Eiyuden Chronicle: Rising

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Eiyuden Chronicle: Rising

Vi ricordate Suikoden? quella serie JRPG a turni tanto amata su Playstation 1 e 2. Ecco, il creatore, Yoshitaka Murayama è ritornato dopo oltre 10 anni di pubblicazione dal primo capitolo. E sicuramente Psyco Mantis (storico antagonista presente in Metal Gear) apprezzerebbe molto, specialmente mentre ci leggeva la mente (memory card) citando proprio quel titolo della Konami che giocavamo sulla mitica PS.

Grazie ad una fortunata e, soprattuto, profiqua campagna su Kickstarter (circa 3’705’786.- CHF) lanciata il 27 luglio del 2020 e ottenendo quasi il 900% della somma prestabilita per il lancio di Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes in un solo mese, rendendolo il videogioco più finanziato del 2020 sulla famosa piattaforma di crowdfunding. Questo ambizioso titolo, che è ancora in fase di sviluppo e sarà rilasciato il prossimo anno, riprenderà un po’ quel tanto combat system a turni che i nostalgici attendono, in una spettacolare grafica 2.5D, con tanti personaggi giocabili da avere l’imbarazzo della scelta. Ma nell’attesa di poter mettere mano a questo ambizioso titolo, Murayama ha voluto riscaldarci con un prequel intitolato Eiyuden Chronicle: Rising, nato proprio grazie agli stretch goal della campagna.

Prima di analizzare il titolo, è giusto specificare che, nonostante questo sia un prequel di Hundred Heroes non andrà in nessun modo a toccare le meccaniche che saranno nel prodotto che uscirà il prossimo anno, ma piuttosto un assaggio al mondo che lo circonda con un Platform 2.5D. Ma torniamo al titolo e scopriamo cosa l’erede di Suikoden può offrire.

Alla ricerca di tesori:

Fin dai primi momenti la storia sarà incentrata su CJ, una ricercatrice di testori con appena 16 anni con il grande obbiettivo di trovare un raro e gigantesco oggetto in onore del suo clan. Dirigendosi verso la città semidistrutta di Nuova Nevaeh, luogo dove molti ricercatori ultimamente stanno andando per cercar fortuna. Ma per poter cercare tesori è necessaria l’autorizzazione da parte del sindaco, dove quest’ultima non sarà per niente conveniente. La sindaca della città, Isha, proporrà a CJ, visto che è senza un soldo e non può pagarsi l’onerosa autorizzazione, di eseguire dei lavori part-time alla popolazione, in cambio di alcuni timbri. Oltre a fare del bene agli abitanti del posto e a ricostruire la città, CJ potrà ottenere il lascia passare per cercare i tesori tanto voluti. Ma delle forze oscure e malefiche si stanno intensificando al di fuori delle mura. Ma grazie a Garoo un mercenario antropomorfo con l’aspetto di un canguro, e Isha, la potente maga sindaca della città, si andrà alla ricerca di potenti lenti runiche, in modo da incanalare la magia elementale di questo mondo e scoprire come mai il male sta tornando sulla loro terra.

Come introdotto precedentemente, questo titolo non ha i combattimenti a turni come dovrà essere Eiyuden Chronicle: Hundred Heros, ma è un JRPG a scorrimento con azioni in tempo reale. Si utilizzerà un personaggio alla volta in battaglia, con la possibilità di effettuare delle tecniche combo se premuto al momento giusto il tasto di scambio di un altro membro del team. Anche se all’inizio po’ storcere il naso all’inizio per i più puristi del genere, il sistema è calibrato molto bene e permette di interagire alla perfezione con il mondo esterno, conseguendo che in Eiyude Chronicle: Rising il tempismo è fondamentale. Se il sistema di combattimento risulta troppo complicato, è anche possibile abbassare il livello di difficolta da normale a difficile, rendendo automatico il cambio dei personaggi durante i combattimenti. La progressione di difficoltà ed esperienza del giocatore è calibrata in modo ottimale, dove si arriverà ad affrontare i boss con il giusto impegno (non come certi titoli del momento), senza mai stancare chi ci sta giocando a spegnere. Se il gioco vi sembrerà troppo semplice, sappiate che alla fine della campagna principale si sbloccherà la modalità difficile, mettendo una spinta in più al titolo.

All’interno di Rising sono presenti diverse tessere per la raccolta di timbri, dove inizialmente si otterrà la prima (argento) con 30 spazi. Al completamento di una tessera si otterrà una nuova in modo da continuare a sviluppare e ampliare la città. Sì, perché i timbri servono essenzialmente a ricostruire Nuova Nevaeh, sbloccando nuovi quartieri, negozi e NPC. Le missioni che ci vengono proposte, principali e secondarie, sono molto basilari tra di loro, ossia, quella dell’esplorazione dei vari Dudgeon e della raccolta di specifiche risorse al loro interno. Gli scenari e le ambientazioni sono molto curati nonostante questo sia uno titolo sviluppato per ringraziare i propri sostenitori durante la campagna di Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes.

Conclusione

I personaggi vengono introdotti molto superficialmente, lasciando un po’ il loro background ed esperienze in secondo piano. Questo è un peccato, visto che alla fine sono solo tre i personaggi e si vorrebbe approfondire maggiormente la storia che gli circonda. Anche il legame del party non è molto curato, dove non si vede una crescita interpersonale del gruppo, nel quale dovrebbe essere la chiave portante per la tipologia di questo titolo. Ma nonostante questo, Eiyuden Chronicle: Rising mostra un primo assaggio discreto. Il prezzo è molto accessibile, circa 18.- CHF nonostante il cambio sfavorevole (15€ per lo store europeo), del quale ha fatto crescere maggiormente la nostra voglia di giocare al titolo principale che uscirà il prossimo anno. Inoltre, se siete in possesso di un abbonamento Xbox Ultimate Game Pass, questo titolo è disponibile fin da subito in modo gratuito, il che è sicuramente un ottimo motivo per giocarlo.

Ci piace

  • Ambientazioni
  • Meccanica di gioco
  • Sviluppo della città

Non ci piace

  • Trama leggera sui personaggi
5

Scritto da : Neme

Ingegnere informatico e diplomato in Digital Graphic Computer Animation, sono un grande appassionato di retrogame. Nel mio tempo libero, anche se sembra una barzelletta, mi piace sviluppare videogiochi con amici e ricercare qualche perla antica da aggiungere al mio museo videoludico personale.

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