Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Scritto da il il Recensioni, 3 più
chiudi [x]

Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Crash Bandicoot è una delle leggende dei giochi 3D. I primi capitoli furono tanto popolari su PlayStation da rendere il bizzarro aggeggio rotolante la mascotte della console.

Divertente, buffo, un po’ fuori di testa, Crash e compari furono tra i protagonisti della rivoluzione del platform a tre dimensioni. Nel 2020, seguendo un ottimo remake della trilogia, arriva sui nostri schermi Crash Bandicoot 4: It’s About Time. Nuove avventure ci attendono!

Crash alla riscossa

Come al solito Crash si sta rilassando, poltrendo tranquillamente sul divano, quando qualcosa va storto. Di nuovo! Dopo anni di relativa calma ecco che Nefarious Tropy e il Dr Neo Cortex si rifanno vivi: dopo essere stati a lungo prigionieri riescono a fuggire grazie all’aiuto di Uka Uka, il mascherone cattivo che riesce ad aprire una sorta di strappo temporale (una cosa che va per la maggiore su PlayStation almeno, visto l’arrivo del nuovo Ratchet & Clank!). Una volta fuggiti, Nefarious Tropy mette in moto il suo piano malvagio per dominare non solo il mondo ma addirittura lo spazio-tempo sfruttando il potere delle maschere quantiche, in pratica versioni spazio-temporali della stessa maschera che accompagna Crash da sempre.

Tanta malvagità e sete di vendetta però non sembra particolarmente condivisa da Neo Cortex che segue gli ordini in modo piuttosto svogliato. Svogliatezza che purtroppo Crash non può permettersi, visto che davanti a lui c’è una sfilza di livelli sempre più folli e adrenalinici, tra frutti, casse ed effetti dimensionali alla ricerca di tutte le maschere quantiche. La missione è chiara: raccogliere le maschere prima di Nefarious e salvare l’universo!

Tra vecchio e nuovo

Se da un lato il remake della trilogia originale delle avventure di Crash era rimasta fedele agli originali, in Crash 4 Toys for Bob ha pensato bene di aggiornare alcune parti della formula inventata da Naughty Dog anni fa. All’inizio del gioco ci verrà chiesto se vogliamo giocare alla modalità classica, con un numero di vite limitate che dovremo raccogliere, oppure alla modalità moderna. In quest’ultima ad ogni morte ricominceremo semplicemente dall’ultimo check-point, senza rischiare il famigerato game over. Tuttavia, per rendere un po’ meno facile la vita ai giocatori, potremo morire solo tre volte per completare il livello al 100% (oltre a raccogliere casse, gemme e via dicendo). In questo modo i giocatori alla ricerca del 100% dovranno imperativamente diventare bravi e non perdere più di tre vite a livello.

Una buona idea a nostro modo di vedere che rende il gioco più accessibile pur mantenendo, se desideriamo, un livello di sfida elevato. Allo stesso modo di default è stata abilitata l’ombra migliorata. In pratica, al posto di vedere l’ombra normale di Crash ne vedremo una con un contorno brillante, in modo da calibrare meglio i salti e relativi atterraggi. Entrambe le modalità sono del tutto opzionali e sono selezionabili a piacere dal giocatore. Addirittura, nel caso morissimo troppe volte, il gioco aggiungerà dei check-point aggiuntivi per aiutarci a superare un momento particolarmente difficile. Tutti questi aiuti potranno forse far storcere il naso ad alcuni, specialmente i puristi del genere, ma in realtà sono un buon aiuto per i giocatori più giovani (o scarsi) che altrimenti finirebbero per abbandonare l’avventura.

Zompettando tra i varchi temporali

In Crash 4 dovremo affrontare tutta una serie di livelli ambientati su diverse isole, tutte ben diversificate tra loro per tema. Si inizia chiaramente (potrebbe essere altrimenti?) dall’isola Bandicoot per poi passare a deserti, baie pirata e via dicendo. Ogni zona tematica è chiaramente distinta non solo dalla grafica ma anche dai nemici e da alcune meccaniche di gioco. I livelli inizialmente sono dello stesso tipo a cui siamo abituati: avanziamo per l’ambiente rompendo casse, saltando sui cattivi e raccogliendo frutti wumpa. Occasionalmente ci imbatteremo in zone bonus oppure dovremo scappare da qualche nemico potente ma nulla di speciale. Ben presto però cominceremo ad acquisire i poteri delle maschere quantiche e le cose cambiano! Nei livelli cominceremo a scorgere elementi semitrasparenti come casse, ostacoli, piattaforme e via dicendo. Tali oggetti si trovano in un diverso stato quantico e potremo renderli tangibili premendo il tasto Y su Xbox (o triangolo su PlayStation). Ci ritroveremo insomma a saltare da una piattaforma, cambiare lo stato quantico per rendere tangibile la successiva, saltare di nuovo facendo sparire la piattaforma da cui siamo appena saltati per far diventare reale la prossima e così via.

Aggiungiamo a questa meccanica anche altre, come la scivolata su liane e binari per vivacizzare notevolmente l’avventura. In più ogni livello va affrontato più volte se cerchiamo il 100% di completamento perché sono zeppi di segreti e possono essere rigiocati in seguito allo sblocco di nuove modalità e poteri alla ricerca non solo di nuove zone ma anche di contenuti sbloccabili come le skin per Crash e sua sorella Coco dal momento che possiamo usare l’uno o l’altra a piacere in gioco. E tutto questo è solo il potere della prima maschera quantica. Ce ne sono in totale quattro che forniscono poteri diversi oltre al già visto potere di far comparire gli oggetti: una maschera dona il potere della giravolta potente, una ci permetterà di rallentare il tempo e l’ultima addirittura di cambiare la gravità per farci camminare sul soffitto. Ciascuno di questi poteri è accompagnato da un level design che sfrutta appieno le possibilità offerte dalle maschere, non solo per la progressione ma anche per come farci accedere ai contenuti extra e al 100% di completamento. Bisogna dire che per ogni potere ci vuole un attimino per prenderci la mano ma poi tutto viene naturale.

Delizioso

Crash Bandicoot 4: It’s About Time è un ottimo episodio della serie. Introduce novità assolutamente benvenute, nuove modalità di gioco, livelli bonus, extra, segreti, salti, pirolette, maschere e chi più ne ha più ne metta! Ci abbiamo giocato su Xbox One X e la presentazione è pulita, senza problemi di performances o altro. La colonna sonora è carina anche se forse non indimenticabile. L’adattamento italiano ci sta, senza lode né infamia. Tuttavia, quello che va detto è che a prescindere dai nostri timori iniziali di uno snaturamento della serie, Toys for Bob ha fatto un ottimo lavoro nel catturare l’essenza di Crash aggiungendo nuovi elementi e scelte per il giocatore che invece di mascherare amplificano la sua crashitudine. Insomma, un gioco divertente sia per i fan di vecchia data che per tutti coloro che inizieranno dal quarto episodio. Un platform assolutamente consigliato per questa seconda metà di 2020.

Ci piace

  • Divertente
  • Nuove modalità di gioco
  • Nuovi poteri di Crash

Non ci piace

  • Troppo backtracking a volte?
  • Ci tiene troppo per mano
5.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

Joypad è membro di