Mutant Year Zero: Road to Eden

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Mutant Year Zero: Road to Eden

Mutant Year Zero: Road to Eden è un titolo che, dalla prima volta che ci abbiamo messo le nostre zampacce sopra all’E3 2018, ci ha catturato. Ambientazione, atmosfera, gameplay… tutto ci intrigava salvo forse, un piccolo dettaglio insignificante. Quale? Leggiamo la recensione!

Il mondo dei mutanti

Qualcosa è successo, qualcosa di terribile. Il mondo è diventato un’infinita wasteland in cui relitti del passato affiorano tra le erbacce. Una casa, un camion, un elicottero… la natura ha ripreso il sopravvento e non è di certo la sola forza con cui fare i conti: mostri, mutanti, macchine… un nutrito gruppo di entità malvage cerca di sopravvivere in un mondo brutale e senza compassione. Esiste però un luogo chiamato Arca, in cui uomini e mutanti vivono assieme, aiutandosi l’un l’altro. Iniziamo la lunga campagna di Mutant Year Zero: Road to Eden con due personaggi: un’anatra dallo humor piuttosto bislacco di nome Dux e un cinghiale piuttosto burbero chiamato Bormin. I due sono scavanger, raccolgono qualsiasi cosa possa essere utile al di fuori delle mura sicure dell’Arca. Non è un lavoro facile, divertente o rilassante ma armati di tutto punto, i due non si tirano indietro se vengono inviati in missione. E lo saranno: un’avventura li aspetta… l’Eden esisterà davvero?

Una questione di iniziativa

Road to Eden è un gioco di strategia a turni alla XCOM che trae ispirazione dall’RPG cartaceo svedese Mutant Year Zero. Il giocatore dovrà esplorare la Zona, combattere nemici, salvare persone e raccogliere oggetti utili, potenziamenti e power up. Il succo del gameplay potrebbe sembrare l’esplorazione della Zona ma in realtà sono i combattimenti. Mutant Year Zero: Road to Eden è un gioco estremamente tattico, in cui per vincere non basta premere tasti a casaccio. La visuale è dall’alto, come ogni buon gioco di strategia a turni. La particolarità è tutta nell’approccio. In questo caso, estremamente stealth. Ogni gruppo di nemici, che si nasconda tra i boschi, in una casa diroccata, un elicottero schiantato o chissà che altro, non deve essere affrontato per forza.

Certo, ci sono casi in cui lo scontro è inevitabile (e necessario per guadagnare punti esperienza!) ma siamo caldamente invitati a ragionare. Prima di entrare in combattimento, possiamo cercare di sgattaiolare attorno alla zona occupata, scoprire le posizioni nemiche, il tipo di mostro che dovremo affrontare e, possibilmente, pianificare una strategia. Inizialmente avremo solo due personaggi nel nostro team ma questo si espanderà, permettendoci di mettere in atto diverse manovre (con un massimo di tre giocatori attivi e gli altri non disponibili). Normalmente, durante l’esplorazione e il combattimento, prendiamo i comandi di un membro del team, gli altri seguono automaticamente. Ma nelle fasi preparatorie allo scontro possiamo scegliere se lasciare uno o più componenti della squadra in posizioni favorevoli.

Potremo ad esempio posizionare Dux al piano superiore di una casa semidistrutta, per fornire un pochino di copertura dall’alto (anche se, inizialmente, le sue statistiche di tiro a distanza lasciano alquanto a desiderare) mentre potremo posizionare Bormin dietro un albero, pronto a scatenare l’inferno. Se saremo furbi e non ci faremo scoprire, avremo l’iniziativa e attaccheremo per primi il gruppo di nemici. Altrimenti, saremo noi a subire il primo attacco, con esiti spesso molto negativi. Le aree di scontro sono sempre molto ampie, i nemici sono sempre in numero molto maggiore a noi e meglio armati. Bisogna farsi furbi, dividere i nemici il più possibile, sfruttare ogni potere a nostra disposizione e spesso non basta, bisognerà riprovare ancora una volta, formulando tattiche nuove, per adattarsi al nuovo gruppo di nemici.

Un elemento ulteriore da tenere in considerazione è il rumore: se da un lato saremo sempre in grado di capire se siamo nel raggio visivo di un nemico, dall’altro non saremo mai sicuri di essere a portata uditiva o meno. Di norma, lo siamo. Il rumore di una pistola è sufficiente per attirare tutti i nemici nell’area, potenzialmente rovinando tutti i nostri piani. Movimenti e azioni si fanno come in qualsiasi gioco RPG cartaceo o gioco da tavola: abbiamo un determinato numero di azioni come muoversi, usare un oggetto, ricaricare un’arma, un potere, una reazione, sparare. Alcune azioni, principalmente l’attacco, fanno terminare il turno. Potremo comunque muoverci di un certo numero di caselle con un turno per poi sparare. Oppure potremo pianificare una reazione durante un turno nemico. Se avete dimestichezza coi board game, il meccanismo è immediatamente chiaro. Durante il turno del giocatore attivo dovremo allora dare un bello sguardo a cosa c’è attorno a noi, valutare opportunità, cercare coperture e tenere in debito conto le mosse successive dei nemici (movimento + attacco se possibile, in linea di massima). Strategia, discrezione, opportunità da cogliere o meno: questo gioco è una continua scommessa che non siamo sicuri di vincere. Mutant Year Zero: Road to Eden è, da subito, un gioco obiettivamente difficile. Anche al livello più basso di difficoltà (normale), faremo molta fatica a uscire indenni dai combattimenti, forse non nella prima ora di gioco ma comunque abbastanza presto. Per fortuna un buon sistema di progressione di skill e mutazioni serve a darci una mano. Le migliori spaziano da potenziamenti passivi (ad esempio un bonus ai danni critici o al movimento), attivi come poteri speciali di ogni personaggio (che spaziano da poteri mentali, fisici o di varia natura). Anche le armi sono potenziabili e potremo trovare (o acquistare) sia di nuove che potenziare quelle già in nostro possesso.

Sono in the Zone

Tecnicamente Mutant Year Zero: Road to Eden ha decisamente il suo perché. Mentre esploreremo la Zona non potremo che ammirare il lavoro fatto da The Bearded Ladies che ha sfruttato egregiamente l’Unreal Engine 4 per ricreare un mondo dettagliato, vivo e interessantissimo da visitare. Se giochiamo con un PC bello potente e con risoluzioni oltre il classico Full HD saremo davvero immersi nel mondo post apocalittico di Mutant Year Zero. Non abbiamo giocato su Xbox One o PlayStation 4 quindi non possiamo davvero valutare l’aspetto grafico ma specialmente i controlli: per un gioco del genere preferiremmo comunque mouse e tastiera. Molto belle anche le canzoni e il doppiaggio inglese è di buona qualità, con i sottotitoli in italiano. Durante le 20-30 ore che impiegheremo per finire la campagna (dipende tanto da quanto siete bravi negli strategici e quanti try-and-die dovrete subire) saremo deliziati da battutacce e battibecchi e da una trama un po’ scontatuccia ma che tiene assieme il gioco in modo più che degno.

Bottom line

Mutant Year Zero: Road to Eden è un ottimo strategico ma non è un gioco adatto a tutti. Principalmente perché è un gioco più difficile del solito e che richiede impegno per essere terminato. In tutta onestà avremmo preferito la possibilità di giocare con un livello di difficoltà più basso ma non è poi tanto grave. Il gameplay è abbastanza stimolante da farci venire voglia di andare avanti e riprovare il combattimento ancora e ancora. Per i fan di XCOM, per coloro che hanno amato Mario & Rabbids ma vogliono una sfida in più, il gioco dei The Bearded Ladies è un must.

 

Ci piace

  • Strategico
  • Grafica
  • Personaggi

Non ci piace

  • Troppo difficile?
  • Varietà dei nemici
5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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