Far Cry 6

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Far Cry 6

Far Cry, una serie storica e una presenza costante nella lineup di Ubisoft. Abbiamo visitato isole, montagne, savane e ancora altre isole, guidando, paracadutando, sparando e facendo esplodere roba. Ora, con Far Cry 6, visitiamo un’altra isola.

Facciamo esplodere gente e cose. E, en passant, tenteremo liberare dal giogo della tirannia una intera popolazione. Benvenuti sulla soleggiata isoletta di Yara!

Che bel paradiso!

L’isola di Yara, da lontano, sembra un vero e proprio paradiso tropicale. Baretti sulla spiagga, gente simpatica e allegra, sole & mare. Peccato che il presidente di questo piccolo angolo di paradiso sia tale Anton Castillo, un dittatore psicopatico e violento in piena regola. Si sa che i dittatori hanno in mente solo due cose: ricchezza e potere. Nel caso di Anton la prima proviene dalle coltivazioni di Viviro, una miracolosa cura vegetale contro il cancro che cresce solamente sull’isola. Una fonte di denaro dal potenziale favoloso che Castillo si procura grazie alla gentile donazione (si fa per dire) di manodopera da parte dei locali. Il potere è una logica conseguenza della ricchezza: pugno di ferro, forze militari, armi e munizioni per schiacciare la popolazione insulare sono elementi all’ordine del giorno. In tutto questo ci siamo noi, Dani Rojas, recalcitrante eroe della situazione.

Far Cry 6 ci mette nei panni di Dani, che può essere uomo o donna a seconda delle nostre preferenze. Personaggio dal carattere forte ma schivo, l’unica cosa che ci passa nella testa è fuggire da Yara, almeno inizialmente. Una fuga rocambolesca viene in effetti tentata e che finisce malissimo: la barca sulla quale stavamo scappando si scopre trasporti anche il figlioletto adolescente del Presidentissimo, il quale passerà personalmente a farci visita col chiaro intento di eliminare ogni anima che ha assistito al tradimento famigliare. Recuperato Diego, El Presidente ci lascia per spacciati… Ci ritroveremo, come ovvio, come unici sopravvissuti, bloccati di nuovo su Yara e non avremo altra scelta se non associarci alla resistenza e partire per una crociata imposta contro le forze del male e liberare l’isola. Durante le nostre scorribande nelle tre macro-zone principali incontreremo strani personaggi, faremo amicizie, forgeremo alleanze, esploreremo il territorio e faremo stragi di cattivi in quella che è la oramai classica ricetta dei giochi open world Ubisoft.

Far Cry 6 non innova né nella storia né nel gameplay né in granché d’altro ma ha una novità che per alcuni farà sicuramente la differenza. Il main Villain è interpretato da Giancarlo Esposito. L’aver scelto un attore piuttosto conosciuto (Breaking Bad, The Mandalorian, Maze Runner e molti molti altri) ha sicuramente aiutato Ubisoft nel creare una campagna pubblicitaria un po’ diversa dal solito. L’aver puntato tutto su una “faccia nota” però quanto paga in soldoni? La storia di Far Cry 6 viene portata avanti attraverso cut scenes e dialoghi in game ed è sicuramente interessante sentire la/il protagonista Dani parlare spesso e volentieri. Invece del solito personaggio silenzioso, Ubisoft ha deciso di puntare su una caratterizzazione forte non solo per il principale antagonista ma anche per il protagonista. Le vicende a cui assisteremo sono quindi più dinamiche e, in un certo senso, più coinvolgenti. La prestazione di Esposito è buona, la caratterizzazione del Presidente dittatore è sicuramente lodevole. Però (ovviamente c’è un però) è il personaggio ad avere qualche problema. Principalmente il fatto che è scontato fino a scadere nel cliché più banale. El Presidente è il solito cattivo violento mosso dai soliti motivi. Nella graduatoria dei cattivi di Far Cry non è di certo al primo posto, quello spetta a Vaas Montenegro. Gli altri, Pagan Min e Joseph Seed non sono stati particolarmente memorabili e questo duo diventa un terzetto con Anton Castillo. Non si tratta insomma solo di recitazione (assai buona, come già detto, anche perché offerta solo in inglese coi sottotitoli) ma anche di scrittura. Quest’ultima non è particolarmente brillante e scade nello stereotipo del cattivone dei videogiochi.

Ancora Far Cry

Far Cry 6, se fosse stato il nostro primo Far Cry, sarebbe stata una hit immediata. E per molti giocatori, là fuori nel vasto mondo, sarà così. Siamo di fronte ad un titolo che offre una gran varietà di situazioni, di upgrade, di armi, di veicoli. La ricetta di Far Cry rimane sostanzialmente immutata: ci faremo strada per l’isola, scoprendo punti di interesse, raccogliendo tesori, collezionabili, missioni secondarie e primarie, avamposti da distruggere, armi da craftare e, ovviamente, zone da sbloccare.

Il gioco è e rimane uno shooter in prima persona open world in cui potremo scegliere come approcciare le situazioni: più sullo stealth o più sul massacro caciarone. Proprio per questo il gioco offre un buon numero di armi che si adattano ai diversi play style e che prediligono danni da vicino o da lontano. Va detto che il feeling delle armi di precisione non è un granché e nonostante gli upgrade possibili, la mira di Dani rimane un po’ approssimativa. Ad accompagnarci nelle nostre avventure avremo anche dei compagni (chiamati amigos): si tratta di animali come coccodrilli e galli che potremo gestire direttamente. Ad esempio, Guapo, il coccodrillo che otterremo ad inizio campagna, può attaccare in nostra vece i soldati nemici, facendo scempio delle loro carni mentre noi stiamo tranquilli a sparare da dietro una casa come dei bravi camperoni. I compagni IA sono un’idea interessante ma a tratti ci sono parsi quasi troppo potenti. Al contempo, se saliamo su un veicolo il pet resterà indietro e dovremo richiamarlo manualmente e… beh abbiamo finito per dimenticarci di loro una volta su due. Il gunplay di Far Cry 6 è comunque divertente e punta nettamente sugli effetti pirotecnici e sull’esagerazione delle situazioni. Peccato che l’IA non sia delle più scaltre e spesso il gioco si limita a buttarci addosso più nemici invece di tentare di aggirarci o sfruttare in modo scaltro l’ambiente circostante.

La progressione della campagna di gioco si fa tramite un abbozzato sistema role play in cui ogni zona è marcata da un livello di difficoltà, che ci suggerisce se possiamo affrontarne le sfide o meno. Fortunatamente (o sfortunatamente, dipende dai vostri gusti) in Far Cry 6 abbiamo praticamente da subito l’accesso a diversi strumenti ed attrezzature che dovevamo sudarci grandemente nei titoli precedenti. Oggetti utili come i veicoli, rampino paracadute e tuta alare non sono più upgrade che dobbiamo guadagnare ma che possiamo avere in modo relativamente facile e indolore. L’esplorazione di Yara è immediatamente più veloce e comoda, visto che potremo contare si un discreto numero di auto, jeep, camion, elicotteri, aerei, sidecar e uno strano (ed esilarante) coso volante chiamato Avispa Buzzer, perfetto non solo per volare ma pure per usarlo come hovercraft! L’esplorazione ci ricompenserà con lo sblocco di nuove risorse e veicoli ma in generale le meccaniche di attraversamento del territorio sono state semplificate. Ad ogni buon conto passeremo un discreto quantitativo di tempo dietro ai banchi di lavoro, mettendo assieme armi e potenziamenti sfruttando qualsiasi cosa trovata sull’isola, in un brillante e lodevole esempio di economia circolare. Oltre ai soliti upgrade potremo craftare oggettini più sfiziosi come armi EMP, lanciarazzi, sistemi di cura se giochiamo in co-op e molto altro. Ci sono poi altre attività che ci aspettano come minigiochi, pesca, caccia, insurrezioni (che si sbloccano come endgame e permettono al giocatore di affrontare settimanalmente sfide a obiettivi).

Cartolina da Cuba

… scusate, volevamo dire Yara. Visivamente il gioco è diviso in due. Da un lato i paesaggi mozzafiato, resi in modo molto convincente su Xbox Series X, ci immergono in un caleidoscopio di colori. Le alture, le calette, la foresta lussureggiante… Far Cry 6 fa un passo nella direzione che vogliamo, quella della vera next gen (ma c’è ancora ampio spazio di manovra). Addirittura, abbiamo potuto scaricare un pacchetto di texture in alta definizione aggiuntivo su XSX per migliorare ancor di più la resa grafica. Il tutto condito da un gameplay che si spinge a 60fps con HDR che, sulla nostra TV (in prova solamente, ahinoi) Samsung Neo QLED 8K da 65 pollici fa un certo effetto. Ma le versioni console, anche next gen, sono prive di raytracing e questo significa effetti meno precisi per quanto riguarda ombre e riflessi, con le console che si accontentano di applicare uno screen space reflection sulle superfici liquide anche se poi su PC non tutti gli specchi d’acqua si comportano allo stesso modo, in particolare il mare usa esclusivamente effetti non RT. Meno bene i personaggi, le cui animazioni (specialmente nelle cut scenes) a volte paiono fin troppo plastici e poco realistici. Non sempre ma a volte sembra esserci qualcosa che non va.

Bottom line

Far Cry 6, dicevamo in apertura, è un ottimo primo Far Cry per un giocatore novizio. C’è tanto da fare, tanto da vedere, tanto da far saltare in aria. Per un giocatore più navigato però la storia poco originale, il cattivo sempre uguale e un gameplay che oramai è canonizzato e statico significano noia. Ebbene sì, da giocatore veterano della serie, Far Cry 6 non mi ha stimolato per niente, ho dovuto forzarmi a giocare per la recensione. Non perché è un cattivo Far Cry né un cattivo gioco è solo che, come per Assassin’s Creed, l’eccessiva serializzazione significa che è un more of the same. Ok, ad onor del vero gli sviluppatori hanno tentato di cambiare un po’ le carte in tavola con il coinvolgimento di Giancarlo Esposito e con un modo rivisitato di raccontare la storia ma non è sufficiente per fare di Far Cry 6 qualcosa di più dell’episodio del 2021. Far Cry 6 risulta essere fin troppo generico in ambientazione, motivazioni del cattivo e idee di gameplay.

La nostra recensione insomma finisce con due diverse valutazioni:

  • Se non avete mai giocato a Far Cry, preparatevi per un’avventura interessante con tante attività da portare a termine e qualche idea pazzerella che saprà divertirvi.
  • Se invece avete giocato a tutti i Far Cry, questo capitolo è la solita minestra. Riscaldata, ci hanno messo un po’ di crostini, ma pur sempre minestra vecchia.

Ci piace

  • Visivamente interessante
  • Mondo ampio
  • Tante cose da fare

Non ci piace

  • Niente doppiaggio italiano
  • Solo per neofiti (leggete le conclusioni)
4.75

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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