ASUS Chromebook Flip C436FA

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ASUS Chromebook Flip C436FA

I chromebook sono bestiole un po’ bizzarre, credo siamo tutti d’accordo. Non sono degli smartphone, né phablet, ne tablet, né laptop. Sono uno strano mondo a metà, un affascinante sogno ad occhi aperti di Google che, un bel giorno, si è detta “ma usiamo Android anche su un laptop, no?”.

Questa visione deve aver sicuramente sedotto Asus visto che, da qualche tempo, produce diversi Chromebook. Diamo allora un’occhiata da vicino a Chromebook Flip C436, una bella bestiola di device!

Dannatamente sexy

Inutile menare il can per l’aia, questo Chromebook Flip è maledettamente sexy e non siamo solo noi a pensarlo, visto che il design di questo prodotto ha vinto il premio reddot 2020. Di C436 ce ne sono tre SKU dotati rispettivamente di processori Intel i3-10110U, i5-10210U e i7-10510U (noi abbiamo testato il modello con la CPU i5 quad core da 1.6GHz (con turbo boost fino a 4.2GHz). Sono disponibili con alternativamente 16 o 8GB di LPDDR3-2133MHz, storage su NVMe 3.0 da 128, 256 o 512GB. Lo schermo, touch, è da 14 pollici FullHD retroilluminato LED con copertura al 100% della gamma sRGB. Non dimentichiamo nemmeno il supporto a Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.0.

La connettività fisica è più che soddisfacente per un device del genere: uno slot MicroSD, due porte USB-C 3.2 Gen 1 (quella sinistra la useremo anche per la ricarica) e un combo jack per cuffie e microfono. Poco per un laptop tradizionale ma più che sufficiente per un device che monta ChromeOS. A proposito di ChromeOS è anche possibile abilitare il supporto beta a Linux, anche se solo per strumenti, editor e IDE (non potremo insomma fare un dual boot). Assieme al design assai stiloso e al peso davvero ragionevole, solo 1.1 Kg, questo C436 a livello di hardware è il sogno di chi cerca un thin and light. L’aggiunta di un lettore di impronte digitali, webcam per programmi di chat, una tastiera tutto sommato niente male (resta un filo spognosetta) e un trackpad di dimensioni generose ne fanno un buon candidato ai nostri occhi. Di particolare pregio lo schermo e i suoi bezel davvero ridotti, Asus riporta un 85% body-to-screen ratio, il che in pratica significa bordi davvero ridotti attorno al pannello. In più, come il nome suggerisce, possiamo ruotare lo schermo in modo da lasciarlo chiuso rivolto verso l’esterno, trasformando il device in un tablet (che però ha la tastiera dall’altro lato, non proprio comodissimo ma almeno si disattiva per evitare input accidentali). Nella confezione troviamo, oltre al Chromebook, anche un caricatore Type-C, un adattatore Type-C a HDMI e una e-pen per prendere appunti, disegnare e così via.

Chromebook Flip C436 da un punto di vista di industrial design e qualità costruttiva insomma ci ha impressionato favorevolmente. Buono lo schermo, assai soddisfacente l’audio harman / kardon sebbene al livello massimo ci sia un po’ di distorsione. Forse lo schermo ha una rifinitura un pochino troppo riflettente ma è un problema solo se lo usiamo alla luce diretta del sole (auguri a vederci qualcosa in ogni caso) oppure se lo guardiamo dai lati.

Disponibile in due colori

Tutto bene insomma?

Asus ha fatto i compitini come si deve nel costruire questo Chromebook, senza dubbio. Grazie all’uso di ChromeOS è possibile ottenere fino a 12 ore d’autonomia (stando ad Asus, in realtà non abbiamo ottenuto così tanto) grazie alle 3 celle da 42Wh e il caricatore da 45W è piuttosto rapido nel ricaricarle. In realtà, come sempre nel caso dei Chromebook, la criticità sta nel sistema operativo. ChromeOS altro non è che Android ma un filino modificato per adattarsi al form factor di un laptop. Questo significa che potremo installare quasi tutte le applicazioni pensate per smartphone (anche se, curiosamente, YouTube è solo presente all’interno del browser Chrome e non come app dedicata). Le app produttive come Word, Outlook ed Excel funzionano egregiamente, visto che nativamente supportano diverse configurazioni del display. Vista l’indubbia potenza sotto il cofano, anche i giochi disponibili sul Play Store non hanno alcun problema di performances, a patto che supportino un gamepad o la combo mouse e tastiera (ma dovrete procurarvi uno hub USB Type-C probabilmente, oppure usare un mouse Bluetooth). Per sfizio abbiamo fatto un test Geekbench 4 ottenendo un rispettabilissimo 4302 punti single-core e 12640 punti multi-core, di certo la potenza non manca, specialmente rispetto ad altri device Android, ehm, pardon, ChromeOS. Navigare su internet, con diverse tab aperte, è un piacere: non ci sono rallentamenti o tentennamenti da parte del sistema. Anche con diverse app aperte, Spotify, Chrome, Outlook, Word le cose sono sempre andate lisce.

Tutto bene insomma? Beh, dipende. Se acquistiamo un device del genere, il cui prezzo non è propriamente a buon mercato, ci ritroveremo tra le mani un laptop di discreta potenza e potenzialità. Il problema, a nostro modo di vedere, è ChromeOS. Una versione glorificata di Android che non offre la stessa versatilità di Windows 10, OSX, Linux o, diamine, nemmeno di iPad OS. La navigazione tra la home e la lista delle app è un po’ strana, o usiamo lo schermo touch, o premiamo il tasto home sullo schermo col mouse oppure spostiamo il puntatore sulla taskbar e con due dita muoviamo verso l’alto, per poi però immediatamente dover puntare verso il basso per scorrere le app installate (perché, invece, non permettere di continuare verso l’alto e basta? È più naturale!). Per quanto riguarda poi la produttività, dipende interamente dal supporto delle singole app, specialmente se ci lanciamo nel multitask. Outlook per esempio a schermo intero assomiglia alla sua controparte desktop, ma se decidiamo di ridurlo in finestra prende la classica forma e layout che avrebbe su qualsiasi smarphone anche se, a dirla tutta, possiamo sempre snapparlo a destra e sinistra in modo che prenda metà esatta dello schermo. Altre app, come ad esempio Instagram, semplicemente si aprono con la dimensione da smartphone e mettendo due enormi bande nere sui lati. Insomma, il supporto è inconsistente: a volte avremo fortuna, altre volte invece no.
Il nocciolo della questione è solamente questo: cosa dobbiamo fare con questo device? Se la risposta è usare principalmente servizi web via Chrome, il problema quasi non si pone, qualsiasi device va bene. Anche se dobbiamo usare le applicazioni Office, nessun problema. Se invece ci serve un vero laptop tuttofare, con la possibilità di installare programmi creati per un ambiente desktop “tradizionale” è dura consigliarvelo. Saremo old fashion qua su Joypad ma l’idea di avere un portatile che non funziona come un portatile è dura da digerire.

Bottom line

Chromebook Flip C436 è un device solido e performante. Dalla sua ha l’eccellente qualità costruttiva, il design professionale e minimalista e performances davvero impressionanti per un device ChromeOS. Contro ha la durata della batteria, che non si avvicina alle 12 ore annunciate da Asus e beh, ChromeOS. Un sistema operativo ibrido che ha il retrogusto del compromesso in quasi ogni campo. Sarebbe stato davvero ottimo poter fare un vero dual boot con una distro linux in modo semplice ed intuitivo.

Ci piace

  • Qualità costruttiva e materiali
  • Potenza
  • Design

Non ci piace

  • ChromeOS - non per tutti
  • Autonomia non stellare
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad. Appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

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