Google Nest Hub & Nest Mini

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Google Nest Hub & Nest Mini

Due device in una recensione sola è una cosa un po’ inusuale ma d’altra parte Nest Hub e Nest Mini sono due device che, in pratica, servono alla stessa cosa ma con un aspetto e un set di opzioni diverse. Due device pensati per la casa, per rendervi la vita più semplice per quanto riguarda l’interazione non solo con i servizi di Google Assistant ma anche con il crescente numero di smart device compatibili.

La particolarità, per il mercato svizzero, è che entrambi i device arrivano ufficialmente nel nostro paese, con supporto alle tre lingue nazionali standard (niente svizzero tedesco o dialetto ticinese) a differenza dei Google Home già acquistabili in passato ma ufficialmente non supportati dal gigante statunitense nel nostro paese. Vediamo come sono?

Google Nest Hub

Nest Hub sembra un tablet appoggiato su uno stand, a vederlo. Ma ricorda anche una cornice digitale. In realtà non è né l’una né l’altra cosa, pur essendo entrambe. Il device è dotato di uno schermo touch da 7 pollici ed è di dimensioni 17.85 x 11.8 x 6.73 centimetri. Il design è sobrio, con linee curve fatte per mimetizzarsi col mobilio; una presenza tutto sommato discreta una volta che l’avremo piazzato. Possiamo scegliere due colori, grigio e nero, anche se sfortunatamente il bezel frontale dello schermo sarà sempre bianco a prescindere dal colore del resto del device. L’interazione può essere fatta col touch screen oppure coi comandi vocali ma sul device troviamo anche due tasti fisici: quello del volume e quello per disattivare completamente i due microfoni integrati. Non c’è praticamente nessun I/O a parte una porta d’alimentazione. C’è però connettività wireless sia Wi-FI AC e Bluetooth 5.0. Nest Hub è anche dotato di un sensore di luminosità ambientale e di uno speaker per ascoltare la musica dal vostro servizio preferito, come ad esempio YouTube Music, TuneIn o Spotify.

Nest Hub, lo dice il nome, è creato per fungere da centro di comando casalingo. Lo schermo, normalmente privo di icone, si anima quando diamo comandi vocali. Nest Hub mostrerà insomma, in modo contestuale, informazioni. Se chiediamo cosa abbiamo da fare oggi mostrerà l’agenda collegata al nostro account. Se chiederemo informazioni stradali, vedremo dati e indicazioni di Google Maps. Se chiederemo una ricetta, l’assistente oltre a leggerci i passaggi, mostrerà elenchi di ingredienti, testo e immagini. Insomma, immaginate i comandi “ok google” sul telefono ma con una UI semplificata, elegante e più rifinita. Hub si animerà anche quando diamo comandi vocali per device terzi. Ad esempio, è compatibile col sistema Smart Home di Ikea e mostrerà quante luci smart abbiamo in casa, la loro posizione e il loro stato. Se abbiamo lampadine RGB permetterà di controllarne non solo l’intensità ma anche il colore. Nonostante Hub sia dotato di funzionalità Chromecast (ad esempio possiamo castare musica dallo smartphone allo speaker del device – che però non suona granché ed è carente specialmente nei bassi) esso può controllare un altro device Chromecast a sua volta. Ad esempio, durante i nostri test abbiamo potuto usare comandi come “Hey Google, metti Stanger Things su Netflix” e Hub ha acceso la TV, cambiato l’input su HDMI 4 (la porta nella quale abbiamo attaccato Chromecast) e avviato la riproduzione. Al contempo, siccome la nostra smart TV Samsung è abilitata a Google Assistant, possiamo darle comandi vocali o interagire – in modo un po’ limitato – con essa tramite touch screen regolando ad esempio il volume.

Nest Hub insomma nasce e muore in base a quanti device e servizi potete collegarci. Noi, oltre alle lampadine Ikea, alle tv Samsung e ai pannelli Nanoleaf, non abbiamo altri device smart in casa. Ma volendo possiamo usare Hub anche per i campanelli smart Nest (dotati di videocamera), per le serrature smart, per gestire sistemi d’allarme e via dicendo. Più riempiamo la nostra vita di device connected, più verosimilmente le capacità di Hub aumenteranno (mettendo tutte le uova in un paniere però, il che forse non è proprio il massimo per quanto riguarda la sicurezza e la privacy!). Possiamo anche telefonare, usando Google Duo, ma senza poter essere visti dall’altra persona, dal momento che Hub non è dotato di una webcam. Purtroppo, non può però telefonare a numeri tradizionali o mandare messaggi di testo o vocali.

La home di Nest Hub è in qualche modo personalizzabile: possiamo fargli mostrare fotografie da Google Immagini oppure direttamente dalla nostra libreria fotografica, a patto che essa sia stata caricata su Google Drive. Usando uno swipe dall’alto possiamo anche accedere in modo rapido ad alcune funzioni, come ad esempio le luci o le routine. Routine che per altro per noi hanno smesso di funzionare del tutto da quando abbiamo impostato Nest Hub e Nest Mini in casa. Prima, usando il vecchio Google Home Mini, non c’erano problemi e funzionavano alla perfezione. Ora, per qualche motivo che non siamo riusciti a capire, non funzionano né da telefono né da Hub. Non siamo riusciti a capire se si tratti di un bug o di un problema del nostro account ma, per ora, niente routines.

Google Nest Mini

Nest Mini è virtualmente identico a Google Home Mini: praticamente stessa dimensione, stesso design, stesse funzionalità. Si tratta di un device sferico, un piccolo speaker bluetooth con funzionalità smart assistant. Di base ha le stesse capacità di Nest Hub per quanto riguarda Google Assistant: può controllare ogni device smart in casa, riprodurre musica, fornire informazioni. Quello che cambia, oltre al prezzo, è ovviamente la mancanza di uno schermo tattile. Mini è di dimensioni 42 x 98 mm, è disponibile nelle colorazioni grigio e nero, e anch’esso è dotato di connettività Wi-Fi AC e Bluetooth 5.0. La novità principale è che ora è stato incluso un foro per appendere Nest Mini direttamente al muro, a differenza dei vecchi modelli. Una cosa che sembra da poco ma decisamente una piccola novità più che benvenuta. Al suo interno, un processore quad-core ARM e tre microfoni per catturare la nostra voce in modo direzionale sono aiutati da un chip che, in teoria, dovrebbe velocizzare i tempi di risposta dell’assistente vocale rispetto a Home Mini. In realtà, stando ai nostri test empirici, Nest Mini e Home Mini impiegano esattamente lo stesso tempo per reagire al comando “accendi la luce”: da 2 a 3 secondi da quando abbiamo smesso di parlare. Non siamo sicuri se le feature avanzate di riconoscimento vocale siano valide solo per l’inglese ma non abbiamo nemmeno voluto testare la differenza con la lingua di Albione perché quello che ci interessa è l’italiano.

L’interazione con Nest Mini però non si fa solamente tramite la voce. Il device è infatti sensibile al tocco e permette di regolare il volume picchiettandolo delicatamente sui due lati (in corrispondenza a due piccoli led), mentre un colpetto al centro metterà, ad esempio, in pausa la riproduzione musicale. Quest’ultima è sicuramente il punto di forza di Nest Mini rispetto a Home Mini ma anche rispetto Nest Hub. Nest Mini emette musica a 360 gradi e ha nettamente più bassi rispetto al fratellone munito di schermo. Non arriva forse al livello di certi altri speaker Bluetooth più grandi e potenti ma ci siamo ritrovati spesso ad usarlo per ascoltare la musica mentre stavamo cucinando o facendo le pulizie (quando non stavamo usando una soundbar HW-K950 da 500W, s’intende!).

Bottom line

Nest Hub è un device che ci è piaciuto, perché da anni usiamo Google Assistant in casa e la comodità extra dello schermo rispetto alle semplici risposte vocali è innegabile. Ha preso immediatamente il suo posto in casa, detronizzando il vecchio Google Home Mini e non vogliamo tornare indietro. Certo, è utile e versatile proporzionalmente al vostro accumulo di altri device smart, quindi come device a sé ha forse meno attrattiva perché limitato ai servizi Google e terze parti disponibili. Possiamo guardarci video su YouTube, possiamo usarlo come cornice digitale e come riproduttore musicale. Ma senza altri device con cui interagire, l’esperienza utente non è paragonabile. Il prezzo lo definiremmo adeguato: 139 CHF sullo store ufficiale svizzero.

Nest Mini è interessante anche solo come altoparlante Bluetooth: al prezzo di 69 CHF offre però molto di più rispetto ad uno speaker e basta. Certo, se avete già uno Home Mini l’upgrade secondo noi non ha nessun senso perché in pratica sono la stessa cosa. Più che un nodo centrale, possiamo immaginarlo come “un ponte” per farci sentire da Google Assistant in stanze secondarie della casa, dove non abbiamo bisogno di avere un’interazione più profonda. Da notare che non possiamo usarne due in contemporanea per ottenere un effetto musicale stereo, il che ci pare un po’ peccato.

Per quanto riguarda la localizzazione prettamente svizzera, non c’è granchè da segnalare. Certo, in tedesco possiamo chiedere contenuti da DRS e altre fonti di notizie elvetiche. In italiano al massimo possiamo impostare RSI News come fonte d’informazione e Google Assistant recupererà l’ultima puntata del podcast pubblicato e riprodurlo come audio, una cosa per altro già possibile da molti mesi a questa parte. In generale però non abbiamo notato particolari specificità locali degne di nota.

Entrambi i device sono compatibili con Android e iOS e necessitano in entrambi i casi l’App Google.

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.