Gears Tactics

Scritto da il il Recensioni, 5 più
chiudi [x]

Gears Tactics

Gears (of War), assieme ad Halo, è decisamente una delle serie più importanti associate a Xbox. Una serie nata e cresciuta assieme a Xbox 360 per poi arrivare su Xbox One e PC.

Esattamente come Halo, anche Gears ha avuto i natali come esclusiva third party per poi diventare un’esclusiva first party, con Xbox Game Studios a prendere le redini, affidandone i nuovi capitoli a studi creati appositamente. E, proprio come Halo, ha appena fatto il salto dal genere azione avventura alla strategia in tempo reale. Dopo Halo Wars, ora tocca a Gear Tactics.

Gears of Prequel

Gears è la serie d’azione in terza persona per antonomasia su Xbox: esplosioni, eroi, mostri, fucili d’assalto con motoseghe. Difficile, prima d’oggi, immaginare come The Coalition e Splash Damage potessero adattare l’universo originariamente creato da Epic Games e CliffyB in un gioco molto più simile ad XCOM che a Gears. Eppure, la missione è stata portata a termine in modo anche piuttosto soddisfacente.

Gear Tactics è un prequel a Gears of War in cui seguiremo le vicende di Gabe Diaz e del suo gruppo di COG in una lotta contro Ukkon, lo scienziato delle locuste dietro la creazione di alcuni dei mostri più terrificanti dell’esercito nemico. Il gioco si apre appena prima della distruzione causata dal Martello dell’Alba, un’arma orbitale usata quale ultima risorsa nella guerra contro le locuste. A Diaz viene affidata la missione di recuperare una serie di documenti segreti prima dell’attacco suicida. Purtroppo, l’iniziativa del presidente Richard Prescott di sacrificare quasi tutta la superficie del pianeta Sera non sortisce gli effetti desiderati. L’umanità ne esce quasi distrutta mentre le Locuste, ben protette nelle viscere del pianeta, ne escono largamente indenni. Al ritorno alla base, Diaz e il suo camerata Sid Redburn la trovano distrutta ma non dal Martello dell’Alba ma dalle truppe scelte di Ukkon. Il percorso di Gabe è tracciato: assemblare una squadra d’assalto coi membri dispersi del plotone Echo-Five, scoprire cosa sta succedendo con le Locuste infettate di Imulsion e fermare Ukkon una volta per tutte.

La storia di Gears Tactics viene raccontata principalmente tramite una serie di cut scenes renderizzate col motore di gioco che, a livello qualitativo, non hanno nulla da invidiare alla resa grafica di Gears 5. Certo, aver riutilizzato in modo identico il filmato dei primi teaser di Gears of War 1 ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca nei primi 10 minuti di gioco ma poi le cose sono nettamente migliorate. Proseguendo per la campagna di gioco, che potrebbe portarvi via dalle 25 alle 35 ore di gioco a dipendenza della vostra bravura e del livello di difficoltà scelto, avanzeremo la trama tra una missione e l’altra, con alcuni pezzi di storia raccontanti in modo organico durante il gameplay. La storia è estremamente lineare, c’è una sola direzione obbligatoria da prendere: fallire una missione non porterà a una nuova ramificazione della trama ma semplicemente ad un game over. Questo significa anche che la campagna di Gears Tactics è del tutto simile a quella di un Gears qualunque per quanto riguarda la rigiocabilità, potremo rifare il gioco ad un livello più impegnativo ma non ci saranno particolari sorprese. Quello che non ci aspettavamo da un gioco di strategia sono i boss, ce ne sono tre che fanno da culmine ai tre atti della campagna. Si tratta di combattimenti davvero impegnativi anche se, va detto, lo sono in un modo un po’ ingiusto visto che semplicemente i boss che affronteremo hanno una sostanziosa barra della vita che richiederà parecchio tempo per essere ridotta a zero. Durante la campagna saremo anche chiamati a svolgere missioni secondarie senza però poter davvero scegliere se intraprenderle o meno e col rischio di vedere non solo la nostra progressione rallentata ma anche di imbatterci nello stesso tipo di missione viste nella trama principale.

Gli ingranaggi della tattica

Come il nome lo suggerisce, Gears Tactics è un gioco di strategia. Niente combattimenti in tempo reale ma rigorosamente a turni, con la nostra squadra contro quella nemica. Inizialmente il gioco mi ha ricordato, più di XCOM o Mario & Rabbids, il gioco da tavola di Gears of War. Con la sola differenza che Tactics funziona bene senza essere frustrante e intralciato da un sistema di regole assurdo (detto questo, state lontani dal gioco da tavola di Gears of War, ok?). Ogni personaggio ha un determinato numero di azioni da compiere nel proprio turno, come attaccare con un’arma primaria o secondaria, muoversi, ricaricare l’arma, preparare una reazione o usare granate e poteri speciali. Tactics fa a meno della classica griglia di movimento, tanto cara ai giocatori di titoli strategici sia digitali che cartacei, per un sistema un filino più fluido. Potremo puntare il mouse per il movimento dove ci pare nella mappa di gioco, ad esempio tentando di portare uno dei nostri soldati dietro una copertura e il gioco ci avviserà di quante azioni sono necessarie per compiere il movimento. Addirittura, potremo puntare a zone ben al di là della nostra capacità di movimento ma resteremo bloccati al termine delle azioni, potenzialmente anche nel bel mezzo di una strada. Tutto sommato la scelta degli sviluppatori di lasciar perdere la rigida struttura della griglia di movimento ci è piaciuta perché permette al gioco di adattarsi, concedendoci qualche metro in più in certi casi ma anche togliendoceli, al fine di permetterci di giocare con le coperture, uno dei pilastri della serie.

Per quanto riguarda il gameplay, la base è quella che potete aspettarvi: dovremo colpire i nemici con armi a distanza o più ravvicinate fino a ridurre la vita a zero. Troveremo armi come il Lancer ma anche il Longshot, oltre che alla pistola, granate stim e a frammentazione e via dicendo. L’armamento classico di Gears è stato adattato fedelmente per questa incarnazione tattica, con tanto di carica e glory kill con la motosega, la quale ci fornice anche una azione bonus se portata a termine con successo. Bene inteso una battaglia classica di Tactics sarà influenzata pesantemente non solo dal tipo e dal numero di nemici ma anche dalle coperture presenti. Prima di ogni colpo ci sarà mostrata una finestra con la possibilità di colpire il nemico, in base a distanza e specialmente a linea di tiro ed eventuali ostacoli. La stessa cosa vale per la reazione, ovvero potremo saltare volontariamente il turno per tracciare un cono di reazione sul campo in modo che, se un nemico dovesse muovercisi durante il proprio turno, finirebbe colpito automaticamente dal nostro soldato. Certo, una reazione non fa terminare il turno avversario ma può essere davvero fondamentale per spezzare il ritmo dell’attacco delle Locuste. Per finire, non sarebbe un gioco tattico come si deve se non ci fosse la possibilità di dare bonus ai membri della squadra come azioni extra, cure e via dicendo. Ogni abilità tattica, vantaggio e bonus dei nostri personaggi potrà essere migliorata guadagnando punti esperienza e racimolando materiale nascosto nelle casse che troveremo sul campo di battaglia. I vari pezzi d’armatura e arma potranno essere combinati come preferiamo, in modo da favorire non solo un determinato approccio sul campo di battaglia ma anche in base alle abilità speciali dei personaggi principali (ce ne sono anche di secondari che, se vogliamo, potremo anche sacrificare sul campo in nome di una causa più grande). Per finire, ogni personaggio ha un suo ramo delle abilità passive, divise in due rami principali, per permettere di specializzarsi ancora di più. Ad esempio, Gabe Diaz ha un lato di supporto (cure e bonus vitali vari) e un altro più incentrato sul combattimento sul campo.

Brindiamo alla tattica!

Visivamente, Gears Tactics non ha poi molto da invidiare a Gears 5. Certo, vedere il mondo dall’alto ha un effetto davvero diverso rispetto a quanto siamo abituati ma il ritorno del gioco alle ambientazioni post distruzione che abbiamo imparato ad amare in Gears 1 e 2 è decisamente un piacere. Il gioco si presenta splendidamente su PC (la versione da noi testata) ma è anche un titolo abbastanza goloso in termini di risorse hardware se vogliamo davvero spingerlo al massimo delle sue potenzialità. A livello di audio e doppiaggio siamo di fronte a un buon lavoro, con le voci in italiano adeguate e corrette, specialmente per quanto riguarda i personaggi principali.

Gears Tactics è tutto sommato un titolo riuscito anche se rallentato un po’ nella seconda parte della campagna da un numero crescente di missioni secondarie che hanno il retrogusto un po’ troppo amaro del filler, come se gli sviluppatori avessero paura di non avere abbastanza contenuti da proporre. Un peccato perché, assieme a una rigiocabilità un po’ limitata (in pratica, solo un aumento di difficoltà) tarpano le ali ad un gioco altrimenti molto interessante, sia per grafica che per gameplay interessante. Poco male perché da qualsiasi lato lo si guardi, Tactics è un prodotto riuscito per i fan del franchise e per gli amanti degli strategici.

Ci piace

  • Gameplay interessante
  • Grafica
  • Varietà del sistema di progressione

Non ci piace

  • Missioni secondarie filler
  • Seconda parte della campagna un po' lenta
  • Rigiocabilità limitata
5.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

Joypad è membro di