Pokémon Spada e Scudo

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Pokémon Spada e Scudo

Fra i titoli più attesi su Nintendo Switch vi sono sicuramente Pokémon Spada e Scudo: l’ottava generazione di Pocket Monster ritorna ufficialmente anche nel mercato delle console fisse (data la peculiare natura dell’ibrida di Nintendo), a ben 13 anni da Pokémon Battle Revolution (Wii) e a due anni da Ultra Sole e Ultra Luna (3DS). Queste due nuove versioni, presentate lo scorso febbraio, hanno reintrodotto un approccio più simile ai giochi tradizionali, a differenza di Pokémon Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee, i quali si erano fortemente ispirati al sistema di cattura di Pokémon GO.

Pokémon Spada e Scudo tenta di distaccarsi anche dalle nuove meccaniche introdotte con la sesta e settima generazione. All’appello, mancano pertanto le megaevoluzioni (introdotte con Pokémon X e Y) e le mosse Z (introdotte con Pokémon Sole e Luna). Quest’ultime vengono sostituite dal fenomeno Dynamax, il quale consente di trasformare il proprio Pokémon in una versione gigante di pura energia capace di raddoppiare i propri PS ed eseguire mosse devastanti. Come questo meccanismo influenzerà il metagame è ancora troppo presto per valutarlo. Tuttavia, con il taglio di molti Pokémon torneranno in auge strategie e Pokémon molto utilizzati prima del periodo su Nintendo 3DS.

Pokémon Spada e Scudo non sono però stati accolti positivamente dal pubblico. In primis, Game Freak ha deciso di non implementare il Pokédex nazionale, rendendo disponibile unicamente 400 Pokémon (compresi quelli di ottava generazione) e rimuovendo tutti gli altri. Tale decisione da parte degli sviluppatori, denominata Dexit, dimezza i Pokémon che si potranno utilizzare in queste versioni. Pertanto, non sarà possibile trasferire i Pokémon catturati su 3DS a meno che gli stessi non siano presenti nel Pokédex regionale di Spada e Scudo. In secondo luogo, molti hanno criticato Game Freak di riciclare i modelli dei Pokémon poiché sembrerebbero riutilizzati da quelli presenti su Nintendo 3DS. In particolare, si è manifestata in rete una pesante critica relativa alla qualità delle animazioni delle mosse e come queste vengano eseguite esattamente come su Nintendo 3DS. È chiaro che Pokémon Spada e Scudo non sono stati percepiti dalla fanbase nei migliori dei modi, i quali hanno spaccando letteralmente in due la community. Ad ogni modo, nella presente recensione il Dexit verrà trattato solo marginalmente, mentre le questioni tecniche saranno approfondite per valutare complessivamente il lavoro svolto da parte di Game Freak.

Da una tranquilla città di campagna a vaste distese da esplorare

Nel continente di Galar, la nostra avventura comincia nel paese campagnolo di Furlongham nel quale faremo conoscenza del nostro primo rivale, Hop. Dopo aver accolto Dandel, campione di Galar e fratello di Hop, egli ci regalerà il nostro primo Pokémon fra Grookey (erba), Sooble (acqua) o Scorbunny (fuoco). Dopo aver scelto il primo Pokémon dell’avventura, il nostro alter ego deve procurarsi un Pokédex dalla professoressa Flora, la quale, inoltre, ci donerà la facoltà di sbloccare il potere del fenomeno Dynamax: un processo che ingigantisce il nostro Pokémon capace di sferrare attacchi devastanti. Tale processo ricorda una fusione fra Mega evoluzione e Mosse Z e, quando disponibile, può essere accessibile a tutti i Pokémon della squadra. Ottenuto il Pokédex, finalmente possiamo indirizzarci presso una delle capitali della regione di Galar, Steamingtown, nella quale potremmo registrarci per così prendere parte alla sfida delle palestre. Nel ruolo di Sfidapalestre, il nostro alter ego dovrà pertanto affrontare otto (canonici) capipalestra, conquistare le relative medaglie per poi accedere al gran torneo e sfidare il ccampione in carica. La campagna non mostra pertanto delle differenze in confronto alle versioni passate, tuttavia è scandita sia da percorsi a corridoio, sia da una vasta distesa selvaggia. Dopo le prime ore di gioco, il giocatore avrà accesso anche alle terre selvagge, una grandissima distesa con prospettiva e telecamera libera, la quale collega i due principali percorsi della regione di Galar.

Fuori dalle terre selvagge, i percorsi sono a prospettiva fissa e seguono a grandi linee lo stesso level design di Pokémon Sole e Luna: un lungo corridoio guidato nel quale si troveranno allenatori da sfidare e catturare Pokémon. A differenza dei capitoli su Nintendo 3DS, con l’introduzione delle terre selvagge l’approccio di lungo corridoio lineare è meno criticabile, in quanto la campagna è scandita sia dall’esplorazione lineare sia da quella libera senza restrizioni di sorta. Nelle terre selvagge è anche possibile catturare molti più Pokémon in confronto ai singoli percorsi, permette già l’accesso alle sfide Max Raid nelle quali appaiono Pokémon con migliori statistiche (IV).

La campagna si rivela quindi discretamente longeva, la stessa richiede almeno 18-20 ore per essere completata esplorando ogni singolo angolo di Galar, oltre ad altre 2 ore di post-game per chiudere un po’ il cerchio della trama. La qualità narrativa, oltre ad essere ormai quella canonica della serie Pokémon (sconfiggere i capipalestra e diventare campione della regione), è però altalenante. Se all’inizio il ritmo narrativo ricorda assai le versioni Bianco e Nero / Bianco e Nero 2, più si avanza nella campagna e più appare di rivivere quella di Pokémon Sole e Luna, in una sorte di versione migliorata. In particolare, tale impressione nasce dalla estrema linearità dei percorsi, che delimitano e guidano la trama senza mai perdersi. Per fortuna detta linearità viene spezzata dalle visite presso le terre selvagge, essendo quest’ultima una zona libera caratterizzata da diversi elementi che si modificano quotidianamente (ad esempio la meteo). Il character design, invece, è anch’esso discutibile su alcuni personaggi. Dandel, il campione, e Poppi, capopalestra di tipo folletto, ad esempio sono ben caratterizzati e seguono un loro stile di conversazione. Altri, invece, sembrano assai infantili e affrontano alcune questioni con molta superficialità. Hop manca di mordente e Sonia, nipote della professoressa, è quasi fin troppo ingenua per aspirare al lavoro della di lei ava. Infine, tutti i colpi di scena, con essi i misteri della regione e sul fenomeno Dynamax, si scoprono unicamente nelle ultime ore di gioco. Di riflesso di ottiene un concentramento di informazioni e di trama che riescono a spiegare il passato del continente un po’ troppo goffamente, lasciando aperte anche molte questioni.

Per quanto riguarda il post-game, purtroppo Game Freak non è stata capace di introdurre un’attività alternativa alla torre lotte o al breeding competitivo. Continueremo a ribadire che, fino a quando non verrà reintrodotto un parco lotta, dei nuovi percorsi da esplorare (come in Pokémon Bianco e Nero) oppure, per citare altri esempi, le stesse Gare Pokémon (Rubino, Zaffiro, Smeraldo, Diamante, Perla e Platino), il post-game è scarno e praticamente inesistente. Esclusa la questione breeding e lotte competitive online, per chi non è interessato ai suddetti Pokémon Spada e Scudo finisce praticamente con il completamento della campagna principale. I Max raid possono sì, intrattenere, ma quest’ultimi servono unicamente a catturare Pokémon competitivamente già pronti e con le relative abilità nascoste. Pertanto, alla lunga, chi non è interessato a questi elementi abbandonerà Pokémon Spada e Scudo molto presto.

Un concetto di openworld riuscito solo a metà

Entrando per la prima volta nelle terre selvagge si ha la sensazione di avere per mano un gioco Openworld targato Pokémon. Tuttavia, il nostro entusiasmo è stato frenato da ben non pochi difetti che affliggono questa gigantesca zona. Prima di tutto, il level design non è per nulla elaborato: le terre selvagge sono solo una distesa piatta, composta da qualche laghetto ed elementi naturali sparsi, senza offrire nessuna zona nascosta. Seppur nelle terre selvagge vi sono tantissime tane Pokémon in cui appaiono i Max Raid (tema che affronteremo in seguito), la vasta distesa è molto limitata sulle attività da svolgere (Pokécampeggio, Max Raid, Ostello/pensione Pokémon e qualche NPC per raccogliere utili strumenti) e non offre nemmeno un’interazione elaborata con altri giocatori.

Nelle terre selvagge è possibile visualizzare in tempo reale gli altri giocatori e, qualche volta, parlare brevemente con loro per ottenere ingredienti e tesori (nella rete locale mediante modalità wireless o online). Tuttavia, se di primo acchito le Terre selvagge sembravano offrire un approccio MMORPG, tale aspettativa è stata purtroppo smorzata pervia della limitata interazione con gli altri giocatori come indicato poc’anzi. Infatti sarà possibile interagire con gli altri per ottenere oggetti vari, in maniera del tutto asimmetrica e nemmeno in tempo reale, oppure si è in grado di visitare i loro Pokécampeggio, ma nei quali sarà consentito giocare con i Pokémon ivi presenti. Ciò detto, non è possibile incrociare un altro giocatore e avviare, ad esempio, uno scambio, una lotta, oppure partecipare a un Max raid con i giocatori visualizzati sulla mappa. Gli scambi, le lotte e i max raid sono tutti gestiti da un’altra interfaccia, Y-Comm, che si occupa del comparto online e locale delle predette attività e che affronteremo di seguito.

Il Pokécampeggio è una delle principali novità di queste versioni Pokémon, la quale richiama a grandi linee la modalità Pokémon-Amie presente su 3DS. Nelle opzioni è infatti presente la voce di detta modalità, con la quale possiamo piantare una tenda al suolo e giocare con i nostri Pokémon, oltre alla possibilità di cucinare prelibati piatti a base di Curry. Le ricette, da scoprire man mano che si sperimentano i vari ingredienti, permettono di aumentare l’esperienza dei propri Pokémon o migliorarne l’amicizia, elemento chiave per l’evoluzione di alcuni mostriciattoli. Come già citato poc’anzi, i pokécampeggi dei giocatori locali o online sono visibili nelle terre selvagge e visitabili per giocare con i Pokémon ivi presenti.

La community gestita a suon di cifre

L’interazione con gli altri giocatori è interamente gestita dalla modalità Y-Comm. L’interfaccia e lo stile riprende a grandi linee il concetto introdotto mediante il PSS su X/Y, Sole/Luna, ma castrato sotto diversi aspetti. In primis manca il Global Trade Station (GTS) per offrire e cercare determinati Pokémon, mentre non è più possibile cercare direttamente gli altri giocatori: tutto il sistema è gestito con le partite private accessibili mediante delle password. Presenti invece lo scambio prodigioso e lo scambio di schede allenatori, le quale possono essere personalizzate a piacimento con diversi temi e pose.

Si tratta dello stesso scomodo sistema introdotto su Pokémon Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee: per scambiare e lottare con gli amici è necessario creare un’istanza privata protetta da una password di quattro caratteri, la quale dovrà essere utilizzata dall’altro giocatore per trovare la partita da noi creata. Inutile specificare che si tratta di un sistema macchinoso, a volte per nulla funzionale poiché vi è sempre la probabilità che un altro giocatore a caso, inserendo la password medesima, può per sbaglio entrare in contatto nella nostra partita. Un grande passo indietro, speriamo unicamente che Game Freak ritorni sui suoi passi e reintrodurre un sistema simile al vecchio PSS. Inoltre, l’assenza del GTS (Global Trade Station) rende ancora più complessa la ricerca di determinati Pokémon, soprattutto se non si hanno conoscenti in possesso dell’altra versione.

Max Raid e la creazione di Pokémon competitivi facilitata

L’unica modalità interattiva e cooperativa introdotta con le presenti versioni sono i Max Raid. Un gruppo di quattro giocatori può affrontare un Pokémon dynamax per cercare di abbattarlo ed infine catturarlo. I Max Raid sono presenti nelle terre selvagge, in particolare nelle tane Pokémon indicate con dei sassi posti esagonalmente da cui fuoriesce un raggio di energia (rosso se comune, viola se raro). Si tratta di una vera e propria Boss fight cooperativa molto simile ai Raid di Pokémon GO. Basta semplicemente avvicinarsi ad una tana Pokémon nelle Terre selvagge, accedere all’apposita interfaccia e scegliere di creare una partita libera o privata (mediante password a quattro cifre). Gli altri giocatori, in particolare gli amici online, potranno ricevere una notifica nell’interfaccia Y-comm per unirsi alla battaglia e, se l’abbiamo comunicata, inserendo l’apposita password se avviata come istanza privata. L’interfaccia Y-Comm è quindi una schermata fondamentale con la quale è possibile partecipare ai Max Raid avviati dagli amici, oppure continuare a aggiornare la pagina per accedere a dei Max raid con sconosciuti. Infatti i Max Raid vengono notificati sotto forma di scheda su cui appare lo sprite oscurato del Pokémon da affrontare.

Nelle terre selvagge appariranno, giornalmente, almeno otto Max Raid i quali, se completati, appariranno altri 8 Max Raid in un ciclo potenzialmente infinito. Raramente e solo in alcuni nidi, potranno anche apparire i Pokémon Gygamax, versioni potenziate Dynamax di alcuni Pokémon come Corviknight, Drednaw o lo stesso Charizard. La difficoltà dei Max Raid è dettata dal numero di stelle indicato: una (più semplice) a cinque (difficile). Seppur è possibile affrontarli in solo in compagnia della CPU, i Max Raid da 5 stelle sono troppo elaborati per essere completati senza un aiuto esterno, essendo la battaglia limitata a soli dieci turni per un massimo di 4 KO. La CPU infatti manderà in campo sempre i soliti Pokémon, e purtroppo mai particolarmente potenti (Magikarp con idropompa, Solrock che usa solamente cosmoforza e togepi che tenta, invano, di curare l’intera squadra).

I Max Raid sono sicuramente un elemento essenziale di Pokémon Spada e Scudo che potranno tenere attaccati i giocatori per parecchie ore. Game Freak è stata capace di introdurre una modalità cooperativa interessante, non solo per intrattenere il giocatore ma anche di semplificare il processo del breeding competitivo, ma anche per cercare Pokémon rari che solitamente non appaiono nelle terre selvagge. Infatti, i Max Raid di 5 stelle offrono Pokémon con, al minimo, quattro statistiche perfette (IV), nonché alcuni Pokémon in grado di Gigantamizzarsi.

Il breeding e la creazione di Pokémon competitivi è infatti una delle grandi novità di queste versioni che meritano la lode a Gamefreak. Tale processo non richiede necessariamente di farmare tantissime uova per ottenere Pokémon con statistiche perfette, con la natura giusta o con le mosse uova ricercate. In Pokémon spada e scudo questo processo è stato ridotto all’osso: prima di tutto grazie ai Pokémon catturati nei Max Raid a 5 stelle, in secondo luogo all’ottenimento più facilitato dei tappi d’argento per potenziare determinate statistiche e, da ultimo, all’introduzione delle mente che modificheranno la natura del Pokémon. I dischi tecnici, i quali sono Macchine tecniche a singolo uso, sono tantissime e comprendono tante mosse che, solitamente, si apprendono accoppiando determinati Pokémon. Ad esempio, per creare un Gyarados competitivo in pochissimo tempo, basterebbe catturarne uno in un Max Raid, aumentare la statistica non descritta come stellare nella valutazione delle IV mediante un tappo d’argento e, eventualmente, modificare la natura. Anche la distribuzione delle EV ha subito un’ulteriore semplificazione. Questi punti, i quali aumentano ulteriormente le statistiche dei Pokémon, possono ora essere assegnati sfruttando le canoniche vitamine: non più limitate ad un massimo di dieci per statistica. Inoltre, la modalità Pokéjobs presso il PC di ogni Centro Pokémon permette di inviare determinati Pokémon a compiere delle missioni per aumentare l’esperienza o determinate statistiche ottenendo punti EV (fino ad un massimo di 96 punti a missione).

Cara Game Freak, qualcosa non va…

Pokémon Spada e Scudo sono dei classici giochi Pokémon che non vanno particolarmente a sconvolgere le meccaniche della serie, ma a semplificarle. I Max Raid e il mondo competitivo sono una valida carta di presentazione di queste versioni, e gli elementi positivi che le caratterizzano. Peccato che vi sono importanti note negative che tendono ad abbassare di molto la qualità complessiva di queste opere. In particolare ci si riferisce ai contenuti post game molto limitati e, generalmente, il comparto tecnico, purtroppo, non è esente da critiche. Non si critica la cosmesi dei modelli dei Pokémon, o degli allenatori, i quli risultano ben definiti e di qualità, ma la realizzazione complessiva del mondo di gioco e di come quest’ultimi prendono vita. Oltre alle critiche agli elementi tecnici di pura cosmesi (texture in bassa definizione e qualche glitch sparso), vi sono dettagli che purtroppo non sono stati curati a dovere. Ad esempio, i personaggi non giocanti si muovono su una griglia con movimenti poco naturali, oppure l’effetto pop-in di tutti quegli elementi che appaiono su schermo non appena il nostro avatar ci si avvicina (Pokémon, personaggi, elementi naturali). Tali elementi su schermo appariranno sempre, e solo, a poca distanza dal nostro avatar. Questo effetto, dovuto ad una scarsissima draw distance, dimostra che il gioco non è stato ottimizzato a dovere. Seppur la presenza dei Pokémon nell’erba alta come nei remake Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee è molto apprezzata, la loro presenza viene però rovinata da questo bruttissimo effetto che, intendiamoci, su Nintendo Switch non dovrebbe accadere.

Più grave, invece, il frame rate nelle terre selvagge non appena si entra nella modalità online con altri giocatori. Le prestazioni scendono considerevolmente, causando gravi lag e un framerate ballerino al limite dell’accettabile, in particolare non appena il gioco caricherà nella mappa altri giocatori e alcuni Pokémon. Questo problema, inoltre, potrebbe causare dei glitch mentre si visualizzeranno gli altri giocatori, nel nostro caso un paio di lag evidenti e di lunga durata hanno fatto sì che il gioco andasse totalmente in crash. Seppur si può sorvolare sulla cosmesi di alcune texture e sulle animazioni delle mosse fisiche dei Pokémon mediante sprite bidimensionali (doppio calcio, per citarne uno), i gravi problemi che affliggono le terre selvagge non appena si attiva la modalità online sono evidenti e vanno risolti al più presto. La cura per i dettagli, purtroppo, non all’altezza di un gioco per Nintendo Switch. Troppe piccolezze non sono state trattate a dovere da parte di Game freak, come appunto l’animazione delle mosse Pokémon, in particolari quelle fisiche. Sui nuovi Pokémon di ottava generazione, alcune sono ben fatte e vedono i mostriciattoli compiere mosse spettacolari e immersive. Altri, invece, sono una semplice trasposizione delle animazioni su 3DS…già comunque a suo tempo criticate.

Senza considerare, inoltre, altre problematiche tecniche che non dovrebbero esserci in un gioco di questo calibro. Gli sfondi, oltre ad essere quasi totalmente statici, sono sbagliati in determinati punti della mappa. Nel caso si peschasse un Pokémon in città (Steamington), lo sfondo di battaglia è quello delle terre selvagge: con vegetazione, terreno sterrato e via dicendo. Questo problema affligge pure le battaglie all’interno di stabili: esse non hanno letteralmente uno sfondo, ma unicamente un pavimento bianco. Non è chiaro se sia un bug o semplicemente pura prigriza da parte degli sviluppatori, considerato, inoltre, che in Sole e Luna, o in Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee, le lotte all’interno di stabili avevano un proprio sfondo. Di più, gli NPC non sono in grado di muoversi liberamente ma sembrano ancorati una sorta di griglia in cui si muovono con un effetto innaturale. Tante piccole cose che denotano, purtroppo, una scarsa cura per i dettagli.

Tutto questo a dimostrazione che, probabilmente, qualcosa nello sviluppo di Spada e Scudo non è andato nel verso giusto. Sotto l’aspetto tecnico Game freak dovrebbe prendere spunto dalle critiche, ammettere un mea culpa ed investire maggiormente sulla cura nei dettagli dei propri giochi. Con Nintendo Switch, una console che detiene almeno 25 volte la potenza di un Nintendo 3DS, si poteva decisamente raggiungere un risultato più soddisfacente. Considerato che la console è in grado di gestire titoli dal calibro di  The Legend of Zelda: Breath of the Wild, The Witcher 3, o anche l’ultimo Luigi’s Mansion 3, Game Freak poteva decisamente ottenere un risultato migliore. È un peccato vedere uno dei più famosi brand videoludici della storia perdersi in problemi tecnici e scarsa cura nei dettagli che potrebbero tranquillamente essere risolti in fase di sviluppo.

Tirando le somme, Pokémon Spada e Scudo sono dei giochi Pokémon capaci comuque di intrattenere i giocatori che intendono cimentarsi nel mondo competitivo, affrontado Max Raid a iosa e creando squadre sempre diverse fra loro. Tuttavia, escluso l’ambito competitivo, Game Freak purtroppo non è stata capace di introdurre delle attività alternative. Alla luce anche dei problemi tecnici riscontrati, nonché una mancanza di cura nei dettagli, del level design scarso delle terre selvagge e del sistema di interazione online fra gli utenti macchinoso, Pokémon Spada e Scudo sono prodotti solo sufficienti. Un’occasione sicuramente mancata, si confida che Gamefreak, con l’arrivo delle prossime versioni, possa correggere questi difetti per raggiungere un livello qualitativo migliore.

Ci piace

  • La creazione di Pokémon competitivi è stata migliorata
  • Colonna sonora gradevole
  • I Max Raid divertono e concedono un buon livello di sfida
  • Il concetto di terre selvagge è sicuramente molto apprezzato...

Non ci piace

  • ...ma la realizzazione è stata problematica, framerate online instabile con continui e pesanti lag
  • Post game scarno
  • Molti problemi tecnici evidenti
  • Percorsi e ritmo di narrazione estremamente lineari
4
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.