Pentiment

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Pentiment

I misteri e le corruzioni esistono probabilmente dall’alba dei tempi: Obsidian ce ne dà un esempio con Pentiment, avventura grafica in 2D con influenze RPG, in arrivo per PC e Xbox One e Series X/S (presente sul GamePass già dal day one) il 15 novembre 2022.

L’arte dell’investigazione

Pentiment è ambientato nella Bavaria del XVI secolo, precisamente tra il villaggio di Tassing e la località di Kiersau, che ospita un’abbazia e un doppio convento di monaci e suore benedettine. Impersoneremo Andreas Maler, un disilluso artista di Norimberga che ha abbandonato prematuramente gli studi universitari e che si trova a Tassing per completare una miniatura commissionatagli dall’abbazia. Molto presto però la situazione si fa a dir poco tesa: un illustre barone in visita all’abbazia viene assassinato e un anziano monaco, caro amico di Andreas, viene accusato del crimine. Andreas capisce subito che il suo amico e mentore era nel posto sbagliato al momento sbagliato, quindi si improvviserà investigatore con l’intento di trovare il vero colpevole dell’omicidio e salvare il monaco da un’ingiusta condanna.

Le indagini di Andreas ci porteranno a parlare con tutti i cittadini di Tassing e i monaci e le suore di Kiersau, esplorando ogni luogo all’interno o nei dintorni del villaggio. Avremo il compito di indagare, raccogliere indizi e interrogare le persone, cercando di individuare il vero colpevole e consegnarlo alla giustizia nel tempo che ci viene concesso, per salvare il nostro amico. Come mai, ad esempio, un’anziana vedova malvista nel villaggio prova tanto rancore verso l’abbazia e chi ne fa parte? O ancora, i monaci sono davvero tutti ligi al dovere e incorruttibili come fanno sembrare? Svelare i misteri e raccogliere le prove ossessionerà Andreas, e Pentiment è davvero capace di coinvolgerci ed invogliarci a risolvere il caso.

Scelte che influenzano gli eventi

Durante i primi minuti di gioco, sceglieremo alcune caratteristiche di Andreas, come la città in cui ha studiato, la facoltà frequentata (e poi abbandonata) all’università, decidendo inoltre ciò in cui il nostro personaggio eccelle, ad esempio se ha una buona parlantina o ha particolare fiuto per gli affari. Questi elementi ci torneranno utili nel corso delle nostre indagini, vuoi per convincere qualcuno a parlare con le nostre doti di oratoria, vuoi per decifrare facilmente indizi che richiedono conoscenze mediche, teologiche, o di altro tipo. Insomma, bisognerà valutare attentamente le scelte che faremo in questa occasione, perché andranno ad influenzare anche di parecchio il resto del gioco. Proseguendo con l’avventura, ci troveremo molto spesso di fronte a dialoghi a risposta multipla, e dovremo rispondere con attenzione. In Pentiment ogni minimo dettaglio può fare la differenza: probabilmente qualcuno non sarà disposto ad aiutarci, se il giorno prima lo abbiamo trattato male o offeso in qualche maniera.

Libertà di scelta, ma orari stretti

Le giornate di Andreas si dividono in quattro momenti distinti: dovremo rispettare un ciclo giorno/notte e le nostre indagini potranno continuare solo in determinati momenti della giornata. Avremo la possibilità di scegliere da che parte indirizzare le nostre attenzioni, ad esempio: aiutare qualcuno con le faccende domestiche al fine di ottenere informazioni utili, oppure assistere un monaco specializzato in medicina durante l’autopsia del cadavere? Ognuna di queste operazioni ci porterà via tempo, arriverà la notte e dovremo andare a dormire, per cui dovremo scegliere cosa fare a seconda di quello che, secondo noi, sarà più utile alle nostre indagini.

Un’indagine lunga una vita

Il gioco si divide in tre parti distinte e concatenate, che copriranno un periodo di circa 25 anni. Le cose infatti non sempre sono come sembrano: nel corso dell’avventura Andreas e altri cittadini trovano degli enigmatici messaggi scritti da un misterioso individuo, che sembra tessere i fili di qualcosa più grande del “semplice” omicidio del barone. Insomma, la voglia di scoprire il colpevole e capire quali misteri si nascondono nei meandri di Tassing, ci invoglia non poco a proseguire nel gioco, rendendo molto difficile staccarsi dallo schermo.

Perle grafiche, sì o no?

Il gioco non è doppiato, ma è completamente tradotto in italiano. Obsidian ci regala una “chicca” che, però, è una lama a doppio taglio: per rendere il tutto più immersivo e catapultarci completamente nel XVI secolo, prima di iniziare a giocare possiamo selezionare lo stile delle conversazioni che verranno visualizzate: ogni personaggio, a seconda della sua professione o del suo background, “parlerà” con dei font selezionati accuratamente e che richiamano il medioevo, con anche alcuni errori di grammatica che verranno prontamente corretti da una mano invisibile. Abbiamo trovato quest’idea davvero piacevole ed azzeccata, almeno inizialmente. Purtroppo ha anche i suoi lati negativi. Infatti, dopo circa mezz’ora di gioco, si fa sentire la fatica che i nostri occhi fanno per riuscire a leggere questi font. Bellissima l’idea di rendere il tutto più immersivo, ma la difficoltà di lettura in un gioco dove leggere le conversazioni è fondamentale e molto frequente, finisce con il rendere l’esperienza di gioco estremamente più lenta e meno piacevole. Fortunatamente, possiamo in ogni momento cambiare questa funzione nelle opzioni, passando a font ad alta leggibilità, che migliorano sensibilmente la fluidità della lettura.

L’intero gioco è illustrato con uno stile che richiama le miniature dei tempi, nei suoi livelli, nelle mappe e nei minigiochi. I percorsi sono chiari e lineari, tuttavia in presenza ad esempio di una strada con un bivio, i comandi risultano leggermente goffi e dovremo tornare indietro per riuscire ad imboccare la direzione giusta.

L’importanza della musica

Abbiamo sentito la mancanza di una musica in sottofondo durante l’esplorazione o le conversazioni. Solo al ritrovamento di un indizio importante o durante un evento particolarmente significativo è presente della musica (sempre in linea con lo stile e il periodo storico del gioco). È soprattutto in questi momenti che un dettaglio poco rilevante come il sottofondo estremamente tranquillo fa sentire la sua mancanza. Si tratta davvero di una piccolezza, ma il silenzio assoluto rende il tutto un po’ più “freddo”.

Vogliamo il bis!

Pentiment è un’avvenuta grafica illustrata magistralmente, avvincente e, c’è da ammetterlo, anche commovente. Vediamo crescere i personaggi e ci affezioniamo a loro con facilità, e la curiosità di proseguire con le indagini e scoprire tutti i misteri di Tassing è indubbiamente tanta. Sicuramente un titolo che giocheremo più volte per provare a fare scelte differenti e vedere come queste influenzino diversamente il corso degli eventi sul corto e sul lungo termine.

Ci piace

  • Illustrazioni e comparto grafico in generale
  • Font medievali (e la possibilità di disattivarli)
  • Trama avvincente e molto coinvolgente
  • Protagonista e NPC ben scritti e caratterizzati

Non ci piace

  • Font medievali che stancano presto l'occhio e rallentano l'esperienza di gioco
  • Penuria di musiche di sottofondo
  • Comandi leggermente "goffi" di fronte alle strade con un bivio
5.25

Scritto da : EllyPepper

Gattara, bassista, appassionata di videogiochi, film e serie tv sin dalla tenera età. Studentessa di grafica e web design, animazione e gaming.

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