Baron: Fur is Gonna Fly

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Baron: Fur is Gonna Fly

Uno dei retroscena della redazione di Joypad e invero di probabilmente tutte le redazioni dei vari media videoludici là fuori è che riceviamo spesso codici di giochi. Giochi mai sentiti, giochi assurdi, giochi che da lontano un chilometro si capisce che sono – come dire – giochi a cui non vogliamo giocare manco se ci paghi.

Ogni tanto però, in questo marasma di produzioni saltate fuori dal nulla qualcosa cattura la nostra attenzione e decidiamo di concedere una chance. È il caso di Baron: Fur is Gonna Fly, party game uscito su Xbox One (la versione da noi testata) ma anche su PS4, Switch e PC. Diamo uno sguardo alla produzione di Dogmelon Games!

La Grande Guerra

Il setting di Baron: Fur is Gonna Fly è la Grande Guerra (altrimenti conosciuta come Prima Guerra Mondiale) in cui l’aviazione militare faceva i suoi primi passi. Il romanticismo dei duelli nel cielo, pilota contro pilota, abilità contro abilità! Lo stesso struggimento vissuto da Snoopy in uno dei suoi (tanti) sogni ad occhi aperti permea questo gioco. Ogni asso del cielo combatte per la gloria, per la supremazia personale, per dimostrare di essere il pilota migliore che c’è.

O perlomeno, questa è la versione romanzata del gioco di Dogmelon, il che va anche bene perché i piloti non sono umani ma animali antropomorfi con nomi decisamente buffi: Barone Von Fluffe-Botte, Captain Stilton, Lieutenant Lewiss e via dicendo. Sono gatti, canguri, orsi, serpenti, porcelli e via dicendo, come per assicurarci che non prenderemo davvero il gioco sul serio, visto che comunque si tratta di un battle game a 8 giocatori e non una ricostruzione storica (se mai aveste avuto dubbi).

Party game

Baron: Fur is Gonna Fly è un party game a cui giocherete di tanto in tanto con gli amici, in un ozioso pomeriggio domenicale quando fuori piove (e non ci sono pandemie che impazzano costringendoci a stare ognuno a casa propria). Le modalità di gioco sono tre: battle, training e sheep. Sheep è una modalità a uno o due giocatori in cui bisogna abbattere aereoplanini nemici di difficoltà crescente entro un determinato tempo limite. Abbattere ogni nemico (che saprà anche difendersi ad un certo punto) prima dello scadere del tempo ci frutterà dei bonus. Training, lo dice il nome, è la modalità addestramento. In effetti pilotare gli aerei di Baron richiede un minimo di allenamento, vista la fisica tutta particolare (ma non disorientante) inserita in gioco. Nell’allenamento dovremo svolazzare per lo schermo (che resterà sempre statico, se arriveremo ad un bordo laterale compariremo dall’altra parte dello stesso) e raccogliere monete disposte in diverse forme.

Il piatto principale di Baron: Fur is Gonna Fly è però palesemente la modalità Battle. È possibile giocare fino ad otto persone contemporaneamente in modalità tutti contro tutti o a squadre. Le partite sono subito caotiche e la confusione cresce esponenzialmente col numero di giocatori. È anche possibile definire diverse regole aggiuntive (numero di vite, tipi di armi speciali o meno, fuoco amico, tempo per il round e via dicendo). Durante i feroci combattimenti (lo diventeranno, fidatevi) potremo anche accedere a diverse armi speciali e poteri che, se usati come si deve, hanno il potenziale di fare danni enormi (maledetto lanciafiamme!).

Ben presto ci ritroveremo presi tra fuoco incrociato, aeroplani nemici, la costante necessità di evitare il terreno sotto di noi (potrebbe sembrare un’ovvietà ma non lo è nemmeno troppo!). Insomma, questo gioco è il classico titolo che occuperà un paio d’orette del vostro pomeriggio in compagnia, tra risate e qualche parolaccia indirizzata a chi ci ha colpito per ultimo.

Tecnicamente parlando

Iniziamo dalle musiche: spettacolari. Se capite l’inglese, i testi sono assolutamente ilari (e potete ascoltarle sul sito del gioco direttamente con tanto di testo da seguire). Dogmelon Games ha speso parecchia energia nel dare carattere e personalità al suo piccolo mondo di gioco, specialmente per quanto riguarda i personaggi e gli elementi di contorno. Meno ispirati, secondo noi, i background dei livelli che sono generalmente un po’ troppo piatti e senza personalità. Per quanto riguarda gli aerei non abbiamo granché da dire, possiamo personalizzarne il colore e l’emblema ma sono talmente piccoli a schermo che l’unico elemento davvero importante è il colore e il nome sopra di essi. Il gioco non è graficamente impressionante e decisamente punta sull’immediatezza del gameFly piuttosto che sull’eye candy.

Bottom line

Baron: Fur is Gonna Fly di Dogmelon Games non è un capolavoro. È un discreto party game che può essere apprezzato solo se giochiamo con gli amici, possibilmente con almeno 4 giocatori (ma meglio sarebbero di più). Da soli è decisamente noioso, specialmente perché le sfide di Sheep e Tranining non sono particolarmente stimolanti. Da giocare in compagnia, per un’oretta alla volta intercalandolo ad altri party game, può essere divertente però. La nota qua sotto è valida solo per il multiFlyer, in solo sarebbe nettamente più bassa.

Ci piace

  • Divertente in multi locale
  • Musiche
  • Ambiente

Non ci piace

  • Noioso in single player
  • Longevità limitata
4.25
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.