace la sua linguaccia (alcune battute del veicolo ci hanno strappato una risata!). Ma insomma, attraversare le lande di Rage 2 diventerà ben presto un’incombenza tra una missione e l’altra e non un vero piacere alla scoperta. Esiste il fast travel ma in modo limitato tra le città principali, questo significa che dovremo battere diversi chilometri in ogni caso.

Mediocricamente Rage

Rage 2 è un titolo abbastanza mediocre, spiace dirlo perché nelle varie presentazioni e trailer dava l’impressione di essere molto più badass. Una trama poco interessante, un livello di difficoltà davvero troppo basso (a difficoltà media basta davvero pochissimo per uccidere anche i boss più colossali) e in generale un open world con poco da fare. Ben presto siamo entrati in un loop di missioni e basta, senza nemmeno ascoltare con grande attenzione quanto ci veniva detto dai vari personaggi. In particolare, per le missioni secondarie dovremo sempre sorbirci le chiacchiere dei PNG prima di ottenere il contratto, una cosa che alla lunga risulta tediosa.

Tecnicamente Rage 2 non impressiona. Abbiamo giocato su Xbox One X, certi di avere tra le mani la miglior versione su console possibile. Non sappiamo se sia effettivamente così, quello che abbiamo notato è un LOD aggressivissimo durante gli spostamenti. Gli elementi entrano nel nostro campo visivo molto tardi, in un continuo pop-in che dirsi fastidioso è ancora poco. Addirittura nella foresta, in certe ore del giorno, vediamo le ombre comparire come un manto davanti a noi, come se il mondo si oscurasse a qualche decina di metri da noi mentre in lontananza lo vediamo ancora bello illuminato. Una scelta forse giustificata dalle buone performances del gioco. Non abbiamo mai notato rallentamenti o incertezze, anche nei momenti più pirotecnici e complessi del gioco. Il gioco è interamente doppiato in italiano e varia dal buono al medio, a dipendenza di chi sta parlando e della situazione.

Insomma…

Rage 2 non è il gioco dell’anno. Da un lato offre un gunplay che funziona bene e sa divertire tra armi e poteri speciali che permettono al giocatore di fare un macello dei suoi nemici. Dall’altro un mondo poco carismatico e personaggi di cui, in tutta onestà, ci è importato davvero poco. Non è nemmeno molto longevo visto che potremo completare la storia principale in circa una decina di ore, lasciandoci poi con un endgame fin troppo poverello. Peccato!

Ci piace

  • Gunplay
  • Armi e poteri
  • Phoenix

Non ci piace

  • Mondo poco entusiasmante
  • Campagna corta, endgame povero
  • Storia
4.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.