Nothing Phone (1)

Scritto da il il Recensioni Hardware, 3 più

Nothing Phone (1)

È rarissimo vedere un nuovo nome nello spazio smartphone. È ancora più raro che tale nuova entry sia interessante. È assolutamente rarissimo che noi vi si consigli una prima generazione. Succederà oggi?

Diamo uno sguardo a Nothing Phone (1), il telefono midrange che ha moltissimo da offrire. E, da parte nostra, un ringraziamento a Sunrise, che ci ha gentilmente prestato un Nothing Phone (1) da recensire per voi!

L’essenza del nulla

Nothing, la marca, nasce dalla mente di Carl Pei, nome forse sconosciuto ai più ma che è stato co-fondatore di OnePlus. Il primo prodotto del nuovo brand è stato Ear (1), un set di cuffie wireless che purtroppo non abbiamo avuto l’occasione di provare. Ma con Phone (1) invece abbiamo avuto tempo per guardarlo bene da vicino. E da vicino va visto! Disponibile nelle colorazioni bianco e nero, la principale caratteristica da un punto di vista di estetica e design è la cover posteriore trasparente. Al di sotto non c’è moltissimo da vedere invero, parecchi ribbon cable e coperture che però lasciano ben visibili alcuni dettagli come il coil per la ricarica wireless, microfoni e sensori e, specialmente, le varie strisce luminose che Nothing chiama “Glyphs”. Sul retro di Phone (1) troviamo infatti cinque zone luminose, bianche non RGB, che servono al telefono non solo per produrre effetti davvero stilosi (secondo noi) ma anche per mostrare informazioni utili come lo stato di ricarica e animazioni personalizzate a seconda di chi ci chiama. Il resto del device in un certo senso richiama alcuni iPhone: curve arrotondate, tasto alimentazione e tasti volume corredano le due superfici in vetro davanti e dietro e i bordi in metallo. Sul davanti una camera punch hole nel lato sinistro dello schermo, sul retro due camere principali protrudono leggermente dal resto del device. A differenza degli iPhone però troviamo una porta USB Type-C per la ricarica e il trasferimento dei dati e un lettore di impronte digitali sotto lo schermo. La certificazione è IP53 il che non è particolarmente eccitante ma, in fondo, qui si parla di un device midrange, da qualche parte i compromessi vanno fatti.

Nothing Phone (1) è assai bello in nero e assolutamente spettacolare nella versione bianca. Un ritorno alla semplicità che Nothing ha saputo realizzare all’insegna alternativamente di una certa tradizione, con forme stilose ma conservatrici sia per quanto riguarda la dimensione che la scelta dei materiali ma anche all’insegna dell’originalità, con le strisce LED. Chiunque vi vedrà con un Phone (1) in mano finirà, prima o poi, per chiedervi di che cosa si tratti. Un effetto che oramai solo i foldable di Samsung scatenano di questi giorni. E a Nothing diamo atto di una cosa: sono riusciti a farci entusiasmare per uno smartphone di fascia media, cosa che oramai quasi nemmeno i flagship riescono più a fare.

Ma perché non è un flagship? Il prezzo è già un buon indicatore: 479 CHF per il modello da 256GB, senza contratto. Al suo interno troviamo un SoC Snapdragon 778G+ 5G, 8GB di RAM 256GB di storage e il supporto a 5G e il solito corredo di bluetooth 5.2 e Wi-Fi 6. Lo schermo OLED da 6.55 pollici ha risoluzione 1080×2400 e supporta 120Hz, HDR10+ e una luminosità tipica di 500 nits. Le fotocamere principali sono entrambe da 50 MP, una f/1.9 24mm con OIS, l’altra con f/2.2 ultrawide. C’è anche un piccolo LED flash. La selfie cam non è malaccio: 16MP f/2.5 wide. La batteria da 4500 mAh supporta fast charging a 33W e wireless a 15W. Le dimensioni chiudono questa sezione: 159.2 x 75.8 x 8.3 mm e 193 grammi di peso.

Usarlo

Phone (1) ci ha favorevolmente impressionato per la sua semplicità. E non intendiamo che vi arrivi con una versione di Android 12 modificata; piuttosto al fatto che non ci sono app fastidiose e non disinstallabili come spesso accade. Una esperienza pura, forse più pura di quella offerta dalla vecchia linea Nexus di Google. Nothing OS, come detto, è Android 12 praticamente stock ma con alcune personalizzazioni quasi più di forma che altro. La maggior parte delle novità è costituita da alcuni sfondi personalizzati, widget minimalisti per l’orologio e il meteo e un’app di registrazione audio. È anche possibile ingrandire le icone delle singole applicazioni o le cartelle ma le features “avanzate” finiscono qua (e no, l’app per le immagini NFT non ci interessa, grazie). Per il futuro Nothing ha annunciato tre aggiornamenti principali, quindi dovremmo vedere Android 13, 14 e 15 arrivare su questo device. Il che è abbastanza sorprendente.

La procedura di setup è semplice e una volta completata le cose da scoprire realmente non sono poi molte. Principalmente i Glyph, che sono collegati a diverse tonalità sonore, in modo da renderli funzionali e personalizzabili con qualsiasi app, non solo con alcune con un supporto specifico. Secondo Nothing, il sistema dei Glyph dovrebbe aiutarci a ridurre il numero di interazioni col telefono, perché dopo un po’ dovremo poter valutare se la notifica è legata ad un’app utile o meno utile, se ci prendiamo la briga di personalizzare un pochino il loro funzionamento. La realtà delle cose è che, pur adorando l’idea da un punto di vista stilistico, i Glyph sono un po’ una funzione farfallina, bella da vedere e per fare i fighi ma che stringi stringi non è realmente utile. In più per vederle dovremmo appoggiare il telefono con lo schermo verso il basso e sebbene il telefono venga venduto con uno screen protector già installato e il vetro sia un Gorilla Glass 5, non è una cosa che personalmente ci piace fare.

Per il resto, abbiamo notato performances più che decenti per un uso non troppo complesso. Se il vostro scopo è il gaming, nonostante lo schermo a 120 Hz, vi consiglieremmo di guardare altrove. Anche perché l’autonomia non è delle più impressionanti, siamo arrivati senza troppi problemi a fine giornata ma solo con un uso moderato. Potrebbe essere anche un problema di software ancora in divenire ma ci saremmo aspettati di arrivare a sera con un po’ più di margine di manovra. La visione di contenuti multimediali è buona, grazie al pannello OLED e agli speaker stereo inclusi.

Le fotocamere sono assai interessanti e Nothing ha scelto di includerne solo 2 principali e una selfie, in controtendenza con il trend di metterne 4 o 5 per device. Nessuna delle due principali da 50 MP è comparabile a quella di un flagship come S22 Ultra o iPhone 14 ma sono comunque basate su un sensore di Sony, l’IMX766 e uno di Samsung, il JN1. Le immagini sono luminose e il device è in grado di realizzare scatti davvero interessanti nella maggior parte delle condizioni di illuminazione tranne che in condizioni di scarsa luminosità, in cui abbiamo notato una leggera perdita di qualità e questo nonostante la stabilizzazione ottica del sensore principale. Visto che l’IMX766 viene usato in ben altri telefoni sospettiamo che il colpevole sia il software. Semplicemente, Nothing non ha (ancora?) lo stesso livello di algoritmi di imaging disponibili su altri brand più blasonati. La camera ultrawide usa JN1 ed è, beh, meno buono di quello di Sony.

Ci sta!

Nothing Phone (1) ci è piaciuto perché ha un minimo di originalità, un sistema operativo pulito, una buona qualità costruttiva e nonostante le specifiche tecniche non al top, rimane veloce e piacevole da usare. L’accoppiata design premium, gimmick fighi e un prezzo abbordabilissimo ne fanno un device vincente ai nostri occhi e questo pur essendo essenzialmente solo il secondo prodotto creato da Nothing. Phone (1) non offre nulla di particolarmente innovativo ma quello che offre lo fa alla grande. Una spettacolare prova di forza da parte di chi questo smartphone l’ha creato.

Un pappagallino birbante, perchè no?!

Ci piace

  • Design
  • Hardware
  • Glyphs

Non ci piace

  • Autonomia
  • Camere nella media
  • Qualche piccolo bug qua e là

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

SGN Logo

Altri membri di SCN:
games.ch
the(G)net.ch