Pokémon: Let’s Go Pikachu e Pokémon: Let’s Go Eevee

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Pokémon: Let’s Go Pikachu e Pokémon: Let’s Go Eevee

Sono passati molti anni dall’ultimo titolo Pokémon per console casalinghe sulla stessa linea dei titoli principali. Infatti a partire dall’era Gamecube Game Freak  ha sviluppato alcuni spin off della saga come: Pokémon Battle Revolution su Wii o il picchiaduro Pokkén su Wii U e Switch in collaborazione con Bandai Namco, ma nulla dei predetti titoli si avvicinava al concetto delle produzioni come Pokémon Colosseum o Pokémon XD. Game Freak ha deciso quest’anno di debuttare con Nintendo Switch con un capitolo via di mezzo che si avvicina parecchio alla saga principale, ma che introduce nuove inedite meccaniche sacrificando altrettanti elementi tipici dei titoli principali del brand.

Fin dall’annuncio, Pokémon Let’s Go Pikachu e Pokémon Let’s Go Eevee hanno fatto discutere parecchio. Da una parte, debuttare con una nuova versione di Pokémon per console casalinghe lasciava sperare un salto generazionale in confronto a Pokémon Ultra Sole e Ultra Luna e, dall’altra, l’arrivo di Pokémon su una console capace di produrre giochi ad alta definizione faceva gola a molti. Tuttavia, molti non si sarebbero aspettati le meccaniche ispirate a Pokémon GO, il taglio netto al comparto competitivo e il limite ai primi 151 Pokémon. La fanbase si è quindi spaccata in due, obbligando The Pokémon Company a rettificare, poco dopo l’annuncio, l’arrivo di un nuovo capitolo della serie principale nel 2019 in esclusiva su Nintendo Switch, accompagnato dall’ottava generazione dei Pokémon. Nel frattempo, Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee è un buon antipasto nell’attesa dei nuovi capitoli principali, non solo caratterizzato da semplici stuzzichini, ma da tanta sostanza come un buon aperitivo dovrebbe essere.

Kanto in alta definizione

Si ritorna alle origini nella storica regione dove tutto è partito. Kanto è sicuramente il continente dei Pokémon più conosciuto, in quanto lo stesso è apparso in ben tre diverse generazioni di Pokémon: la prima, la seconda e durante la terza con i remake di Verde Foglia e Rosso Fuoco. Let’s Go si propone come un remake di Pokémon Giallo, il quale si aggiunge ai già citati remake per Gameboy Advance pubblicati nel 2004. Pertanto le vicende sono rimaste pressoché immutate, in particolare il giocatore deve sfidare otto capipalestra conquistando le rispettive, raggiungere la Lega Pokémon e diventare il campione assoluto della regione di Kanto. La trama ricalca a pari quella già vista su Pokémon giallo, fatto salvo alcune cutscene inedite atte a riempire parte della storia già conosciuta al fine di dare quel senso di moderno. Squadra che vince non si cambia, la trama di Pokémon Giallo, assieme alla quinta generazione e alla seconda generazione, sono di certo le principali vicende rimaste nei cuori dei videogiocatori di vecchia data. Game Freak sotto questo aspetto poteva sicuramente impegnarsi maggiormente, magari aggiungendo nuove missioni d’intermezzo o creando una storia post game simile alle isole del settipelago introdotte nei remake Verde Foglia e Rosso Fuoco. Se, da una parte, la trama è godibile e riprende il buon risultato del primo Pokémon Giallo, dall’altra l’impressione di déjà vu e, rispettivamente, di pigrizia degli sviluppatori appare alquanto evidente. Fermo restando che, per completare bene la trama, si necessita fra le 20 e le 30 ore, ciò non toglie che che la longevità non basta per colmare quella sensazione di remake pigro per quanto riguarda le vicende del nostro alter ego.

Pokémon GO su Nintendo Switch

Quello che rende Pokémon il brand odierno non è legato prettamente alla trama di cui abbiamo trattato poc’anzi, bensì al gameplay caratterizzato nel catturare, crescere e lottare con la propria squadra di Pocket Monster. Fin dal principio, i combattimenti sono al centro di questi titoli, sia contro gli allenatori sia contro i Pokémon selvatici, oltre al fatto di tutto il comparto competitivo (alias VGC) che è stato costruito nel corso delle generazioni. In Pokémon Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee tale formula è stata totalmente rivista, e meglio per quanto riguarda la fase di cattura dei Pokémon selvatici. Gli stessi sono visibili nella mappa di gioco, i quali appariranno nell’erba alta vagando nel territorio fino a quando si imbattono con il nostro alter ego. Tali apparizioni rendono l’esperienza di questo Pokémon realistica e ben costruita, mentre la loro cattura ricalca le modalità viste in Pokémon Go. L’allenatore deve lanciare la Pokéball contro il Pokémon che apparire su schermo agitando il Joy-Con o Pokéball Plus, sfruttando i sensori di movimento. In entrambi i controller, la mira è ben calibrata, seppur qualche volta è necessario ricalibrare i sensori per mirare meglio e non lanciare la Pokéball chissà dove. Chiaramente la Pokéball Plus dona un’esperienza più immersiva del Joy-con. Infatti la stessa si illumina durante la cattura e riproduce il verso di qualsivoglia Pokémon catturato. Inoltre la stessa funge anche da contapassi nella quale è possibile trasferire un Pokémon e livellarlo camminando. Inoltre, se si è dei giocatori di Pokémon GO, è possibile accoppiare la Pokéball Plus allo smartphone quale Pokémon Plus per catturare Pokémon e raccogliere Pokéstop.

Se da Pokémon GO è stato ereditato il sistema di cattura, non lo è di certo la difficoltà di tale sistema. Differentemente da Pokémon GO, in Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee i Pokémon non sono così evidenti da catturare. Quest’ultimi si muovono spesso, hanno una probabilità di cattura decisamente più bassa e scappano con molta più facilità, anche mentre si lancia una Pokéball. Seppur il sistema di cattura può sembrare molto semplificato, Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee obbliga il giocatore a rifornirsi spesso di Pokéball per non rimanerne totalmente asciutto. A titolo d’esempio, Kangaskhan ha richiesto ben una trentina di mega ball prima di essere stato catturato. Moltres è stato affrontato ben tre volte prima di riuscirlo a cattturare sprecando un certo quantitativo di ultra ball. Da ogni cattura tutta la squadra dei propri Pokémon guadagna punti esperienza. I pokémon grandi (aura rossa) e i pokémon piccoli (aura azzurra) corrispondono maggiore esperienza, come altresì gli stadi evolutivi nonché i Pokémon speciali quali Chansey, tauros, e via dicendo. L’esperienza viene suddivisa equamente fra tutti i Pokémon della squadra, per una crescita uniforme simili al condividi esperienza nelle battaglie. Battaglie che restano immutate nella loro essenza. Le stesse infatti sono svolte a turni, in cui il giocatore può scegliere ad un massimo di quattro mosse per attaccare l’avversario, sfruttando debolezze e resistenze.

Che fine ha fatto il competitivo?

Dimenticate il breeding (uova), rispettivamente, le mosse apprese dalla prole, le abilità, gli oggetti e gli efforts values (EV). Tutto questo è stato rimosso in queste particolari versioni dei Pokémon, mentre sono state mantenute le nature (che influiscono determinate caratteristiche diminuendone altre), le individual values (IV), oltre l’aggiunta del sistema AV (awakened values). Quest’ultime sono praticamente la rivisitazione delle EV, con la differenza che il giocatore può potenziare qualsiasi caratteristica fino a un massimo di 200 punti indistintamente. Se con le EV la distribuzione era più selettiva, con il predetto sistema la distribuzione è più ampia. Per aumentare i punti delle statistiche il giocatore utilizza le caramelle raccolte alla cattura di un Pokémon o dal trasferimento dello stesso al Professor Oak mediante l’interfaccia del Box, attivabile nel menù della squadra. Per valutare le IV, invece, ad un certo punto della trama sarà attivato l’indice delle potenzialità, nel quale viene mostrato a quanto ammontano a grandi linee tali valori di un Pokémon. Le IV potranno essere potenziate mediante l’allenatore Pro, disponibile successivamente la lega Pokémon.

Questi tagli hanno sicuramente penalizzato l’attuale metagame, riportando alle origini quando oggetti, abilità e breeding non esistevano, ma viene lo stesso arricchito dalle nature e dalle statistiche nascoste. Assenti anche il clima e la differenza fra giorno e notte, lasciando la mappa di Pokémon Let’s Go nella perenne luce solare. Oltre al taglio netto al comparto competitivo, anche la difficoltà dell’avventura è stata rivista. In confronto a Pokémon giallo, gli allenatori fino ad Aranciopoli sono molto più facili da battere poiché gli stessi utilizzano, spesso, un solo Pokémon e nemmeno di un livello particolarmente elevato. Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee tendono a guidare troppo il giocatore aiutandolo a proseguire nella trama, senza che quest’ultimo sia obbligato a farmare parecchi Pokémon per livellare la squadra.

Multigiocatore, un passo in avanti nel locale, parecchi indietro nell’online

Il più grande taglio alla scena competitiva è di certo stato quello del comparto online. Dimenticate l’HUB simil Pokémon X e Y, partite con amici organizzate su misura. Il sistema di scambi, e di battaglia online, eredita il sistema dei codici presente nei raid di Pokémon GO. In particolare il giocatore che avvia uno scambio, o una lotta, decide una combinazione di tre Pokémon fra 8 disponibili fino a un massimo di 512 differenti combinazioni. Se anche l’amico, online, mette tale combinazione, c’è una forte probabilità di avviare lo scambio, rispettivamente, la lotta con quest’ultimo, altrimenti si interagisce con perfetti sconosciuti. Tale sistema è un forte passo indietro se confrontato le produzioni passate, ciò non è giustificabile nemmeno se si considera che Pokémon Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eeve sono dei meri spin off. Diverso il multigiocatore locale, nel quale è possibile la comunicazione wireless fra due console, oppure, la presenza di un compagno nella mappa di gioco agitando un secondo joy-con o una pokéball plus. Il secondo allenatore in game fungerà unicamente da supporto, egli vaga nella mappa con il giocatore principale, utilizza i Pokémon nella squadra e lo aiuta nella schermata di cattura. Ma purtroppo il giocatore di supporto non può parlare con alcun NPC, non ha Pokémon propri e non è in grado di avviare una cattura. Il giocatore di supporto è un’entità di aiuto completamente inesistente per tutti gli altri elementi di gioco, che siano NPC o Pokémon apparsi nella mappa.

Ti voglio bene Snorlax

Un punto a favore di questi remake è sicuramente la cura della mappa e dei Pokémon che vagano nella stessa, nonché i compagni di squadra. Il giocatore può decidere, oltre alla mascotte sempre al nostro fianco sulla spalla, quale Pokémon liberare per accompagnarci durante l’avventura di esplorazione. Alcuni possono addirittura essere cavalcati, fra i più famosi citiamo l’imponente Onyx, Gyarados durante surf, Charizard per volare ed infine anche il carinissimo Snorlax nel quale sarà abbracciato dalla mascotte e dall’allenatore per vagare nella mappa. Graficamente la cura dei Pokémon è fenomenale, i movimenti nella mappa sono molto naturali e sicuramente sotto questo aspetto c’è stato un grande lavoro da parte di Game Freak. Parimenti anche le mosse a distanza sono rese più naturali, a parte alcune piccole sfaccettature come le mosse d’acqua che non escono dai cannoni di Blastoise che, si spera, potrà essere implementato nelle prossime versione. Basilari invece sono tante mosse fisiche che vengono ancora animate alla vecchia maniera (doppio calcio, doppiasberla e via dicendo), ma, probabilmente, queste piccolezze saranno migliorate nelle prossime versioni. Come primo esperimento in alta definizione, e considerata la macchina su cui gira, si può ancora fare molto, ma richiede chiaramente tempo di sviluppo e buona volontà. Let’s Go Pikachu ed Let’s Go Eevee hanno già spianato in parte questi lavori di ridimensionamento dei Pokémon nella mappa di gioco, la quale mostra tutti i suoi anni sulle spalle per le caratteristiche molto quadrate delle varie location.

Pokémon GO e Meltan

Ultimo, e non da meno importante, è la possibile connessione con Pokémon GO per trasferire i Pokémon dall’app mobile nel titolo su Nintendo Switch. In particolare, presso Fucsiapoli la zone safari viene sostituita con il GO Park, nel quale è possibile trovare e catturare tutti i Pokémon trasferiti da Pokémon GO. Chiaramente è necessario collegare un account Pokémon GO alla Nintendo Switch per procedere a tale trasferimento che, mediante bluetooth, è anche possibile sbloccare il pacco sorpresa. Quest’ultimo, se attivato in Pokémon GO, consente di trovare per mezz’ora un’orda di Meltan per raccogliere più caramelle possibili dello stesso affinché si possa evolvere in Melmetal.

Pokémon: Let’s Go Pikachu e Pokémon: Let’s Go Eevee sono due buoni titoli della saga Pokémon. Chiaramente sono degli spin off dei titoli principali atti ad immergere gli attuali giocatori in quello che era la primissima versione dei Pocket Monster: meccaniche molto semplificate, maggiore immersione nella cattura e un comparto tecnico in alta definizione grazie all’hardware di Nintendo Switch. Si tratta di un’esperienza enhanced che farà piacere a tutti i vecchi appassionati del primissimo Pokémon Giallo, un ottimo antipasto per la fanbase in attesa della prossima generazione e sicuramente un buon titolo per chi non ha mai avuto l’occasione di giocare ai Pokémon. Queste versioni sono pertanto un passo necessario per raggiungere la qualità desiderata con le prossime versioni principali dei Pokémon in arrivo nel 2019.

 

Ci piace

  • Kanto in alta definizione tratta da un grande classico (Pokémon giallo)
  • I Pokémon nella mappa, nonché l'interazione con gli stessi
  • Il sistema di cattura è coinvolgente
  • Cutscene arricchenti e comparto sonoro rimasterizzato

Non ci piace

  • Modalità multi giocatore online scadente
  • Si poteva implementare un end game più corposo
  • Totale assenza di alcune fondamentali meccaniche del competitivo (abilità)
4.75
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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