ASUS VivoBook Flip 14 (TP401C)

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ASUS VivoBook Flip 14 (TP401C)

Qualche settiman fa Asus ci ha contattati per proporci di recensire parte della loro lineup di portatili per il 2018. Non la gamma ROG ma quelli creati per essere più un compagno di lavoro che di gaming. C’erano diversi modelli interessanti ma le tempistiche non erano delle migliori. Tuttavia, qualcosa di interessante c’era, il Vivobook Flip 14. Laptop? Tablet? Why not both!

Da lavoro

Di Vivobook Flip 14 ce ne sono diversi SKU con tre diverse CPU a dipendenza di quanta potenza vogliamo: Core i7 7Y75, i5 7Y54 oppure Core M 7Y30. I quantitativi di RAM sono 4 oppure 8 GB di LPDDR3 a 1866MHz. Per quanto riguarda lo storage 128 o 256GB di SSD SATA 3 m.2. Lo schermo è da 14 pollici con due risoluzioni: 1920×1080 oppure 1366×768 con Touch Screen. Per quanto riguarda l’I/O non è messo male: 1 USB Type-C (USB 3.1 GEN1), una Micro HDMI, 1 micro USB, lettore di carte SD, 1 microfono/cuffie combo jack da 3.5 mm, un lettore di impronte digitali (ma non su tutti i modelli), Wi-FI 802.11AC e Bluetooth 4.1. La batteria è composta da 2 celle da 29 W/h. Dimensioni: 327.4 x 226.5 x 15.4 mm, peso: 1,5 Kg.

Il nostro modello è sfortunatamente il meno potente, quello con il Core m3 ma con 8 GB di RAM e lo schermo FullHD. Abbastanza per lavorare ma di sicuro non una bestia di potenza. Prima però di andare a discutere delle performances, parliamo delle sue particolarità e dell’utilizzo quotidiano. Il Flip 14 è un laptop convertibile dall’aspetto estremamente sobrio, senza fronzoli di nessun genere. Con lo chassis in alluminio, sobrio eppure con una sua eleganza, non sfigurerà in nessun contesto lavorativo. Le caratteristiche principali a nostro modo di vedere sono due in questo Flip 14. La prima è ovviamente la possibilità di piegare il monitor fino a trasformare il device in un tablet. Tastiera e trackpad resteranno all’esterno, dall’altra parte rispetto allo schermo ma ovviamente saranno disattivati per evitare comandi accidentali. Poi c’è la penna, che ci permette di disegnare e prendere appunti direttamente sullo schermo. Una funzione che per alcuni può essere sicuramente utile ma che, come sempre, ci lascia un filo perplessi. La penna supporta fino a 1024 livelli di pressione ma ci chiediamo se sia sufficente per un artista. La rispsota è probabilmente no, d’altra parte questo Flip 14 non è indirizzato ai disegnatori quanto più alle persone che hanno neccessità di prendere qualche appunto a penna solo occasionalmente (un po’ lo stesso target dei Surface di Microsoft). La tastiera non è malaccio, nonostante qualche piccola stranezza come il tasto enter piccolo e il tasto $ di dimensioni molto più grandi del solito. La Chiclet keyboard da un feeling tattile soddisfacente con una corsa dei singoli tasti di 1,4 mm. Tutto sommato scrivere sul Flip 14 è fattibilissimo e entro breve sarete in grado di scrivere con velocità ed accureatezza, una volta prese le adeguate misure. Il trackpad multitouch è sufficentemente ampio e ha i due tasti destro e sinistro a pressione. Funzionano bene ma non è il trackpad migliore del mondo. Il nostro modello ha anche il lettore di impronte digitali integrato nell’angolo destro in alto del trackpad. L’integrazione con Windows Hello è funzionale e in breve tempo potremo sbloccare il PC con le impronte anche se la rilevazione non è sempre rapidissima o super accurata. Più volte ci è capitato di dover ritentare una seconda volta prima di accedere al sistema. Il nostro problema con la soluzione di Asus è l’aver piazzato il lettore proprio sul trackpad. E badate bene, non è solo Asus ad adottare un sistema simile. Ma è semplicemente poco elegante e fastidioso quando stiamo interagendo col trackpad e finiamo per errore sul lettore. Per il futuro vorremmo vedere il lettore altrove, magari integrato nel tasto d’accesione (se si può farlo con gli smartphone, perché non farlo coi PC?!).

Per quanto riguarda l’audio, Asus ha inserito la tecnologia SonicMaster che promette “l’audio più incredibile che abbiamo mai sentito su un laptop”. Diciamo che Asus ha un po’ esagerato ma è pur vero che i piccoli altoparlanti stereo del Flip 14 sono meglio di quanto ci aspettassimo. Posizionati ai due lati del device alla stessa altezza del trackpad, sono in grado di emettere musica con un volume decisamente interessante. Soffrono evidentemente della loro dimensione ridotta, specialmente per quanto riguarda i bassi. Ma ottengono comunque la nostra approvazione per un ascolto causal di musica e qualche serie tv su Netflix. Tuttavia, ed è importante notare questa cosa, una volta messi a volume massimo notiamo una certa distorsione nelle frequenze più basse.

Parliamo di performances

Il Flip 14, specialmente nella sua configurazione con Core m3, non è una bestia di potenza. Non abbiamo nemmeno pensato di farci girare 3DMark per valutarne la GPU Intel 615 integrata, sarebbe ridicolo. Ma abbiamo fatto qualche run con PCMark 8, per valutarne sia le performance con diversi workloads sia per dare uno sguardo all’autonomia.

Abbiamo deciso per i test Home e Creative, per tentare di avere un’idea delle performances con diversi carichi di lavoro tipici di una macchina come il Flip 14. Tuttavia abbiamo anche i risultati dell’autonomia con carichi puramente lavorativi, che ci permette di valutarne la durata con carichi molto più leggeri. Il Flip 14 ottiene 3341 punti nel test Creative Accelerated (che in sostanza si avvale anche della GPU e non solo della CPU) e 2771 nel test Home Accelerated.

Di particolare interesse i test video, 30 fps e 68 fps, una chiara indicazione questo laptop di Asus è in grado di gestire senza problemi encoding/decoding di video chat. Ma il 18,6 fps del test Casual Gaming lo mette chiaramente molto al disotto di quanto riteniamo accettabile anche solo per una partita ogni tanto a Rocket League o CS:GO. Il Flip 14 con Core m3 non è affatto una macchina da gioco ma lo sapevamo già. Se andiamo a vedere dove si posiziona il Flip 14 contro la concorrenza online, nel test Creative, lo troviamo al disotto di un gaming laptop del 2013 e parecchio sotto un notebook normale.

Ma come stiamo ad autonomia? Il sito parla di “un giorno intero senza dover ricaricare”. PCMark 8 ha un’idea diversa di “giornata intera” rispetto ad Asus perché abbiamo ottenuto 4h59 nel test Home Conventional e 4h36 nel test Work Conventional, il che è un po’ sorprendente dal momento che nel test Work non c’è nessun segmento gaming mentre in quello home si. Comunque, fluttuazioni a parte, diremmo che è possibile estrarre tra le 4 e le 5 ore di utilizzo dal Flip 14.

Considerazioni finali

Il Vivobook Flip 14 ha sicuramente i suoi vantaggi. La costruzione in alluminio ne fa un device esteticamente piacevole ed elimina al contempo qualsiasi piegamento durante la scrittura. L’I/O è decente anche se sentiamo molto la mancanza di una USB full size o almeno l’inclusione di un dongle USB Type-C a Type-A. Nonostante la CPU entry level, per usare programmi come Office e browser, non abbiamo notato nessun rallentamento, sicuramente grazie al drive m.2 SATA 3. L’autonomia a noi pare soddisfacente anche se ci sono laptop in grado di restare accesi decisamente più a lungo. Quello che abbiamo trovato inutile è la modalità tablet. Saremo strani ma se vogliamo un tablet ci prendiamo un tablet e non un convertibile. Anche perché il Flip 14 monta Windows 10 Home (perché non Pro, su un device fatto per lavorare Asus?) e non Android, quindi le app tablet a cui siamo abitauti non ci sono.

In definitiva, questo Flip 14 lo vedremmo come compagno di lavoro per qualcuno che non ha bisogno di usare applicazioni troppo impegnative. Ma non sceglieremmo in ogni caso il modello Core m3, piuttosto il Core i5 o meglio ancora, il Core i7. Ma dalla sua il modello testato da noi ha il prezzo: si trova a partire da 699 CHF.

 

 

Ci piace

  • Tastiera
  • I/O
  • Schermo touch

Non ci piace

  • Core m3
  • Funzione tablet
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.