Battlefield V

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Battlefield V

È di nuovo quel periodo dell’anno, in cui i due giganti degli shooter si contendono il premio come miglior sparatutto dell’anno. Per il 2018 noi di Joypad abbiamo deciso di lasciar perdere Call of Duty (avrete notato che non l’abbiamo recensito del tutto) – principalmente per mancanza di interesse da parte dei nostri redattori. Ma per Battlefield il sottoscritto aveva un certo interesse, specialmente per quanto riguarda il single player e l’implementazione di DXR… (ahinoi)

Storie di guerra

Per Battlefield V DICE ha fortunatamente deciso di inserire una campagna single player che, sebbene sia decisamente corta, ha davvero un suo perché. Durante la campagna seguiremo le vicende di tre (per ora) persone che hanno combattuto e fatto la loro parte durante la Seconda Guerra Mondiale. Ci metteremo nei panni di Solveig, una coraggiosa diciottenne che combatte contro l’occupazione nazista della Norvegia. Prenderemo i comandi di Billy Briger, un ex galeotto convinto a unirsi alle forze speciali dell’SBS – lo Special Boat Section britannico. Seguiremo la storia di Deme, un tirailleur senegalese chiamato a difendere una patria che non ha nemmeno mai visto prima di sbarcarci armato di tutto punto, la Francia. E tra qualche giorno potremo anche immergerci nel conflitto interno di un equipaggio di carro armato Tiger sul finire del secondo conflitto mondiale.

Ogni storia raccontata da Battlefield V è una storia principalmente umana. Non si concentrano sui grandi teatri di guerra o sulle grandi manovre quanto piuttosto su piccole vicende profondamente umane. La paura della morte, il combattere per un paese che non sentiamo nemmeno nostro, la disperazione e, in ultima istanza, l’amore e cosa siamo disposti a rischiare per ciò che crediamo giusto. Da questo punto di vista, la storia della giovane Solveig è decisamente la più riuscita: una partigiana che – quasi da sola – riesce a contrastare l’esercito tedesco ed impedirgli di produrre acqua pesante, un ingrediente fondamentale per la fabbricazione di armi atomiche che avrebbe cambiato radicalmente il corso della guerra. Battlefiled V in questo riesce alla grande, ancora più di Battlefield 1.

Giocare con gli altri

Ovviamente che dice Battlefield dice multiplayer e anche quest’anno DICE ha fatto le cose in grande, proponendo la usuale modalità a 64 giocatori ma andando a rivedere e rifinire ogni singolo aspetto dell’esperienza multi giocatore. Ritornano le Operazioni su Vasta Scala ma decisamente alterate per struttura e gameplay. Ora i combattimenti si fanno su tre diverse giornate di battaglia in cui l’esito dello sconto è definito da diversi fattori, non da ultimo i risultati di quello precedente. Ci saranno diversi tipi di obiettivi da raggiungere come obiettivi da conquistare, zone da distruggere, difese da mantenere e via dicendo. Gran parte del merito del divertimento delle Operazioni su Vasta Scala è delle nuove mappe di gioco, vaste, complesse e realizzate in modo intelligente.

C’è praticamente sempre un avvallamento da sfruttare, una posizione interessante da accaparrarsi o un qualche elemento che se sfruttato come si deve può darci un vantaggio temporaneo. Le mappe totali sono 8 per il momento e, sebbene non tutte dello stesso livello, sono ben realizzate e divertenti. Le modalità di gioco sono varie e non sono limitate alle Operazioni: troveremo infatti anche il Deathmatch, Dominio, Conquista (le tre classiche) più Prima Linea e Breakthrough. Quest’ultima è una modalità derivata, nel senso che dovremo mantenere due o più obiettivi allo stesso tempo per farsi strada tra diversi settori per conquistare la partita.

Cambiamenti sono stati apportati anche nel gameplay vero e proprio. Ritornano le classi ma ora, per esempio, chiunque può rianimare un compagno caduto sul campo e non solamente il medico. Il geniere è rapidissimo nella costruzione non solo di ripari e fortificazioni varie (strizzatina d’occhi a Fortnite?) ma è anche in grado di posizionare armi pesanti. Bene inteso ogni classe avrà le sue skill e i suoi perks e il sistema di evoluzione è a 360 gradi, sia per uomini, armi e mezzi.

Tecnicamente parlando

Abbiamo giocato a Battlefield V su un Blade 2018 dotato di i7-8750 (6c/12t), una 1070 Max-Q e 16GB di RAM ottenendo risultati davvero molto buoni in Full HD. Con tutti i dettagli su ultra, il gioco rimane abbondantemente sopra i 60 FPS. Ci siamo “accontentati” di un frame cap a 72 FPS (la metà del refresh rate del Blade). Purtroppo non abbiamo potuto provare l’integrazione del ray tracing sulla nostra macchina da test principale perché la nostra 2080 Ti è tra quelle affette da problemi di fabbricazione e stiamo ancora aspettando che venga sostituita.

Ma in generale, Battlefield V dimostra di essere basato su fondamenta solidissime. A livello di performances (senza DXR, è ovvio) siamo di fronte a un’ottimizzazione esemplare, anche su una macchina meno potente. Di particolare pregio i vari effetti ambientali, che si tratti di fogliame mosso dal vento, delle spettacolari deformazioni nella neve quando passiamo a piedi o a bordo di un veicolo oppure semplicemente del colpo d’occhio generale. Il motore di gioco è in grado di presentare ambienti anche molto ampi zeppi di dettagli, animazioni e con textures d’alto profilo. Insomma, anche senza RTX Battlefield V è semplicemente bello da vedere.

Guerrafondaio

Battlefield V offre già da subito un buon numero di contenuti, specialmente per quanto riguarda il multiplayer. Le campagne single player sono buone ma decisamente troppo corte, si potrebbe fare molto di più – specialmente perché sia la direzione artistica che quella narrativa sono di ottimo livello. Tuttavia nei prossimi mesi arriveranno altre mappe, altre modalità e altre sfide. In particolar modo manca ancora la modalità battle royale, Firestorm. Tutte cose che DICE si sta prendendo il tempo di realizzare ma che, almeno per Firestorm, avremmo voluto avere al lancio. Armiamoci di pazienza…

 

Ci piace

  • Storie di guerra
  • Tecnica
  • Multiplayer migliorato

Non ci piace

  • Operazioni su Vasta Scala
  • Campagna troppo corta
  • Manca il battle royale al lancio
5.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.