Asus ROG GX700VO

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Asus ROG GX700VO

Non capita spesso di ricevere un laptop da recensire dentro una valigia. E non una valigia qualunque presa a caso ma una valigia fatta apposta, ripiena di morbida schiuma sagomata alla perfezione per proteggere il suo prezioso contenuto. D’altra parte quando Asus manda in giro il suo ROG GX700VO capiamo perché. Per questo laptop parole come “esagerato”, “estremo” o “stai scherzando?” non esistono. Scopriamo anche il motivo?

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Una belva

Il Republic of Gamers (o ROG) GX700VO sicuramente sa farsi notare ovunque lo poteremo. Dotato di uno schermo G-Sync da 17,3 pollici (disponibile nelle varianti 1080p o da 3840×2160) con circa 320 cd/m2 e un contrast ratio di 980:1, non è piccolino di certo (dimensioni 429 x 309 x 33 mm). Il peso non è, nemmeno lui, trascurabile visto che siamo attorno ai 3,9 kg. Ma prima di fare altre considerazione, continuiamo a dare uno sguardo all’hardware. Dotato di un processore Intel Core i7 6820HK con un clock di 4GHz, 64GB di RAM DDR4 a 2400MHz (4 slot da 16GB), la scheda video è una GeForce GTX980 con 8GB di GDDR5 VRAM. Non una GTX980M o altri modelli più leggerini, è una vera GPU da PC desktop, con tutta la sua animalesca potenza. E normalmente le GTX980 erano vendute con 4GB di VRAM, non 8! Completano il pacchetto due dischi SSD Samsung in Raid-0 da 1TB. Quello che ho “dimenticato” di dirvi è che nella valigia c’è anche l’unità di raffreddamento a liquido. Sì perché tutta la potenza di questo laptop può essere sbloccata solamente grazie ad un sistema di raffreddamento speciale. Questa unità esterna, grande quasi quanto il laptop stesso, pesa ben 4,6 kg. Vale la pena di dare uno sguardo in dettaglio a questo sistema. L’unità esterna, che riceve anche l’alimentazione dall’impressionante alimentatore da 330 W, ha dei perni metallici in cui inserire il GX700VO. Una volta posto in posizione, basta azionare una grossa leva sopra l’unità di raffreddamento per estendere i tubi di raffreddamento verso il portatile. L’operazione è rapidissima e può essere fatta in qualsiasi momento. Non ho mai notato perdite di liquido o problemi d’operazione anche se, ovviamente, una volta separati il sistema entrerà in una modalità a potenza ridotta per evitare problemi, anche gravi, di surriscaldamento.

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Per finire le connessioni: un card reader 2-in-1 (SD/MMC), wireless 802.11ac, microfono, cuffie, 2x USB 3.1 (type C), 3x USB 3.0, porta LAN, HDMI, mini DisplayPort, 1 porta Thunderbolt. Per quanto riguarda la tastiera, che abbiamo ricevuto di tipo QWERTY, ha 5 tasti macro, un tasto per il broadcast, un tasto ROG e il tutto è retroilluminato di rosso. La tastiera ovviamente è full sized, quindi niente esclusione del tastierino numerico o altre assurdità. Lo spazio c’è, tanto vale sfruttarlo per bene! Ultima nota: la valigia per trasportare il tutto pesa oltre 25 kg! Ma almeno porterete il vostro “portatile” in giro con stile!

Tutto questa abbondanza va contestualizzata. Normalmente nei portatili troviamo versioni mobili di processori e schede video. Numeri di modelli molto simili alle controparti desktop ma la potenza reale di solito non si avvicina molto a quella delle versioni non portatili. In questo caso ASUS ha deciso di lasciar perdere l’assurdità dei modelli “m” per inserire dei chip da desktop. La differenza di potenza tra l’i7-6820HK e l’i7-6700K è pochissima e la GPU è una 980, ampiamente sufficiente per far girare giochi moderni e la realtà virtuale.

Il GX700VO è un portatile massiccio e tuttavia il design non è affatto da buttare, anzi. Una volta scollegato dall’ingombrante unità di raffreddamento il laptop è ingannevolmente a basso profilo. È ampio però non è molto spesso e le linee eleganti lo fanno sembrare più snello. La scocca è in plastica, ovviamente, ed è contraddistinta da una light bar e dal logo ROG, ovviamente illuminati di rosso. Di certo non passerà inosservato ma lo farà per dei buoni motivi.

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Vivere con la belva

Il ROG GX700VO mi è arrivato con Windows 10 (a 64 bit ovviamente) installato e una ricca (anche troppo) collezione di software. Non so effettivamente quanti di questi programmi siano installati di default perché il device che ho ricevuto non è stato formattato dall’ultima review ad opera di altri colleghi. Quello di cui sono sicuro è che ASUS, oltre a programmi indispensabili, ha messo anche qualche bloatware. Offerte speciali e programmi utilissimi a parte (che normalmente avrei disinstallato ancor prima di aprire Steam) troviamo il programma di overclock ROG. Dal momento che il laptop non può esprimere tutta la sua potenza senza il water block esterno, possiamo e dobbiamo gestire l’overclock tramite questa app. Troviamo anche la possibilità di gestire l’illuminazione, creare qualche profilo per i vari fan di sistema (interni ed esterni), disattivare il tasto Windows e il touchpad. C’è anche GameFirst III, un tool per ottimizzare il traffico sulla rete dati e Sonic Radar II, per visualizzare da dove provengono i suoni in game (un feedback extra oltre alle cuffie con effetto surround).

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Giocare con il GX700VO è un piacere. La tastiera ampia ben si presta ad attività di gaming e i tasti, ovviamente a membrana, sono rapidi nella risposta. Mi è molto piaciuto il dettaglio dei tasti WASD che sono non solo retroilluminati ma anche illuminati sul fianco, in modo da risultare ancora più evidenti (come se non fosse la posizione di partenza naturale di ogni gamer…). Il trackpad è molto grande ma come al solito non è realistico pensare di giocare ad un CS:GO o ad un Overwatch con un trackpad. Va bene per navigare e poco altro ma per attività di gaming un mouse coi controfiocchi si impone (date un’occhiata ai vari Razer e Logitech che abbiamo recensito su Joypad). I tasti macro sono posizionati vicino alla cerniera dello schermo, un po’ fuori mano per i nostri gusti. Vanno bene per essere usati in attività calme, ma scordatevi di usarli per castare qualche spell particolare in momenti di grande tensione perché dovrete abbandonare la posizione regolare della tastiera.

Il GX700VO sarà anche venduto come portatile ma onestamente noi lo vediamo più come desktop. Il fatto che debba essere collegato all’unità di raffreddamento, il peso di entrambi i device e la dimensione complessiva ne fanno de facto un portatile non portatile. Certo, ASUS fornisce un bel trolley da 25 kg per portare i device ad una LAN party ma non pensate davvero di portarlo all’università per prendere appunti o di ficcarlo casualmente nello zaino prima di partire per le vacanze. Il posto del GX700VO è sulla vostra scrivania, a casa, a sostituire un desktop full size.

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Qualche cifra

Come sapete, non amiamo molto i benchmark sintetici qua su Joypad. Certo abbiamo fatto qualche test, specialmente col solito test Fire Strike di 3DMark, ottenendo un punteggio di 11495. Niente male davvero (il nostro PC di test, equipaggiato di una GTX1070 ne ottiene 13682, accompagnato da un i5 6600K e 16GB di ram). Ma sono i giochi che ci interessano e per questo abbiamo fatto dei test con The Witcher 3, Rise of the Tomb Raider e Doom. Il nostro trittico di test, contraddistinto da due diverse modalità. Le impostazioni massime possibili e quelle consigliate da GeForce Experience.

Cominciamo con The Witcher 3, provato nella regione del castello di Toussaint. Location scelta per via all’ampissimo campo visivo a cui si aggiungono parecchi PG e strutture complesse. La risoluzione scelta è ovviamente quella massima possibile, nel nostro caso 1920×1080. Ebbene, con le impostazioni consigliate da GeForce Experience siamo sui 60-65 frames al secondo, con le impostazioni settate su Alto gravitiamo tra i 68 e i 73 mentre con le impostazioni al massimo (hairworks compreso) le cifre variano tra i 45 e i 50 frames per second. Decisamente questo ROG ha potenza da vendere. Sul nostro PC di test con le impostazioni max otteniamo a malapena 20 fps al secondo in più rispetto al GX700VO (di sicuro merito della GPU Pascal e non della CPU).

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Per quanto riguarda Rise of the Tomb Raider, l’abbiamo testato in modalità DirectX 12. E per fare prima e avere una bella panoramica abbiamo usato il pratico benchmark fornito dal gioco! Con le impostazioni consigliate da GeForce Experience abbiamo una media di 75 FPS in Mountain Peak e di 74.90 Geotermal Valley (notoriamente faticosa come zona per via delle varie trasparenze dovute al vapore). Con tutte le impostazioni massime, compreso AA e post processing vari in Mountain Peak otteniamo un solidissimo 50 fps di media (anche se con picchi minimi di 27 e massimi di 69) mentre in Geotermal Valley siamo a 34 FPS di media. La potenza c’è per mantenere Rise of the Tomb Raider giocabile in qualsiasi situazione. Per gradire abbiamo anche fatto un test con settaggi su Alto, ottenendo rispettivamente 75 e 75 fps di media (sostanzialmente, GeForce Experience consiglia settaggi Alti sul gioco). Come ultimo sfizio abbiamo provato sempre in Alto ma con DirectX 11, ottenendo gli stessi risultati che con DX12.

Per finire arriviamo all’ultima fatica di ID Software, Doom. Qui, con mia sorpresa, poco importano le impostazioni grafiche. Lo scarto varia da 120 di minima in Ultra a 150 di massima in Alta. Il livello provato è il primo, un livello all’esterno magari un po’ privo delle complessità viste più avanti nella fonderia per esempio. Ma l’impressione è che il ROG si pappi i demoni di Doom a colazione, senza problemi.

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Concludiamo

Arriviamo alla fine del nostro viaggio col ROG GX700VO. La potenza di questo portatile è indiscussa, pur essendo uscito nel 2015! È in grado tranquillamente di gestire qualsiasi titolo vi passi per la testa, VR compresa (abbiamo fatto un test veloce col Vive e funziona tutto senza problemi). Certo, la dimensione di laptop + water block ne fanno de facto un PD desktop, solo un po’ più facile da spostare per la LAN party. Tutta questa potenza si paga, anche molto cara. Questo device è infatti disponibile nei retailer a circa 5300 franchi, una cifra non indifferente. Per lo stesso prezzo possiamo assemblare un PC da gaming potentissimo e avanzare qualche soldo per prendere un laptop tradizionale! Ma qui non si tratta più di soldi ma di affermarsi come mostro dei portatili. In questo ASUS ha decisamente centrato il bersaglio. Ma quanti di noi valuterebbero davvero di acquistare questo device? Dal momento che non ho una villa da 70 milioni a Beverly Hills, la mia risposta è no. Il GX700VO è un portatile fatto solo per una ristretta fetta di gamer che vogliono performances assolute e portabilità.

 

Ci piace

  • Potenza inaudita
  • Liquid cooling
  • La valigia!

Non ci piace

  • Prezzo esorbitante
  • Poco sensato per il gamer tipo
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.