Far Cry 5

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Far Cry 5 – Lost on Mars

Non capita spesso di recensire dei DLC come questo Lost on Mars di Far Cry 5. Solitamente non c’è molto da dire in più a meno che il gameplay di base non venga stravolto alla radice. In questo caso eravamo più che altro molto curiosi di vedere se Ubisoft se ne fosse uscita con un altro Blood Dragon… su Marte?

The Martian(s)

In Lost on Mars impersoniamo Nick Rye, un pilota che se si sta facendo tranquillamente gli affari suoi quando viene rapito e trasportato su Marte dal suo “amico” e “collega” Hurk Drubman Jr. Arriviamo in una stazione spaziale semi abbandonata, in cui non sembra esserci anima viva. Purtroppo per noi, una persona c’è: la testa di Hurk. Il nostro logorroico amico si è fatto letteralmente smembrare da una razza aliena e di lui non rimane che una testa tenuta in vita dalla scienza marziana. E non potendo fare altro che parlare, non ci risparmierà i dick jokes. Accompagnati dall’innapropriatissima presenza di Hurk la nostra missione è piuttosto semplice: riattivare un certo numero di antenne (19) e strutture di Anne, l’IA della base marziana, uccidere gli insettoidi cattivi, raccogliere potenziamenti, raccogliere le parti del corpo di Hurk, sbloccare armi (dai nomi improponibili) e sopravvivere alla quantità piuttosto consistente di battute su sesso e piselli. Stando ad Hurk (ma solo alle sue parole in effetti), siamo l’ultima speranza dell’umanità: tutto dipende esclusivamente da noi. Ci sarà da divertirsi…

Open Mars

Far Cry 5 – Lost on Mars non abbandona la struttura di FPS open world del gioco di base, ci mancherebbe altro. La peculiarità sta semmai nell’ambientazione marziana caratterizzata da enormi canyon di terra rossiccia e strutture costruite dall’uomo. Dopo un oretta di gioco saremo attrezzati con un sistema di jet pack (e più avanti, con una sorta di paraglider spaziale) che permette una discreta libertà di movimento per gli ambienti. La mobilità è importante specialmente perché dovremo evitare ad ogni costo le superfici sabbiose del pianeta rosso: al di sotto si nascondono mostri che non vedono l’ora di mangiarci (se avete pensato a Tremors, avete capito cosa intendiamo). Saltellare da una roccia all’altra è dunque uno dei capisaldi del gameplay di questo DLC. L’altro è ovviamente uccidere gli insetti spaziali!

Inizialmente dotati di una semplice pistola, potremo ben presto espandere il nostro arsenale con fucili da cecchino, d’assalto e a pompa dai nomi assolutamente deliziosi come “Nut Hugger”, “Cock Blocker” o “Iron Fister”… non sono proprio dei sottili giochi di parole quanto più dei molto evidenti sex jokes. Il gun play di Lost on Mars non cambia molto dal gioco originale ma l’aumentata mobilità del giocatore ed i movimenti alieni dei mostri (senza contare il fatto che ce ne sono di volanti) richiedono riflessi più pronti. Far Cry 5 è un FPS a tratti più riflessivo, in cui è necessario farsi un’idea del terreno di gioco e della posizione dei nemici prima di attaccare. In Lost on Mars invece basta sparare su tutto quello che si muove e raccogliere la poltiglia verde sui cadaveri da scambiare con oggetti e potenziamenti.

Il gioco si riduce insomma a raggiungere una nuova zona, uccidere tutto, trovare la regina degli aracnidi, ucciderla e attivare la componente di Anne della zona. A volte dovremo anche raccogliere una parte del corpo di Hurk (si, il pene è una delle parti da raccogliere…). Lost on Mars ha una premessa interessante e uno humor al primo impatto divertente. Ma ben presto diventa un tantino troppo ripetitivo e l’ambiente di Marte è suggestivo da vedere ma fin troppo povero di cosa da scoprire. Ci sono alcune variazioni piuttosto inattese come una fattoria abitata da mucche e, per qualche motivo, c’è anche Bigfoot (!). Pure le battute a sfondo sessuale dopo un po’ si fanno semplicemente troppo. Si passa dal “ahahah, ok dai fa ridere” allo sfinimento e alla volgarità gratuita che purtroppo non fa tanto ridere. È un problema di quantità e qualità: troppo della prima, troppo poca della seconda.

Pianeta rosso, si o no?

Lost on Mars è visivamente suggestivo, specialmente se giocato su un pannello HDR. D’altra parte non è una sorpresa visto che la tecnologia usata da Ubisoft, il Dunia Engine, è decisamente in grado di produrre mondi complessi ed estremamente ricchi di dettagli. Per quanto riguarda il gunplay, beh è sostanzialmente identico al gioco di base tranne che qui usiamo delle armi laser e i nemici sono degli aracnidi giganti. La storia, che può durare dalle 5 alle 6 ore, è purtroppo insipiduccia e le continue battute del nostro compagno si fanno fin troppo presto noiose. Insomma, ci riesce difficile consigliarvi questo DLC come una componente imprescindibile della vostra esperienza con Far Cry 5. Se siete in seria crisi d’astinenza, ok. Se adorate tantissimo Marte e Starship Troopers, al limite. Altrimenti ci sono molti altri shooter migliori là fuori (tipo, restando in casa Ubisoft, Far Cry 3 Blood Dragon).

 

Ci piace

  • Visivamente suggestivo
  • Storia relativamente lunga
  • Lo humor...

Non ci piace

  • ... ma a piccole dosi!!!
  • Nemici piatti
4.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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