Age of Empires IV

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Age of Empires IV

Age of Empires è un famoso brand di Microsoft che deve il suo nome nei primi anni del 2000, quando l’allora episodio II approdava su PC Windows ed ebbe un successo smisurato fra gli utenti dell’epoca, compreso lo scrivente. Age of Empires è una serie che nasce nel 1997, sempre su PC Windows, di stampo strategico in tempo reale con ambientazione prevalentemente storica e realistica, sviluppati dall’allora Ensemble Studios e pubblicati da Microsoft. Il quarto capitolo di Age of Empires, dopo molti anni dal predecessore (ben 16), fu mostrato lo scorso aprile ed è sviluppato da Relic Entertainment e World’s Edge, pubblicato da Xbox Game Studios in arrivo il prossimo 28 ottobre 2021. Il quarto capitolo è un erede spirituale di tutti i passati titoli, in particolar modo del secondo, il quale ha catturato il maggior successo. L’ambientazione è prevalentemente quella medioevale (alto e basso medioevo) diviso per ere (Alto Medioevo, Età feudale, Età dei castelli, Età imperiale), con novità inedite atte a rendere l’esperienza più realistica possibile.

Age of Empires IV propone dunque uno stile di gameplay classico per il genere, fondando la strategia nella costruzione di basi per la popolazione, milizia per i combattimenti e autosostentamento raccogliendo le varie risorse sulla mappa. Non manca inoltre la campagna principale, che occupa il giocatore in diverse epoche storiche saltando da battaglie comandate dagli allora britannici per poi passare nei panni di Re francesi alla conquista di nuove terre. Il giocatore si sente letteralmente trasportato nel mondo del passato, passando da un’ambientazione dell’Alto medioevo assistendo ad eventi che portano sino al Basso Medioevo, epoche la cui strategia di combattimento è profondamente differente.  L’operazione nostalgica unita alla rivisitazione classica rende davvero piacevole l’esperienza, in particolar modo per i giocatori di vecchia data come il sottoscritto e quindi di una certa età. Il team di sviluppo, sotto molti elementi di gameplay, ha sicuramente giocato sicuro senza modificare la canonica formula di battaglia, di raccolta e costruzione della civiltà. L’esperienza è dunque molto simile a quella che già offre Age of Empires 2 Definitive Edition, con una maggior attenzione al tutorial, alle cutscene e alla qualità visiva del prodotto.

Pertanto, non vi sono modifiche sostanziali su come procedere con la raccolta delle risorse: dagli alimenti, che sia piantare un campo di grano, cacciare animali o raccogliere bacche, così come all’estrazione del legno, del ferro e dell’oro, anch’esse rimaste immutate. Le battaglie seguono la formula sasso-carta-forbice, tradotto in altri termini fra lance, cavalleria e archi, e sfruttarli strategicamente a nostro vantaggio in una partita contro il PC o amici online. La scelta dello stile di combattimento non si basa solo sulla semplice regola, ognuno ha una propria strategia d’attacco. C’è chi predilige una rapida incursione per uccidere alcuni abitanti dell’avversario rallentando l’economia del medesimo, piuttosto che procedere con uno scontro diretto contro l’intera civiltà avversaria. Chi invece ha un approccio difensivo e riempie la mappa di mura e strutture difensive, sviluppando artiglieria moderna come cannoni e torri da combattimento atti a rallentare qualsivoglia impugnativa nemica.

Particolari, inoltre, le mappe di battaglia semi-casuali, che permettono al giocatore una personalizzazione quasi completa, tra cui il bioma – ovvero definendo i colori, i tipi di alberi e altri dettagli, dal terrendo più montagnoso e temperato europeo alle steppe asiatiche della taiga – oltre a uno specifico layout. Ogni mappa e personalizzazione nasconde diverse strategie e tattiche da tenere in considerazione, in primis la presenza di materiale e risorse atte a crescere l’economia della propria civiltà, obbligando il giocatore ad amministrare diligentemente le proprie risorse.  Vi sono quindi mappe molto aperte con un sacco di foreste che nascondono, ad esempio, una civiltà nel mezzo e che incoraggia i nemici ad attaccare da ogni fronte, obbligando il giocatore del centro a creare una fortezza inespugnabile. Oppure, vi sono mappe sviluppate in altezza che favoriscono alcune civiltà in confronto ad altre. Nel complesso, dunque, vi è una grande varietà di campi di battaglia ben progettati e personalizzabili. E quando si pensava che le battaglie navali fossero una grande assenza, l’introduzione di mappe a “isola” pone, invece, una sorta di posizionamento alternativo che sopperisce l’assenza di tali battaglie aprendo, in un certo senso, nuove interessanti strategie. Beninteso, ciò non sostituisce un editor mappe completo che è, in questo capitolo, una delle più grandi assenze, che però non sembra essere esclusa da futuri aggiornamenti o mod ufficiali da applicare al software.  In tal senso la software house non ha smentito nulla, se non confermato l’arrivo delle mod che permetteranno di apportare modifiche sostanziali al gioco.

Per sei delle otto fazioni giocabili (ovvero francesi, Sacro Romano Impero, Granducato di Mosca, Inglesi, Dinastia Abbaside, Sultanato di Dehli, Mongoli e Cinesi) non vi sono particolari novità in confronto al passato. Ogni fazione lotta e avanza a seconda dei propri punti forti e peculiarità, nonché tecnologie uniche.  Se i cinesi traggono la loro ricchezza grazie ai funzionari imperiali, la Dinastia Abbaside sono in grado di erigere la Casa della conoscenza di Baghdad propiziandoli come leader della tecnologia garantendo altresì la resistenza al fuoco alle strutture limitrofi. I Mongoli, invece, è una forza temibile e particolarmente nomade con la capacità di spostare le proprie basi e costruiscono edifici unici, come l’Ovoo, una miniera di pietre. Tuttavia, ciò ha un prezzo, ovvero le risorse. I Russi sono anch’essi una bella novità per il genere e si concentrano sul dominare le terre selvagge con piccoli avamposti piuttosto che avere un nucleo urbano denso e pesantemente difeso.

Riguardo al singolo giocatore, ovvero la modalità campagna, Age of Empires IV presenta al lancio ben 40 missioni assai longeve che impegneranno il giocatore nell’affrontare le vicende storiche del passato. Le prime due campagne, protagonisti sono gli inglesi contro i francesi nelle famose invasioni normanne, dopodiché la staffetta passa ai francesi contro gli inglesi nella Guerra dei cent’anni. Avvincenti sono inoltre le campagne con protagonista l’impero mongolo e il Ducato di Mosca, nei quali vi sono molti obbiettivi interessanti immergendo il giocatore in famosi flashback storici di quel periodo. Al completamento della campagna il giocatore sbloccherà mini-documentari live-action per ogni scenario su qualsiasi tematica, come la costruzione di un arco composito o la musica popolare mongola tradizionale.

Quanto sin qui descritto si tratta, in confronto al passato, di modeste revisioni e ritocchi che non rende Age of Empires IV un capitolo inedito e particolarmente innovatore. Basti pensare che le innovazioni in ambito di campagna, tutorial e civiltà potevo esistere anche in passato, in quanto non richiedono un’elaborazione tecnica particolare. Non che quanto appena descritto sia necessariamente un difetto, anzi. In sostanza si sperava tuttavia che la Xbox Game Studios osasse di più. In particolar modo, sul fronte grafico le impostazioni maxate non rivelano una cosmesi pazzesca, in particolar modo quando si modifica la prospettiva à la Total War. Le proporzioni e i dettagli sono poco accurati, non rendendo il prodotto “graficamente avanzato” che spetterebbe a uno dei capostipiti del genere. Pur giocando con una semplice 2070 mobile, la grafica è stata settata dallo scrivente a dettagli massimi e senza andare al di sotto dei 60 fps; tuttavia, non nascondiamo che avremmo voluto vedere maggiore cura nell’estetica. Considerato infatti il publisher (Xbox Game Studios) ci si aspettava di conseguenza un maggiore investimento in questo senso. Le novità tecniche, come la possibilità di nascondere le truppe nelle foreste, sono sicuramente ben apprezzate, ma poteva chiaramente essere introdotta anche in passato e non richiede un gran dispendio di risorse. Nessuna novità, inoltre, per quanto riguarda l’esplorazione e la selezione delle unità. Pur introducendo delle “shortcuts” applicabili sulle unità di medesima natura (doppio click per selezionare tutte le stesse unità, facilmente accessibili con un tasto fissato sulla sinistra), la selezione della stessa è rimasta pressocché invariata. Da una parte vi è qualche comando più comodo, ma non vi sono differenze sostanziali da Age of Empires II e III in merito al controllo mouse/tastiera. Sul fronte intelligenza artificiale, non ci ha stupito più di quel tanto. L’AI delle truppe spesso si è resa inefficace. In altre parole, la cavalleria spesso si sposta senza una meta avanti e indietro nel caso di macerie sul proprio cammino, gli esploratori cavalcano attraverso una foresta invece di aggirarla, milizia e cavalieri che si concentrano su un’unica unità piuttosto che attaccare le armi d’assedio nemiche, gli arcieri che si focalizzano ad abbattere inefficacemente una torre quando c’è una battaglia cruciale che imperversa nelle vicinanze. In breve, il giocatore deve sempre tenere sotto controllo tutte le truppe d’assedio, al fine di decidere il livello tattico e senza potersi affidare alla volontà digitale delle stesse.

Sul fronte tecnico-sonoro Xbox Game Studios non delude e sono ottimi su tutta la linea. La colonna sonora, gli effetti, le melodie di sottofondo e gli strumenti tradizionali evocano esattamente lo spirito di ogni civiltà e richiama chiaramente lo stile di Age of Empires. Si inizia, spesso, con melodie semplici fino a colonne sonore epiche man mano che si avanza nelle ere e nelle epoche. Le voci delle unità sono state invece nelle lingue native delle loro culture storiche, comprese alcune che non sono più parlate al mondo d’oggi. In particolar modo, le unità inglesi parlano soprattutto un incomprensibile inglese antico nella prima epoca, che gradualmente si evolve attraverso l’inglese medio e alla fine arriva all’inglese moderno dei tempi di Shakespeare. Si tratta di dettagli che sono molto apprezzati durante il corso della campagna o della semplice partita su mappa.

Concludendo, Age of Empires 4 è stato ricamato su contenuti solidi e un gameplay sicuro/tradizionale riprendendo egregiamente gli elementi positivi dei capitoli passati. Molto apprezzate le nuove campagne espansive e le nuove peculiari fazioni, come i Mongoli o il Ducato di Mosca, pur tuttavia essendo quasi fin troppo ancorato al passato ed offrendo un AI delle unità che non rispecchia le potenzialità delle capacità tecniche di questi anni.  Per un titolo nato su PC nel 2021, ci si sarebbe però aspettato qualcosa di più nel comparto tecnico, in particolar modo grafica e intelligenza artificiale delle unità. Seppur nel complesso è un buon titolo, forse Relic Entertainment poteva certamente osare di più. Anche vero che, come è bene innovare, è anche un bene mantenere una formula che funziona, ciò non impone dunque un cambiamento epocale per il brand, il quale basa il suo successo sui titoli del passato.

Ci piace

  • Ottimo sia da giocore in singolo che in multigiocatore
  • Le nuove campagne sono strutturate bene
  • Mappe versatili ed eterogenee...

Non ci piace

  • ...ma sul comparto tecnico ci si aspettava di più
  • sotto certi aspetti molto conservativo
5

Scritto da : Pusti

Avvocato, sportivo e gaymer. Tra le varie passioni e attività, quella relativa ai videogiochi e al divertimento ludico da tavolo (boardgame) è intramontabile. Fedele al marchio Nintendo, giocatore su PC e amante del VR senza fili (Oculus Quest), Pusti è uno degli storici redattori di Joypad.ch

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