Alita: Angelo della Battaglia

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Alita: Angelo della Battaglia

Di nuovo un film sci-fi tratto da un manga. Sembra proprio che Hollywood abbia finalmente scoperto quando si tratta di mondi cyberpunk post apocalittici, il Giappone ha tantissimo da dire. Dopo il remake di Ghost in the Shell ora arriva nelle sale anche Alita. Partorito dalla mente di Yukito Kishiro nel 1990, il manga Alita l’angelo della battaglia è uno di quelli che ha segnato il genere. Forse non quanto Akira (a quando nelle sale?) ma comunque è da considerarsi assolutamente una delle opere più interessanti del genere. Tant’è che, ancora oggi, la serie prosegue con Alita: Mars Chronicle. Ma passiamo al film nelle sale della Svizzera italiana!

Cyborg senza passato

Il film prodotto da James Cameron e Robert Rodriguez ed interpretato da Rosa Salazar inizia con il più classico dei cliché fantascientifici-futuristici (ma è giusto accusare Alita di iniziare con un cliché o sono altri ad aver ripreso l’idea all’eccesso?): Iron City una città composta da spazzatura, rovine e decadenza creatasi attorno a Zalem, una metropoli sospesa nel cielo. Nell’inarrivabile città tra le nuvole gli abitanti vivono nel lusso e nell’agiatezza mentre il resto dell’umanità è costretta a vivere di rifiuti. In questo mondo brutale, ove la legge si accontenta di pagare dei cacciatori di taglie per uccidere i criminali, vive il professor Daisuke Ido (Christoph Waltz).

Ido è una sorta di medico, specializzato nella manutenzione e nella creazione di ibridi tra umani e cyborg. Una situazione che è praticamente la norma, in cui uomini e donne hanno regolarmente arti bionici o addirittura ogni parte del corpo sostituita rimpiazzata da parti meccaniche, salvo per il cervello. Dal momento che le risorse sono scarse, Ido, come tanti altri, è costretto a cercare nei rifiuti di Zalem le parti di ricambio di cui ha bisogno. Ed è proprio così che si imbatte nei resti di una cyborg di cui restano solamente testa e busto. Una breve analisi rivela all’uomo che il cervello umano contenuto nel cranio cibernetico è ancora vivo. L’uomo non ci pensa due volte e, grazie alla sua maestria, riesce non solo a salvare il cervello della giovane ma anche a riattaccarlo ad un corpo. È così che Alita viene riportata alla vita, una giovane curiosa e entusiasta senza alcuna memoria del suo passato. Durante i 122 minuti di film assisteremo alla scoperta, poco a poco, del passato di Alita mentre un’antica battaglia contro Zalem si farà sempre più personale.

Cyborg senz’anima?

Il rischio, con un adattamento del genere, è di produrre un film senz’anima, una mera accozzaglia di CGI ed esplosioni american style per fare più soldi possibili. È successo in passato, succederà senza dubbio ancora in futuro. Basandosi si un manga lungo e complesso come l’opera di Kishiro, un’opera dallo story telling tipicamente giapponese (piuttosto diverso quindi dallo stile occidentale), il rischio era ancora più grande. Rodriguez però riesce, tutto sommato, a condensare tutto quanto in un film che ha un ritmo piuttosto frenetico ma che non si risparmia quasi niente. Troviamo azione, romanticismo, amore platonico e anche una riflessione sul cosa significa essere cyborg e il rapporto tra l’essere composti di parti meccaniche e il sentirsi abbastanza umani.

Il film funziona bene, ci lascia relativamente poche domande e a parte un notevole buco narrativo all’inizio (ma non vogliamo spolierare nulla) e un gigantesco cliffhanger finale, è decisamente godibile. Il merito più che alla computer grafica va però alla storia, adattata sufficientemente bene e profondamente umana in cui in fin dei conti il lato cyberpunk passa in secondo piano. Certo, se poi il film vi piace è praticamente obbligatorio recupere manga e OAV perché molto dell’originale è andato perduto nella trasposizione cinematografica (come sempre d’altronde).

Alita: Angelo della Battaglia ci è piaciuto e non vediamo l’ora del sequel, perché di cose in sospeso ce ne sono davvero troppe per ora.

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.