Predator Orion 3000 (PO3-620)

Scritto da il il Recensioni Hardware, 3 più

Predator Orion 3000 (PO3-620)

Eccoci di nuovo a parlare di hardware! E lo facciamo con un PC completo di Acer: il Predator Orion 3000 (modello PO3-620). In un periodo di gravi mancanze di stock di quasi tutto l’hardware PC, specialmente schede video e processori, una delle sole vie praticabili sono i preassemblati.

Ma questo non significa che dobbiamo accontentarci, proprio per questo passeremo l’Orion 3000 sotto la nostra lente inquisitoria!

La cintura di Orione

Predator Orion 3000, come ogni PC desktop da gaming, nasce e muore in base alle sue specifiche hardware. Certo, noi PC master racer teniamo anche ad altri fattori come design e bling bling RGB, ma tutta la cosmetica deve passare in secondo piano, lasciando il posto soleggiato alla potenza. E di potenza questo Orion 3000 ne ha, sebbene non si tratti certo di un mostro nella configurazione da noi testata. Al suo interno troviamo infatti una CPU octa-core Intel Core i7-10700, con un base clock di 2.9GHz e un boost clock fino a 4.80GHz accompagnato da 16GB di DDR4, una GPU RTX 2060 SUPER da 8GB, 512GB di SSD + 1TB di Hard Drive, connettività wireless 802.11ax e ac, gigabit LAN e perfino delle periferiche: una tastiera ed un mouse brandizzati Acer Predator.

Il design del case è, beh, niente di speciale ad essere onesti, sebbene qualche sorpresa la riservi. La parte frontale del case ingloba un pannello trasparente sotto il quale vediamo un logo Predator (che brutto quanto quello di ROG!) e un fan impreziosito da led blu. L’intake per il flusso d’aria è permesso da due griglie forate sui lati. Non è un airflow particolarmente impressionante ma abbiamo visto di peggio nel mondo PC. Troviamo poi anche un braccino a scomparsa in plastica (che non ci è sembrato molto resistente) per appendere un headset e uno sportellino che si apre su dei cardini. All’interno, un jack stereo in uscita, un jack per il microfono e due porte USB: una 3.2 gen 2 tipo A e una 3.2 gen 2 tipo C. Sul retro, quattro USB 3.1 gen 1 type A e due USB 2.0 type A per tastiera e mouse. Troviamo anche tre jack audio: microfono, cuffie ed entrata audio. C’è la già citata gigabit LAN più ovviamente 3 DisplayPort, una HDMI 2.0 e una porta DVI-D offerte dalla RTX 2060 SUPER. Insomma, non giriamoci attorno, questo Orion 3000 non è un mostro di potenza, con specs assolutamente degne ma non in pari con PC del 2021 dotate delle sempre più sfuggenti RTX 3000. Tuttavia, questo non significa nulla perché sebbene sia preferibile andare sulla potenza massima, per giocare a giochi moderni l’offerta di Acer rimane allettante, specialmente se non avete interesse a giocare a giochi in 4K con RTX abilitato. Orion 3000 ci sembra molto più adatto alla categoria eSport, con titolo tipo Fortnite, Overwatch, CS:GO, Valorant e via dicendo.

Prima di proseguire nella recensione però dobbiamo ancora citare un paio di elementi. Il primo è che nella confezione troviamo un secondo pannello, in vetro, da sostituire a quello opaco che si trova montato sul lato sinistro del PC. Un’ottima trovata quella di Acer che permette di avere immediatamente un PC più stiloso sulla scrivania e che permette di dare un’occhiata all’interno, in cui troveremo un cable management più che decoroso per un PC preassemblato come questo.

Secondariamente l’inclusione di mouse e tastiera. Entrambi sono adatti a giocare ma non sono niente di che. La tastiera non è meccanica e il feeling dei tasti è esattamente quello che vi aspettereste da una periferica inclusa con un PC preassemblato. Il mouse è cablato, plasticoso, senza lode né infamia comunque. Insomma, apprezziamo l’idea di aggiungere delle periferiche, perché a questo punto non manca che un monitor per iniziare a giocare. Tuttavia, sono due cose che vorremo aggiornare il prima possibile con qualcosa di più serio, se le nostre ambizioni di gamer sono serie. A proposito…

Performances in gioco

In apertura parlavamo proprio di questo: la potenza di gioco. Abbiamo condotto diversi test, alcuni con benchmark sintetici e alcuni con giochi più o meno recenti. Ma prima di tutto citiamo alcuni fatti interessanti. Il primo avvio di Orion 3000 è stato relativamente senza stress. Dopo la usuale procedura di benvenuto di Windows 10 abbiamo scoperto con piacere che non c’è tanto software inutile installato di default. Il solito antivirus (che non vogliamo nemmeno citare, non vi daremo tale soddisfazione!), qualche utility e poco altro. Certo, poi ci sono volute ore a scaricare tutti gli infiniti aggiornamenti di sistema ma va anche detto che Acer può farci poco, se non tentare di includere l’immagine di Windows 10 Home più aggiornata possibile in fabbrica. In seguito, qualche considerazione sulla rumorosità del PC è d’obbligo.

Voi, mentre giocate sull’Orion 3000

In idle sentiamo solo le due ventoline da 80 mm sul davanti e sul retro girare, il che ne fa un’esperienza piuttosto piacevole. In gioco però entrambe fanno montare i giri, assieme a quelle incluse con la GPU e quella sul, sorprendentemente minuto, sistema di raffreddamento della CPU Intel. Tra l’altro, guardando all’interno del case (oppure godendo della vista del pannello trasparente!) scopriamo che Acer ha optato per un singolo stick di RAM da 16GB, tralasciando i vantaggi di configurazioni in dual channel, il che è un po’ peccato (ma comprensibile in un ottica di riduzione dei costi).

Benchmark

Ora, i benchmark! Iniziamo dal buon vecchio 3DMark che evidenzia un risultato di 8089 punti. Per darvi un po’ di contesto, un PC abbastanza più bestia (Ryzen 9-3900X, RTX 3090 e 32GB di DDR4-3600) ottiene 16701 punti. Niente male anche il test Port Royal, che valuta le prestazioni del ray tracing. RTX 2060 SUPER è la first gen entry level per quanto riguarda tali effetti di illuminazione e senza sorpresa otteniamo un 4639 punti, contro i 12040 del già citato monster PC.


Le performance del raytracing non potrà essere uno dei fattori determinanti nella scelta di Orion 3000 ma è bene ricordare che non è la sola tecnologia interessante introdotta da Nvidia con le GPU Turing. Abbiamo anche provato Superposition, nel quale abbiamo ottenuto 10408 punti in 1080p Medium e 6254 in 4K Optimized. Buoni punteggi, per l’hardware a disposizione.

Abbiamo dato un’occhiata anche a Cinebench R20, per valutare le potenzialità della CPU. L’i7-10700 ottiene un rispettabile 10310 punti in multicore, mentre il nostro Ryzen 9 della redazione (ma che ha 12c/24t rispetto agli 8c/16t dell’i7) ne ottiene 18195. Fondamentalmente non siamo lontanissimi, sebbene non sia affatto giusto mettere a confronto diretto due CPU tanto diverse (sia per prezzo che per semplice core count).

In seguito, siamo passati ai giochi. Abbiamo riscontrato parecchie difficoltà a far funzionare Fraps (una utility per vedere gli fps attuali in un gioco), lottando continuamente per poter ottenere dati interessanti. Per finire, ci siamo dovuti accontentare (sfortunatamente) di alcuni benchmark integrati. Iniziamo allora da Gear Tactics, che con dettagli alti/ultra e risoluzione 5120×1440 ottiene in media 45.6 fps medi GPU e 114.3 fps medi rendering CPU. In pratica, il gioco è limitato al 99.95% dalla GPU e non dal processore intel. Ad ogni modo, basterebbe ridurre la risoluzione e qualche dettaglio per ottenere ottime performances a 60fps!

Horizon Zero Dawn risulta essere un po’ più ostico: il benchmark interno, con preset qualità eccellente, ottiene di media 33 fps, con un media al 95% di 30. Come dire che o riduciamo la risoluzione o cambiamo i preset se vogliamo qualcosa di più fluido rispetto alla versione PlayStation 4.

Tocca a Shadow of the Tomb Raider, un altro gioco assai ostico da far girare. Abbiamo testato con impostazioni predefinite medie, senza RTX, ottenendo di media 49 fps, sempre limitati dalla GPU.

In ultra, le cose si fanno decisamente ingestibili per Orion 3000: 22 fps medi. La RTX 2060 SUPER fa una fatica pazzesca a gestire tutti i calcoli per il raytracing, sostanzialmente confermando quanto dicevamo qualche riga più su: questo computer non è pensato per giochi che sfruttano RTX in modo massiccio.

Nessun problema di fluidità per giochi più esportosi come Overwatch, CS:GO, Valorant e Fortnite (quest’ultimo con RTX disattivato però). Basta giocare in 1080p e magicamente potremo quasi sempre permetterci settings da alti ad ultra, con pochi compromessi.

Bottom line

Predator Orion 3000 PO3-620 è una discreta macchina da gioco. Certo, bisogna anche poterlo trovare in commercio visto che l’attuale P03-620 sul sito della digitec costa sì 1993CHF ma monta al suo interno una RTX3070. Perché chiamarlo identico se poi lo SKU è chiaramente diverso? È una cosa che accomuna tutti i system integrator comunque: sigle identiche per config differenti, ce n’è abbastanza da perdere il senno. Comunque, com’è QUESTO Orion 3000? È un PC gaming mid-range, completo, adattissimo per iniziare una carriera da gamer o da piccolo streamer in erba. Non è la macchina più potente sul mercato di gran lunga, ma dalla sua ha che arriva in un pacchetto completo, pronto a giocare (vista l’inclusione delle periferiche!). Se lo trovate ad un buon prezzo e non avete chissà quali necessità, si presta bene non solo al gaming ma anche ad un po’ di produttività e cazzeggio generale online.

Ci piace

  • Completo
  • Pronto al gioco
  • Buon I/O

Non ci piace

  • Solo una RTX2060
  • Ma si trova in commercio?

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

SGN Logo

Altri membri di SCN:
games.ch
insidegames.ch
the(G)net.ch