Austrian Audio PG16 – Pro Gaming Headset

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Austrian Audio PG16 – Pro Gaming Headset

Austrian Audio. Aspetta, chi? Potreste essere sopresi dal sentirci parlare di un prodotto fatto da un’azienda non proprio nota. Anzi, che persino noi non conoscevamo davvero prima di questa recensione. Però dietro un nome che dice poco troviamo gente che invece un nome se l’è fatto.

Vi dice niente AKG Acoustics? O Harman? Ecco, sono proprio alcuni ex dipendenti di queste realtà affermate quelli dietro le PG16, le cuffie da gaming che recensiamo oggi!

Ah, la giovinezza!

Austrian Audio si lancia nel difficile, complesso e assolutamente affollato settore delle cuffie gaming. E lo fa con le PG16, delle cuffie che al primo sguardo non ci dicono granché. Nel senso, sono cuffie sobrie! La peso moderato, 265 grammi, dalla colorazione nera e accenti rossi, un microfono non scollegabile ma piuttosto anonimo a vedersi. I materiali sono metallo e plastica, oltre ad una memory foam sui padiglioni. C’è anche una particolarità, possiamo ripiegare le cuffie all’interno dell’archetto per ridurne la dimensione, specialmente se vogliamo portarcele in giro.

Non vogliamo mentirvi: quando le abbiamo tolte dalla scatola siamo rimasti molto poco impressionati. “Tutto qua, Austrian Audio?” ci siamo chiesti, al netto di una confezione invece piuttosto elaborata, l’inclusione di un sacchetto in stoffa per metterci le cuffie e un codice per il software Spatial Sound Card L. In pratica, un’offerta minimalista in un settore in cui tra RGB, comandi speciali, buzzword e codici di giochi completi. In più, queste PG16 sono dotate di un cavetto audio analogico, combo jack audio e microfono da 3.5 mm da un lato e una sorta di combo (ma dalla forma customizzata) nel lato che si collega alle cuffie. Il tutto lungo appena 1,40 metri. Niente dongle USB, niente software di controllo (delle cuffie!). Insomma, minimalista in tutto.

Le PG16 sono dotate di due driver da 44 millimetri, con impedenza 25 ohm, una sensibilità di 113 dBspl/V e una risposta in frequenza tra 12Hz e 24kHz. Sono coperte da due padiglioni in memory foam che si può rimpiazzare ma non fate come noi e non tirateli per verificare perché poi vi toccherà mettere mano ad un cacciavite torx per rimettere il padiglione a posto. Il microfono, omnidirezionale, può essere mutato spingendolo verso l’alto. Non troviamo però nessuno controllo sulle cuffie né sul cavo: niente volume, niente preset. Sono cuffie analogiche e come tali dipendono dalla vostra sorgente sonora per tutto, tranne che per silenziare al volo il microfono. L’unica concessione fatta da Austrian Audio è un convertitore da combo jack a due separati per microfono e uscita audio, una situazione alla quale non siamo mai confrontati su console ma su PC rimane la norma, specialmente sui computer desktop. Insomma, capite dove stiamo andando a parare?

Surprise!

Austrian Audio PG16 potrebbero sembrarvi indegne della vostra attenzione e per un momento l’abbiamo pensato anche noi. Il primo impatto è effettivamente potenzialmente negativo: sono povere di bassi. Siamo abituati a headset che pompano un po’ di più nei bassi, in ambito gaming. Lo fanno in tanti e per una ragione molto semplice: la potenza bruta dei bassi in gioco di guerra, automobilistici e via dicendo hanno spostato le preferenze di molti verso un sound stage che tende a favorire le frequenze basse, anche se non si tratta della riproduzione sonora più corretta. Austrian Audio, con le PG16, non l’ha fatto. Ed in effetti, dopo aver provato al volo queste cuffie, ci siamo attaccati a parecchie altre che abbiamo in redazione per fare qualche comparativo. Abbiamo provato, in particolare, le Logitech Pro X (wired) e le Momentum 3 Wireless di Sennheiser. La qualità della riproduzione audio ci ha sorpreso. A prescindere dal profilo sonoro differente, ci aspettavamo che le PG16 potessero giocarsela con le Logitech ma mai con le Sennheiser, che sono cuffie dal costo al lancio più che doppio rispetto alle Austrian Audio. Per i nostri test abbiamo impiegato un mix di giochi (in particolare Gran Turismo 7 e Horizon Forbidden West su PS5) e sorgenti sonore quali Spotify e The Köln Concert di Keith Jarrett in formato FLAC.

I nostri tre contendenti principali

Con nostra sorpresa, le PG16 suonano bene in tutti i casi, meglio delle Logitech. In effetti si avvicinano alle Momentum 3, il che ci pare assurdo. Non eravamo comunque convinti, perché tanto fa anche che genere di DAC e dall’amplificatore che stiamo usando e fino ad ora avevamo usato quello inserito nel pad di PS5 o l’uscita audio inserita nella motherboard del PC. Abbiamo allora usato l’uscita audio nel nostro GOXLR Mini di TC Helicon. Non è forse l’interfaccia di qualità migliore del mondo, anche perché non ha una potenza d’uscita adatta a cuffie di altissima qualità ma non è il nostro caso. Ebbene, anche in questo caso, le PG16 hanno fatto un ottimo lavoro. Alti nitidi e cristallini, bassi ben bilanciati, una buona presenza in generale e dettagli che non si perdono. Le PG16 hanno una buona separazione stereo, sentiamo con precisione (per il tipo di prodotto che stiamo guardando, tenete a mente!) la provenienza dei vari suoni. Abbiamo ascoltato attentamente anche l’album “Tracy Chapman” del 1988 dell’omonima cantante statunitense (lunga storia dietro il perché questo album sia ottimo per testare qualsiasi sistema d’ascolto!) e le Austrian Audio si sono difese alla grande. Mancano sempre i bassi, nel senso che siamo abituati a ben altra presenza ma non è un difetto! L’unica cosa che mi da fastidio è non avere il vinile e un amp da cuffie serio per vedere fino a che punto possono arrivare. Ora non fraintendete, non suonano come un paio di cuffie da 2000 CHF e in effetti non arrivano alla pienezza delle Momentum 3 ma quello che c’è di sicuro è che le Logitech Pro X non tengono il passo con Austrian Audio.

Non abbiamo ancora parlato del microfono incluso. Quello che all’apparenza è un insulso microfono da quattro soldi in realtà, ancora una volta, ci ha sorpreso. L’abbiamo messo contro tre altri microfoni, uno è quello integrato nelle Logitech Pro X, l’altro è il leggendario (e costosissimo) Shure SM7B, una vera e propria icona nel mondo musicale (messo assieme a GOXLR Mini perché è un microfono dinamico XLR). Ancora una volta, le Logitech suonano peggio, le Austrian sono nel mezzo con la maggiore accuratezza riservata allo Shure. In realtà non ha senso mettere un microfono da quasi 400 CHF (senza preamp!) con un microfono integrato in cuffie da 150 franchi.


Ma non vogliamo che ci crediate sulla parola, abbiamo messo un audio test proprio qua sopra! Brava Austrian (e gli amici su Discord ringraziano)

Austrian Audio non sa fare le cuffie da gaming

Abbiamo lodato queste PG16 finora, è vero. Ma non per questo significa che sono delle buone cuffie da gaming, che poi è il mercato scelto dal produttore austriaco. In realtà, sono più cuffie da ascolto cammuffate da gaming. Il cavo è troppo corto, va bene per giocare su console visto che il collegamento è sul pad ma su PC non basta. E visto che Austrian ha escogitato una sua porta “proprietaria” non è facile scegliere un altro cavo. Poi, dove sono i controlli a filo? Possiamo mutare il microfono è vero ma non basta. Quello che serve è anche un controllo del volume, sia a filo che sulle cuffie. Lo fanno tutti, è una feature a cui è molto difficile rinunciare. Perché non c’è niente di simile? Poi ci sono le scelte strane come il cavo che entra nel padiglione destro ma il microfono è posizionato su quello sinistro. Perché? Il confort c’è, anche se il materiale dei cuscinetti sui padiglioni rischia di tenere un po’ caldo durante i mesi estivi. Nulla da dire sull’imbottitura dell’archetto, è comoda.

Austrian Audio dovrà lavorare per risolvere una serie di errori di gioventù qui. Controlli sulle cuffie, design di cavo e connessioni migliore. E, mi spiace dirlo, modificare la curva di risposta dei propri driver. Se stiamo giocando vogliamo maggiore presenza delle frequenze basse, non tanto da sentire solo vibrazioni ed esplosioni (come fanno certi che non hanno capito bene che stanno facendo) e dimenticare tutto il resto. Ma qualcosa in più è necessario. Le PG16 non sono cuffie economiche e per il prezzo che hanno mancano un po’ i fronzoli, come una connessione wireless ad esempio. Il segmento delle cuffie da gioco non è tanto da qualità ma impatto e presenza. Però la qualità del microfono non la cambieremmo!

Insomma, fanno per voi? Difficile rispondere. Se volete delle cuffie che suonano bene ad un prezzo “contenuto”, perché no?! Ma per giocare, forse ci sono scelte più sensate… Tra l’altro le trovate su Amazon, sul sito ufficiale del costruttore o in alcuni store in Svizzera.

Ci piace

  • Qualità di ascolto musicale
  • Design semplice
  • Microfono
  • Certificazione TeamSpeak

Non ci piace

  • Pochi bassi
  • Nessun controllo a filo/cuffia
  • Cavo corto

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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