God of War

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God of War

God of War è una delle serie più iconiche di PlayStation. Il burbero (e giusto un filino) violento Kratos ha accompagnato i fan Sony sin dal 2005 quando per la prima volta Santa Monica Studios immerse i giocatori nel brutale mondo della mitologia greca. Gli anni e i capitoli sono passati e ora Kratos è pronto per tornare. Ma è ancora il God of War che ricordavamo?

Zitto, ragazzo.

Kratos ha abbandonato la Grecia e oramai non bazzica più sul monte Olimpo. Kratos, evidentemente stufo di battersi contro dei e giganti, ha lasciato il mediterraneo per trasferirsi a nord, in Norvegia. Qui ha trovato pace, sposato una guerriera, Faye, e avuto un figlio, Atreus. Kratos non è però un padre amorevole né comprensivo. In realtà ad occuparsi di Atreus è stata la madre finché, all’inizio della nostra storia, la donna muore. Il suo ultimo desiderio è quello di vedere le sue ceneri sparse dalla cima della montagna più alta. Atreus e il padre si vedono costretti a prepararsi per un lungo e penoso viaggio quando un nemico inatteso si presenta alla loro porta. Un uomo dai poteri straordinari, che non può essere ferito né ucciso, si scontra con Kratos. Perché le divinità norrene vogliono togliere di mezzo il greco muscoloso? Non c’è altra soluzione che mettersi in strada, uccidere qualche mostro, visitare qualche regno e, si spera, uscirne interi.

La trama di God of War, di cui non vi sveleremo più di quei 10 minuti di gioco di cui vi abbiamo già detto, si sviluppa su una trentina di ore e poterà i due protagonisti a viaggiare in lungo e in largo per la mitologia nordica. Ci ritroveremo a combattere su cime sferzate dalla neve, in giungle rigogliose e buie caverne mentre tenteremo disperatamente di realizzare l’ultimo desiderio di Faye.

Un nuovo modo di menare le mani

Il God of War uscito su PlayStation 4 quest’anno è nettamente diverso dai precedenti. Tutto è stato rivisto, adattato, cambiato e stravolto dai Santa Monica Studios. Ricordavamo le avventure di Kratos come un action game alla Devil May Cry, fatto di armi, combo e tante botte. Ora invece il gioco è molto più action RPG con un sistema di combattimento semplificato, una telecamera molto più vicina e l’abbandono delle leggendarie lame di Kratos in favore di un’ascia. L’azione è più lenta, più basata su colpi leggeri e pesanti, facendo attenzione alle indicazioni di Atreus riguardo a nemici in arrivo alle spalle e su un misto di parate e capriole. Il ragazzino non è solo un accompagnatore ma parte integrante del sistema di lotta dal momento che non solo attaccherà di sua spontanea volontà i nemici ma potremo anche indicargli quale nemico attaccare a distanza col suo arco.

Il sistema di combattimento insomma non potrebbe essere più diverso dal passato. Più semplice e a metà tra l’originale e quello di giochi come Bloodborne o un Souls pur restando, in ultima analisi, molto meno variato. La progressione di Kratos nel nuovo God of War è stata decisamente complicata. Ora possiamo equipaggiare pezzi d’armatura, potenziamenti, migliorie, incantesimi e svariati perks che vanno a modificare valori quali forza, poteri runici, fortuna, recupero salute e via dicendo. Un sistema di punti XP permetterà poi di migliorare abilità e attacchi speciali per i due, ponendoci di fronte ad una scelta tattica che deve sposarsi con il nostro stile di gioco. Da questo punto di vista, Santa Monica Studios ha infuso parecchi sforzi per rendere la gestione delle abilità di Kratos e Atreus il più variata possibile. Un sistema interessante al primo impatto ma che, se dobbiamo essere sinceri, abbiamo trovato meno incisivo di quanto pensassimo e che dopo qualche ora di gioco diventa più un obbligo che una componente divertente del gameplay.

Per quanto riguarda i famosi combattimenti fuori scala della serie, con mostri gargantueschi e poteri inimmaginabili, resteremo quasi a bocca asciutta. In God of War i mostri enormi sono stati sostituiti da nemici a taglia normale per la maggior parte del tempo. A parte qualche rara eccezione non saremo più faccia a faccia con quei mostri in grado di trasmettere un vero senso d’esaltazione nel giocatore. Gli scontri sono però allo stesso tempo più sensati, dal momento che combatteremo per lo più a terra, potendo contare sui nostri riflessi e una gestione degli spazi aperti molto più sensata rispetto all’arrampicarci sul dorso di qualche mostro colossale per poi infilzarlo negli occhi.

God of The Last of Uncharted?

God of War, l’avrete capito, in pratica ha mantenuto intatti solo il protagonista e il titolo. Non stiamo esagerando, si tratta di un gioco profondamente diverso rispetto al passato. L’influenza di un altro studio basato a Santa Monica, Naughty Dog, è evidente in ogni aspetto di questo gioco. La presenza di Atreus, così funzionalmente simile ad Ellie di The Last of Us, è solo un esempio. Il ragazzo interagirà continuamente con Kratos, lo aiuterà non solo in combattimento ma anche risolvendo enigmi e mostrandoci oggetti interessanti o direzioni da prendere. Anche la narrazione, portata avanti a colpi di cut-scenes perfettamente integrate col gioco, ricordano sia TLoU che Uncharted. In generale la trama è raccontata meglio, in modo più organico, da personaggi meno stereotipati e monodimensionali. Kratos per primo, finalmente, guadagna un lato più umano e credibile. Al posto di sbraitare monosillabi incazzosi, ora sembra una persona più vera, con sentimenti e preoccupazioni. Non mancano poi vari personaggi secondari, alcuni divertenti, alcuni più seri. Insomma, per quanto riguarda lo story telling e la caratterizzazione dei vari protagonisti, God of War ha fatto un enorme passo avanti nella buona direzione.

Guarda che vista!

Abbiamo giocato a God of War su PlayStation 4 Pro e il risultato tecnico è davvero encomiabile. Giocare a questo gioco in 4K su un televisore HDR è uno spettacolo davvero impressionate. Il mondo di gioco è ricchissimo di dettagli: paludi, foreste, sotterranei, laghi, montagne… ogni ambiente è superbamente decorato. Il motore di gioco supporta poi tutta una gamma di effettistica degna di nota: tracce 3D nella neve, effetti particellari GPU densi e realistici, illuminazione dinamica, trasparenze ed effetti volumetrici… è incredibile che Santa Monica Studios sia riuscita a inserire tutta questa roba senza far esplodere i poveri circuiti di PlayStation. Va anche detto che su PS4 Pro il gioco viene renderizzato in 4K usando un cherckerboard render per arrivare a 2160p e che il framerate non è totalmente consistente a 30 fps. Alcuni stutter e rallendamenti andranno a rovinare, anche se in minima parte, l’esperienza di gioco. Scegliendo, su Pro, l’opzione performances invece avremo un output a 1080p con framerate libero. Il gioco è più fluido ma un frame pacing così sregolato non ci è parso affatto una soluzione migliore dei 30 fps dal momento che a cambiare è la risposta del gioco ai nostri comandi, impedendoci di trovare il giusto ritmo in combattimento. Se avete un televisore 4K, tenderemmo a raccomandarvi allora la risoluzione massima con un framerate tutto sommato più stabile rispetto alla versione senza frame cap. Per i possessori di PlayStation 4 normale invece non c’è alcuna scelta possibile: sarete limitati al 1080p.

È ancora God of War?

Questo God of War ci è piaciuto. Lo story telling migliorato, le ambientazioni meravigliose e la semplificazione del gameplay hanno tutte ottenuto il nostro favore. Certo, alcune parti RPG ci sono sembrate un filo superflue, ma va detto che se scegliamo di giocare ai livelli di difficoltà più alti ogni minimo aiuto conta e la personalizzazione diventa nettamente più incisiva. Tuttavia, il God of War del 2018 non ha quasi più nulla da spartire con la serie originale. Siamo praticamente di fronte ad un reboot di quasi tutto, un adattamento che può piacere molto oppure lasciare l’amaro in bocca. Personalmente, la serie originale non mi ha mai entusiasmato eccessivamente e quindi ho davvero molto apprezzato questo nuovo titolo. Insomma, se terrete la mente aperta alle novità, siamo sicuri che apprezzerete questa nuova avventura di Kratos.

 

Ci piace

  • Storytelling
  • Grafica
  • È stato ripensato tutto...

Non ci piace

  • ... ma non è più il God of War che ricordavate
  • Performances inconsistenti
  • Gestione inutilmente complessa dei potenziamenti
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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