God of War

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God of War (PC)

God of War è una delle serie più iconiche di PlayStation. Il burbero (e giusto un filino) violento Kratos ha accompagnato i fan Sony sin dal 2005 quando per la prima volta Santa Monica Studios immerse i giocatori nel brutale mondo della mitologia greca.

Gli anni e i capitoli sono passati e ora Kratos è pronto per tornare. Anzi è pronto a ritornare con l’uscita su PC del gioco originale datato 2018 e pubblicato su PlayStation 4.

Zitto, ragazzo (encore!)

Kratos ha abbandonato la Grecia e oramai non bazzica più sul monte Olimpo. Kratos, evidentemente stufo di battersi contro dei e giganti, ha lasciato il mediterraneo per trasferirsi a nord, in Norvegia. Qui ha trovato pace, sposato una guerriera e avuto un figlio, Atreus. Kratos non è però un padre amorevole né comprensivo. In realtà ad occuparsi di Atreus è stata la madre finché, all’inizio della nostra storia, la donna muore. Il suo ultimo desiderio è quello di vedere le sue ceneri sparse dalla cima della montagna più alta di Midgard. Atreus e il padre si vedono costretti a prepararsi per un lungo e penoso viaggio quando un nemico inatteso si presenta alla loro porta. Un uomo dai poteri straordinari, che non può essere ferito né ucciso, si scontra con Kratos. Perché le divinità norrene vogliono togliere di mezzo il greco muscoloso? Non c’è altra soluzione che mettersi in strada, uccidere qualche mostro, visitare qualche regno e, si spera, uscirne interi. La trama di God of War, di cui non vi sveleremo più di quei 10 minuti di gioco di cui vi abbiamo già detto, si sviluppa su una trentina di ore e poterà i due protagonisti a viaggiare in lungo e in largo per la mitologia nordica. Ci ritroveremo a combattere su cime sferzate dalla neve, in giungle rigogliose e buie caverne mentre tenteremo disperatamente di realizzare l’ultimo desiderio di Faye.

Un nuovo modo di menare le mani

Il God of War uscito su PlayStation 4 nel 2018 si è staccato in modo deciso dalla serie originale e la riedizione per PC è del tutto identica a quella per console. Tutto è stato rivisto, adattato, cambiato e stravolto dai Santa Monica Studios. Ricordavamo le avventure di Kratos come un action game alla Devil May Cry, fatto di armi, combo e tante botte. Ora invece il gioco è molto più action RPG con un sistema di combattimento semplificato, una telecamera molto più vicina e l’abbandono delle leggendarie lame di Kratos in favore di un’ascia. L’azione è più lenta, più basata su colpi leggeri e pesanti, facendo attenzione alle indicazioni di Atreus riguardo a nemici in arrivo alle spalle e su un misto di parate e capriole. Il ragazzino non è solo un accompagnatore ma parte integrante del sistema di lotta dal momento che non solo attaccherà di sua spontanea volontà i nemici ma potremo anche indicargli quale nemico attaccare a distanza col suo arco. Il sistema di combattimento insomma non potrebbe essere più diverso dal passato.

Più semplice e a metà tra l’originale e quello di giochi come Bloodborne o un Souls pur restando, in ultima analisi, molto meno variato. La progressione di Kratos nel nuovo God of War è stata decisamente complicata. Ora possiamo equipaggiare pezzi d’armatura, potenziamenti, migliorie, incantesimi e svariati perks che vanno a modificare valori quali forza, poteri runici, fortuna, recupero salute e via dicendo. Un sistema di punti XP permetterà poi di migliorare abilità e attacchi speciali per i due, ponendoci di fronte ad una scelta tattica che deve sposarsi con il nostro stile di gioco. Da questo punto di vista, Santa Monica Studios ha infuso parecchi sforzi per rendere la gestione delle abilità di Kratos e Atreus il più variata possibile. Un sistema interessante al primo impatto ma che, se dobbiamo essere sinceri, abbiamo trovato meno incisivo di quanto pensassimo e che dopo qualche ora di gioco diventa più un obbligo che una componente divertente del gameplay.

Per quanto riguarda i famosi combattimenti fuori scala della serie, con mostri gargantueschi e poteri inimmaginabili, resteremo quasi a bocca asciutta. In God of War i mostri enormi sono stati sostituiti (quasi tutti) da nemici a taglia normale per la maggior parte del tempo. A parte qualche rara eccezione non saremo più faccia a faccia con quei mostri in grado di trasmettere un vero senso d’esaltazione nel giocatore. Gli scontri sono però allo stesso tempo più sensati, dal momento che combatteremo per lo più a terra, potendo contare sui nostri riflessi e una gestione degli spazi aperti molto più sensata rispetto all’arrampicarci sul dorso di qualche mostro colossale per poi infilzarlo negli occhi.

God of The Last of Uncharted?

God of War, l’avrete capito, in pratica ha mantenuto intatti solo il protagonista e il titolo. Non stiamo esagerando, si tratta di un gioco profondamente diverso rispetto al passato. L’influenza di un altro studio basato a Santa Monica, Naughty Dog, è evidente in ogni aspetto di questo gioco. La presenza di Atreus, così funzionalmente simile ad Ellie di The Last of Us, è solo un esempio. Il ragazzo interagirà continuamente con Kratos, lo aiuterà non solo in combattimento ma anche risolvendo enigmi e mostrandoci oggetti interessanti o direzioni da prendere. Anche la narrazione, portata avanti a colpi di cut-scenes perfettamente integrate col gioco, ricordano sia TLoU che Uncharted. In generale la trama è raccontata meglio, in modo più organico, da personaggi meno stereotipati e monodimensionali. Kratos per primo, finalmente, guadagna un lato più umano e credibile. Al posto di sbraitare monosillabi incazzosi, ora sembra una persona più vera, con sentimenti e preoccupazioni. Non mancano poi vari personaggi secondari, alcuni divertenti, alcuni più seri. Insomma, per quanto riguarda lo story telling e la caratterizzazione dei vari protagonisti, God of War ha fatto un enorme passo avanti nella buona direzione.

Guarda che vista!

L’uscita del gioco su PC ha portato a parecchi benefici di natura grafica, visto la maggior potenza della piattaforma e il risultato tecnico è davvero encomiabile. Giocare a questo gioco in 4K su un televisore HDR è uno spettacolo davvero impressionate. Il mondo di gioco è ricchissimo di dettagli: paludi, foreste, sotterranei, laghi, montagne… ogni ambiente è superbamente decorato. Il motore di gioco supporta poi tutta una gamma di effettistica degna di nota: tracce 3D nella neve, effetti particellari GPU densi e realistici, illuminazione dinamica, trasparenze ed effetti volumetrici. La release su PS4 ci aveva sorpreso in positivo, specialmente in versione PS4 Pro. Su PC ovviamente avremo a disposizione una maggiore granularità delle opzioni in cui spicca in modo particolare la possibilità di applicare textures ad altissima risoluzione oltre che avvalersi di tecniche moderne come DLSS, Nvidia Reflex o AMD FidelityFX. Il gioco supporta framerates sbloccati e fino a 21:9 come aspect ratio (peccato che abbiamo uno schermo 32:9 noi… e bande nere siano).

Abbiamo provato il gioco su due PC molto diversi. Per prima cosa il nostro PC principale da test, dotato di Ryzen 5900X e RTX 309, il quale ci ha permesso di giocare in 4K (sulla TV a sto punto) con ogni dettaglio ad ultra e restando comodamente al di sopra dei 60 fps in ogni situazione. Abbiamo poi provato con un laptop, un Blade Advanced 2018, dotato di GTX 1070 MaxQ e Core i7-8750H. Il gioco si comporta bene, permettendo di giocare a 30fps in ultra ma a 1080p (con FidelityFX attivo e risoluzione forzata al 50% perché il gioco non permette di giocare in Full Screen ma solo in finestra senza bordi e lo schermo da noi usato era un pannello 4K…). Possiamo anche fare qualche compromesso e giocare in 4K nativi. Insomma, God of War pur uscendo su PC rimane fondamentalmente un gioco del 2018 e come tale più facile da far girare su un PC relativamente potente rispetto ad un gioco del 2021 pensato per PC (si, siamo coscienti di aver appena scritto un’ovvietà). La versione PC insomma porta novità tecniche come screen-space reflections migliorate, migliori dettagli di asset e texture, ombre a più alta risoluzione, migliore Ground Truth Ambient Occlusion e Screen Space Directional Occlusion.

È ancora God of War?

Questo God of War ci è piaciuto. Lo story telling migliorato, le ambientazioni meravigliose e la semplificazione del gameplay hanno tutte ottenuto il nostro favore. Certo, alcune parti RPG ci sono sembrate un filo superflue, ma va detto che se scegliamo di giocare ai livelli di difficoltà più alti ogni minimo aiuto conta e la personalizzazione diventa nettamente più incisiva. Tuttavia, il God of War del 2018 non ha quasi più nulla da spartire con la serie originale. Siamo praticamente di fronte ad un reboot di quasi tutto, un adattamento che può piacere molto oppure lasciare l’amaro in bocca. Personalmente, la serie originale non mi ha mai entusiasmato eccessivamente e quindi ho davvero molto apprezzato questo nuovo titolo. Insomma, se terrete la mente aperta alle novità, siamo sicuri che apprezzerete questa nuova avventura di Kratos.

La release su PC offre sostanzialmente la stessa esperienza che su PS4, al netto di una grafica più pulita ed effetti rinnovati. Se non avete giocato su PS4 all’epoca, il gioco si lascia giocare alla grande anche con un pad per Xbox One o Series (ma potete sempre usare un pad PS4 sul PC!). Se invece avete già finito il gioco più volte su console, la release su PC non forse altrettanto interessante. L’unico “contentino” per i fan della master race è che la versione su PC arriva con tutti i DLC già rilasciati su console inclusi, compresi set armatura e skin. In generale, questa nuova release è un buon antipasto per Ragnarok che dovrebbe uscire quest’anno, se siamo fortunati.

Ci piace

  • Storytelling
  • Grafica
  • Buona conversione su PC

Non ci piace

  • Gestione inutilmente complessa dei potenziamenti
  • Non è più il God of War che ricordavate
5.5

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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