Ori and the Will of the Wisps

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Ori and the Will of the Wisps

Sono passata già cinque anni da quando recensimmo Ori and the Blind Forest. E poi ancora in versione Definitive Edition. E poi in Definitive Edition ma su Switch. Insomma, non si può certo dire che Moon Studios non abbia saputo conquistare una buona fetta di fan grazie alle avventure del piccolo Ori.

Ma siamo stufi di rigiocare sempre al primo Ori! Per fortuna, dopo parecchia attesa trepidante, è arrivato Ori and the Will of the Wisps su PC e Xbox One (e parte di Game Pass).

Il gufo che non sapeva volare

Dopo le vicende di Blind Forest Ori ha appeso al chiodo il mantello dell’avventuriero per indossare quello della mamma. L’uovo di Kuro, l’uccellaccio cattivo del primo gioco, si è dischiuso e ne è fuoriuscita una gufetta di nome Ku. Ori, assieme a Gumo e Naru, si sono occupati della giovane finchè, per lei, non è stato il momento di lasciare il nido. Purtroppo, però Ku è nata con un’ala rovinata e non può spiccare il volo finché ad Ori non viene un’idea: usare una gigantesca piuma che fu di sua madre.

Con un po’ di spago e ingegno l’ala di Ku viene riparata e per lei ed Ori è giunto il momento di scoprire il mondo. Il volo inaugurale è un successo e ben presto i due si lasciano alle spalle il Nido delle Rondini per sorvolare la foresta di Niwel. Se non fosse per un piccolo intoppo: una terribile tempesta circonda i due che finiranno separati dall’uragano. Ora, davanti ad Ori c’è una sola missione: ritrovare la dispersa Ku. L’incipit di Ori 2 non è forse super originale ma è presentato a schermo con una tale perizia sia per quanto riguarda l’arte che la colonna sonora che è impossibile non restare immediatamente catturati dal mondo creato da Moon Studios. Specialmente, se giocate su uno schermo HDR e con Dolby Atmos attivo, pelle d’oca! La scelta di Unity come motore di gioco sembra essere stata vincente per il team austriaco, che ha potuto concentrarsi molto più che in passato sul level design, nel creare background meravigliosamente animati e animazioni fluide ed armoniose.

Good to be back

Ori 2 si apre con un misto di familiarità e smarrimento. Se ben ricordate il piccolo Ori era già in grado di difendersi benissimo sin dai primi minuti in Ori 1 ma in questo caso, siamo proprio in fondo alla scala. Totalmente senza difese nei primi minuti di gioco, dovremo impegnarci per iniziare a recuperare poteri sia d’attacco che di movimento. Il gameplay riprende ovviamente lo stile del primo gioco: un metroidvania bello impegnativo che premia il giocatore coi riflessi pronti e la voglia di imparare i comandi alla perfezione. Più andremo avanti col gioco e più poteri d’attacco avremo (12 a scelta da applicare a tre slot sui tasti X, Y e B) mentre 30 sono i poteri passivi da attivare, chiamati Frammenti dello Spirito, che possono essere attivati in un numero crescente di slot, che sbloccheremo proseguendo nell’avventura.

Ori 2 contiene, più del primo gioco, un elemento RPG che farà felici molti perché permette di limare un po’ il gameplay nella direzione che preferiamo, mettendo avanti un certo tipo di poteri piuttosto di un altro a nostra discrezione. Bene inteso, raccogliere ogni potere non sarà facile e dovremo davvero impegnarci a fondo nello scoprire ogni anfratto del mondo di gioco, con un certo back tracking quando otterremo nuovi poteri che aprono l’accesso a zone precedentemente inaccessibili. Ori 2 espande il suo universo anche nell’utilizzo dei santuari. Ora, in più a quelli standard dove possiamo salvare la partita e recuperare energia, ci sono santuari di combattimento e dello spirito. I primi ci metteranno davanti parecchi nemici da sconfiggere mentre i secondi attivano sfide a tempo, con tanto di classifica online. Durante le 12/14 ore di gioco ci imbatteremo anche in NPC che assegneranno delle missioni secondarie con premi golosi: ricompense e informazioni in più sul mondo di gioco.

Meravigliosamente tosto

Non sono un amante dei giochi difficili come Dark Souls e affini. Non li reggo proprio. Non che Ori and the Will of the Wisps sia infamemente punitivo come un Dark Souls ma rimane comunque un gioco tosto. Esattamente come il primo capitolo, dovremo sudarci ogni livello, ogni mostro, ogni boss fight. Fortunatamente questo gioco non è ingiusto, un problema che accomuna molte produzioni del genere.

Se incapperemo in un game over sarà sempre e solo a causa nostra e mai per colpa di qualche trucchetto degli sviluppatori per rendere la sfida più complessa. Un titolo questo che premia i giocatori più dediti ad impararne le sfaccettature e a sfruttare ogni mossa e opportunità che ci si presenterà durante le nostre peregrinazioni. Se da un lato la difficoltà del gioco potrebbe essere frustrante per alcuni, i più rimarranno in compagnia di Ori fino alla fine dell’avventura. Il motivo è che il gioco è talmente bello da vedere e da ascoltare che metteremo da parte la nostra voglia di rage quit per arrivare fino alla fine dell’avventura.

Ori is back

Ori and the Will of the Wisps è una delle uscite più interessanti di questo inizio 2020. Tosto ma giusto, profondo e commovente. Se avete un PC o una Xbox One e Game Pass, non avete nessuna scusa per non scaricarlo. E se non avete Game Pass, poco importa, se vi piacciono i platform e i metroidvania, Ori 2 fa giocato.

Ci piace

  • Gameplay
  • Art
  • Musica
  • Storytelling

Non ci piace

  • Può essere davvero tosto
  • Situazioni a volte incasinate
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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