Nokia 9 PureView

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Nokia 9 PureView

Nokia ha fatto il comeback definitivo? Beh, ora che ha ripreso ad usare il brand PureView, introdotto sulla compianta serie Lumia (almeno, per i modelli d’alta gamma) sembrerebbe che i device prodotti da HMD Global abbiamo preso tutto quello che andava nei Lumia… lasciando perdere tutto il resto. Dove l’hanno fatto? Beh, ma nel Nokia 9 PureView, ovviamente.

Bel design!

Ignoriamo, da quegli schifiltosi che siamo, il punto focale di Nokia 9 PureView, per ora. Partiamo invece, come tradizione esige, dalle specifiche tecniche a trecentosessanta gradi. Nokia 9 PureView, Nokia 9 per gli amici, è uno smartphone Android 9.0 (Android One), basato su SoC Snapdragon 845 e Adreno 630, con 6GB di RAM e 128GB di storage interno (sfortunatamente non espandibile da microSD). Lo schermo, P-OLED con risoluzione 1440×2880 pixel, un aspect ratio di 18:9 e circa 538 ppi di densità è protetto dal solito Gorilla Glass 5, ha sia funzionalità always-on che supporto a HDR10. Il telefono è certificato IP67, resistente a polvere ed acqua ma non impermeabile come per la specifica IP68, quindi meglio non usarlo troppo in presenza di acqua. La scocca, liscia sul retro ma abbastanza spigolosa sui bordi, è composta da metallo, plastica e vetro ed ha una dimensione di 155 x 75 x 8 mm. Nokia 9 pesa allora 172 grammi. La batteria, da 3320 mAh è compatibile con QuickCharge 3.0 (18W). A bordo troviamo poi il solito corredo di Wi-Fi, Bluetooth 5.0, GPS, NFC, USB Type-C (per una volta, USB 3.1!). Come già fatto da altri (ma nemmeno da moltissimi) c’è un sensore delle impronte digitali inserito sotto lo schermo, a circa 1/3 di lunghezza del device dal basso. Non funziona però come quello che abbiamo visto tempo fa su Galaxy S10, la soluzione di Nokia illumina il dito tramite lo schermo in modo da leggere le impronte, invece di usare ultrasuoni.

Il design di Nokia 9 PureView ci è piaciuto da subito. Sul davanti troviamo dei bezel piuttosto ridotti ma comunque “tradizionali”, con fotocamera frontale e sensori inseriti nella parte alta del device senza impiegare alcun tipo di notch o punch hole. La cornice è dello stesso colore della scocca (blu scuro) ma ha delle bande accentate in acciaio che sul lato destro incorniciano il volume e il pulsante standby. Non troviamo altro a parte altoparlanti, sportellino per la schedina SIM e la porta Type-C. Peccato, visto le velleità fotografiche di Nokia 9 PureView, poteva starci un tasto fisico per la fotocamera. Niente jack per le cuffie, nemmeno. Nella scatola c’è però un adattatore usb-jack, giusto per farci stare buoni. Un avvertimento: si tratta di uno degli smartphone più scivolosi che abbiamo mai avuto tra le mani, appoggiatelo su una superfice morbida (un divano per esempio) non perfettamente piatta e state sicuri di non ritrovarlo dove l’avevate lasciato – potenzialmente lo troverete a terra, sfasciato. Occhio!

Riguardo all’implementazione del sensore di impronte digitali, ci piace molto che sia sotto lo schermo; il resto invece no. Detto semplicemente, è lento e impreciso. Dobbiamo premere con relativa forza per sbloccare il device e certe volte dobbiamo provare più volte. Non che il sensore di S10+ (che uso ogni giorno) sia perfetto ma questo sistema è ancora più lento e frustrante. A volte, per fare prima, mi è capitato di usare il pin direttamente.

La bestia dai mille occhi

Va bene, va bene, ora parliamo della fotocamera. Anzi, delle fotocamere, tante fotocamere! Iniziamo da quelle posteriori. Sono ben 5, due a colori e tre in bianco e nero che scattano simultaneamente in modo da ottenere, nelle aspirazioni di Nokia almeno, foto di ottima qualità. Assieme a questo impressionante numero di sensori (con ottica Zeiss) troviamo anche un dual led, dual tone flash. I sensori son tutti da 12 MP ma non fanno tutti proprio la stessa cosa. Alcuni si occupano di catturare i colori, un altro calcola il TOF (time of flight – ovvero un sistema per stimare la distanza di ogni oggetto – e pixel – tra la fotocamera e quest’ultimo). Ad ogni modo non pensate di poter fare scan 3D con la telecamera TOF, viene usata solo per la funzione autofocus. Questa gang di sensori cattura 10 volte più luce (stando a Nokia) di uno smartphone normale. Se in effetti salviamo le fotografie in formato RAW, saranno di diverse decine di megabyte l’una.

Nella vita reale, ad ogni scatto dobbiamo aspettare un pochino, dai 5 secondi ai 20 secondi a foto, prima di vederlo nella sua qualità finale nella galleria. I dati raccolti dai 5 sensori vengono processati il più rapidamente possibile per comporre la fotografia finale ma invariabilmente ci ritroveremo con un messaggio che ci avvisa che il telefono sta processando l’immagine. Non è chiaro cosa effettivamente faccia Nokia 9 durante questa fase a parte seguire complessi algoritmi pensati dai creatori finlandesi di questo telefono. Il risultato finale è molto buono anche se non lo definiremmo eccellente o comunque al pari con l’hype generato da questo telefono inizialmente. Per prima cosa lo zoom non è fisso come in altri device e quindi anche se troviamo dei valori fissi di default (1x, 2x e 5x) non si tratta di ingrandimenti ottici e quindi – a 5x – lo zoom digitale è un immondezzaio.

Livelli di zoom

Tralasciando questa componente però siamo rimasti favorevolmente impressionati dalle foto prodotte da Nokia 9, in particolar modo dalla modalità RAW (che però richiede un po’ di lavoro manuale, come ovvio). Tutti i dati raccolti dai sensori del telefono ci danno una certa libertà d’azione dopo aver scattato. Grazie alla telecamera TOF per esempio possiamo rimaneggiare l’effetto bokeh dopo lo scatto, direttamente nell’app Google Foto. Qua sotto ad esempio vedete (da sinistra a destra) la stessa foto con bokeh “automatico”, al minimo e al massimo. La differenza si vede!

L’aggiunta di fotocamere in bianco e nero permette anche di fare fotografie senza colori e dobbiamo dire che i risultati ci sono piaciuti. Stesso vale per le performances a bassa luminosità (la seconda foto – l’unica luce è quella dietro) e a bassissima luminosità (terza foto, luce solo quella che filtra dalle tapparelle).

Diciamo pure che dopo un paio di settimane col telefono, ci sentiamo di dire che sfrutterete le fotocamere seriamente se vi prenderete il tempo di sviluppare i RAW, col problema che ogni scatto pesa decine di mega e che la memoria del telefono non è espandibile. Il processing automatico (e il salvataggio in jpg) non è eccelso: a volte possiamo davvero migliorare in modo notevole lo stesso scatto se ce ne occupiamo direttamente! Ma a questo punto non avrebbe più senso una mirrorless o una DSLR?

La selfiecam, da 20 megapixel, non ci ha invece toccato più di tanto. In più nei nostri test l’effetto bokeh è assai impreciso, segno che c’è ancora da fare per quanto riguarda il riconoscimento dei bordi – un problema per altro piuttosto comune su tutti gli smartphone e non limitato a Nokia. Per quanto riguarda i video invece nulla di particolare da segnalare: Nokia 9 PureView usa solo uno dei 5 sensori per i film, arrivando a 2160p @ 30 fps al massimo.

Conchiudiamo

Nokia 9 PureView è interessante. Molto bello il design, molto soddisfacente l’autonomia (a meno che non scattiate foto come pazzi, pare evidente). Il device è scattante e agile tranne quando usiamo la macchina fotografica. In questi frangenti, visto la mole di dati, dovremo armarci di un po’ di pazienza ed aspettare che la composizione sia finita. Interessante per coloro che non vogliono una vera macchina fotografica ma che desiderano dilettarsi con file RAW e Lightroom. Il prezzo, sui 620 CHF al momento della stesura di questo articolo, lo rendono a nostro modo di vedere piuttosto interessante.

Ci piace

  • Design
  • Autonomia
  • RAW

Non ci piace

  • Fotocamere lente
  • Storage non espandibile
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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