Dragon Quest Builders 2

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Dragon Quest Builders 2

Amanti degli open world, sandbox e degli action RPG preparatevi a farvi catturare da una nuova incredibile avventura targata Square Enix, perché Dragon Quest Builders è tornato ed è più in forma che mai.

Dopo il primo titolo, dove Square Enix ha voluto portare il suo “Minecraft” a tema Dragon Quest vendendo oltre 1 milione di copie in tutto il mondo solo nel 2016 (calcolando che la versione europea e americana sono uscite solamente a ottobre di quell’anno rispetto a quella giapponese pubblicata all’inizio di gennaio), esce un nuovo titolo che saprà farvi incollare allo schermo, giorno e notte, in una avventura che ha grandi potenziali per essere uno dei migliori giochi di quest’anno del genere.

Vogliamo essere sinceri, ultimamente i giochi che escono ci lasciano un po’ di amaro in bocca e ci lasciano perplessi perché mancano di “carattere” e sono spesso poco curati con la conseguenza di essere ritrovati nel “cestone” dei saldi di primavera, estate, autunno, … in men che non si dica, lasciando deluso il consumatore che acquista un gioco al “day one”, alla modica cifra tra i 60 e i 90 CHF, con un ribasso del 30/40% dopo pochi mesi.

Ma torniamo a noi, Square Enix riuscirà a far breccia e far incollare i giocatori di tutte le console durante questa estate?

Un’apprendista pronto a cambiare il mondo

L’avventura parte con la creazione del nostro avatar, maschile o femminile, un paio di ritocchi alla carnagione e all’acconciatura e ci si risveglia su un vascello pieno di nemici che odiano i costruttori e vogliono disseminare il terrore e il credo dei Figli di Hargon. L’ultimo apprendista costruttore in circolazione è pronto per essere dato in pasto agli squali, ma non prima di essere d’aiuto all’equipaggio. Il capitano, uno scheletro con il senso dell’umorismo, inizierà ad impartire un ordine dopo l’altro, in modo da permettere di capire le meccaniche di gioco. Purtroppo (o per fortuna del nostro avatar), una tempesta distruggerà la barca con tutto il suo equipaggio a bordo, venendo successivamente naufragati su un’isola sperduta. Si farà la conoscenza di Malroth, un ragazzo pieno di energia pronto a distruggere ogni cosa che gli passa davanti, e di (LOLA) un’altra naufraga viziata che era a bordo come prigioniera del vascello distrutto precedentemente, pronta a trasformare quest’isola nel suo mondo delle meraviglie, nonostante un vecchio spirito regalerà al nostro avatar l’intera isola.

Si partirà verso nuove destinazioni, in cerca di conoscenza, speranza e amici, pronti a ricostruire i vari insediamenti distrutti dai Figli di Hargon, migliorando sia come costruttore sia come guerriero.

Un blocco dopo l’altro

Dragon Quest Builders 2, per chi ha giocato al primo titolo, porta grandi novità al suo interno. Il primo punto dove possiamo essere più che felici è l’interfaccia utente, dove l’inventario, il banco dei lavori per creare gli oggetti dalle materie prime ma anche le informazioni sulla fame e molto altro ancora, sono state completamente ridisegnate, portando un’accessibilità e velocità nel gestire tutto quanto. Per chi non conoscesse il gioco, Dragon Quest Builders 2 è un mistro tra un action RPG e un sandbox, questo vuole dire che si potrà costruire tutto quello che ci frulla per la testa, ma anche andare partire all’avventura, combattere, acquisire punti esperienza e equipaggiare sia il nostro personaggio sia il nostro amico Maroth che ci farà da “spalla” quando saremo fuori dalla base, fornendo l’equipaggiamento migliore ogni volta che scopriremo una nuova ricetta per la forgia.

Combattere boss unici ci permetterà di ottenere oggetti e ricette uniche, che si potranno elaborare in un secondo momento all’accampamento o alla fattoria dell’isola che staremo visitando.

La differenza principale da Minecraft è che qui si dovrà seguire una storia, completando gli incarichi degli abitanti (mostri e umani) del posto, che vogliono contribuire a risanare la terra intorno a loro. Perché determinati mostri vogliono contribuire? La risposta è semplice, anche a loro piace trattarsi bene e mangiare un pasto sano in una terra desolata e contaminata.

La determinazione degli abitanti, la consapevolezza dei mostri saggi che erano devoti ai Figli di Hargon, permetterà di crescere nelle tecniche di costruzione. Alcune volte ci verrà chiesto di creare un determinato tipo di locale, con la specifica grandezza e determinati oggetti al suo interno, oppure di seguire esattamente un progetto specifico, dove si dovrà procurarsi il materiale necessario (blocchi parete, pavimento, ecc…) per completare la richiesta. Portando a termine queste missioni ci farà guadagnare dei punti felicità (cuori), che serviranno a potenziare il livello del campo base ottenendo: nuovi alleati alla fattoria (per esempio guerrieri o contadini), nuove ricette e migliori competenze degli alleati.

Quest’ultimo punto è quello più interessante, perché permetterà di diffondere la conoscenza del costruttore al popolo, in modo di automatizzare la manodopera come per esempio: arare i campi, seminare e annaffiare.

Saranno presenti sia missioni secondarie sia principali, dove quest’ultime al completamento permetteranno di potenziare l’albero della vita al centro del villaggio, ma anche di accedere al raid, dove si dovrà difendere l’accampamento dalle orde di nemici pronte a distruggere tutto quanto.

C’è sempre la pecora nera

Il gioco è completamente tradotto in italiano, o almeno al 98%, si perché i traduttori hanno avuto la brillante idea di metterci qualche dialetto qua è la su qualche abitante. Risultato? Che ti viene il nervoso quando quella persona inizia a dialogare con te, dove devi cercare di tradurre in italiano quelle parole da scugnizzo napoletano mentre NPC ti sta dando informazioni sulla sua missione. Non siamo nei livelli di Final Fantasy IX dove ogni personaggio principale aveva un dialetto diverso, dal nord al sud Italia, per fortuna, ma mi chiedo con quale criterio vengano localizzati i testi. Senza rancore ovviamente…

Un altro piccolo difetto che dobbiamo far notare è il caricamento iniziale del gioco (versione testata su Nintendo Switch), dove possono passare anche diversi minuti prima di iniziare a giocare. Per fortuna una volta in gioco non si dovrà più subire nessun caricamento (tranne per quando si cambierà l’isola, ma lo si fa molto raramente).

Ultima nota è la telecamera in terza persona negli spazi stretti, dove risulta ingestibile.Per fortuna basterà semplicemente premere un tasto e si entrerà in prima persona, dove grazie a questo cambio si diventerà molto più precisi nel rompere, ma soprattutto aggiungere, i blocchi di costruzione.

Il tempo che scorre

Square Enix ha fatto un ottimo lavoro con questo titolo, curando maliziosamente i dettagli del primo capitolo. La storia è avvolgente, attrattiva e dinamica che catturerà il giocatore senza fargli percepire il tempo che gli sta intorno. Esiste anche una modalità cooperativa, dove è possibile costruire con più giocatori sulla stessa mappa utilizzando la connessione wireless locale o attraverso l’online. Mentre pensavi di aver scoperto tutta la mappa, ti accorgi che non sei nemmeno all’inizio, dove grazie ad i globi sparsi nei vari punti puoi trasportarti facilmente, facilitando determinati compiti e missioni. Non solo terra, ma si potrà anche volare e immergersi nelle profondità delle acque se questo non vi bastasse.

Conclusione

Possiamo dire che era da diverso tempo che non rimanevamo affascinati da un gioco di questo genere, divertente ma soprattutto dinamico, dove c’è sempre qualcosa da fare e da scoprire, dove in ogni momento vuoi andare avanti e perfezionare le tue costruzioni per renderle più attrattive che mai. Se stavate cercando il gioco dell’estate, possiamo confermarvi che Dragon Quest Builders 2 è sicuramente uno di quelli che vale veramente l’acquisto in questo periodo.

Ci piace

  • Gameplay dinamico
  • UI curata
  • Storia avvolgente

Non ci piace

  • Dialetti sugli NPC
  • Caricamento iniziale del gioco
5.5
Neme

Scritto da : Neme

Diplomato in Digital Graphic Computer Animation, sviluppatore web e grafico pubblicitario con una passione nello sviluppo di videogiochi. Nato negli anni d'oro dell'intrattenimento videoludico, ha incominciato la sua passione da ragazzino con i Game&Watch e il MegaDrive per poi passare a tutte le piattaforme.

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