Age of Empires: Definitive Edition

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Age of Empires: Definitive Edition

Possiamo affermare con relativa sicurezza che Age of Empires è stato uno dei giochi della gioventù di molti trentenni di oggi. I pomeriggi passati a costruire imperi, conquistare territori, scrivere furiosamente cheat codes nella chat del gioco quando le cose si facevano troppo ingestibili. Non a caso Microsoft ha lanciato Age of Empires: Definitive Edition come una vera e propria operazione nostalgia, con tanto di scandaloso party zeppo di gamer con la sbronza triste alla Gamescom 2017 (seriamente, non andate a vedere quel video). Parliamo del gioco, si?

Whololo!

Correva l’anno 1997 ed Ensemble Studios pubblicava un RTS destinato a fare la storia. Age of Empires era vasto, complesso, divertente e dava un’assuefazione mica da ridere. Dotato di una campagna decisamente vasta, che portava il giocatore a fare la conoscenza di Greci, Romani, Ittiti, Samurai, Babilonesi… il tutto condito da una certa accuratezza storica che quasi riusciva a farsi passare per “sto studiando storia”. Age of Empires aveva dalla sua la semplicità e l’immediatezza che faceva difetto ad altri RTS dell’epoca. Accessibile a sufficienza da non essere frustrante ma profondo abbastanza da offrire ore ed ore di divertimento. Divertimento che, i più temerari, potevano addirittura portare online giocando via modem 56k o, i più fortunati, con un modem ISDN. Bei tempi! La Definitive Edition, uscita su PC in esclusiva sul Microsoft Store era quindi piuttosto attesa da molti.

Age of Empires è, dicevamo, un RTS. A mano a mano che ci facciamo strada per le varie campagne, cominciando da quella tutorial “L’ascesa dell’Egitto”, spaziamo tra diverse età, tutte contraddistinte da diversi livelli di sviluppo umano. Dai primi raccoglitori e cacciatori dell’età della pietra alle complesse strutture dell’impero romano. Age of Empires è sempre contraddistinto da un buon sentimento di progressione, una vera e propria fondamenta di questo gioco (e, per estensione, di tutto il genere). La Definitive Edition ripropone tutte le campagne originarie e ne aggiunge una, intitolata “La prima guerra punica”. Fortunatamente sono state incluse anche tutte le campagne dell’espansione Age of Empires: The Rise of Rome uscita nel 1998.

Pepperoni pizza

Per quanto riguarda il gameplay, Age of Empires: DE non cambia di una virgola rispetto a 20 anni fa. Stesso gameplay, stesso feeling e, purtroppo, stesse limitazioni. Gli sviluppatori di Forgotten Empires si sono chiaramente trovati a dover fare una scelta durante lo sviluppo di questo remaster: offrire il gameplay originale o limare certe imperfezioni. La scelta è stata la prima visto certe meccaniche e comportamenti di gioco. La più importante è sicuramente legata al pathfinding delle unità. Capiterà spesso che per andare da un punto A ad un punto B le unità in gioco (sia nostre che nemiche) faranno dei giri assolutamente insensati e più lunghi del necessario. Un difetto che magari nel 1997 poteva anche essere scusato ma che oggi semplicemente poteva e, a nostro avviso doveva, essere sistemato. Anche l’IA è rimasta sostanzialmente invariata, costringendo il giocatore ad occuparsi delle singole unità con una certa attenzione. Per come si comportano infatti, esse normalmente attaccano un nemico in zona e poi semplicemente smettono di muoversi quando il pericolo è finito. Il fatto è che o si allontanano troppo dal campo del giocatore oppure smettono di combattere quando, a poca distanza, altre unità sono impegnate in combattimento. Per farle muovere ed agire in modo coerente dovremo quindi avere sempre un occhio ovunque e intervenire spesso e volentieri.

Big daddy

Anche nel comparto tecnico, Age of Empires: Definitive Edition non innova poi tanto. Anzi, in realtà il lavoro profuso da questo punto di vista lascia un po’ l’amaro in bocca. Il motore di gioco è rimasto quello originale, il che permette sicuramente di ottenere un’esperienza più simile all’originale ma che dall’altro lato mostra il fianco da un punto di vista visivo. Animazioni essenziali, dettagli del terreno scarsi e semplicemente una presentazione grafica che al giorno d’oggi definirla retro è un complimento. Se poi facciamo i furbetti e utilizziamo qualche unità segreta (come il big daddy) ci ritroveremo con gli stessi identici modelli di 20 anni fa. Abbiamo anche scoperto con disappunto che i video originali della campagna sono stati eliminati e sostituiti con dei semplici testi a schermo. Un altro segnale di come questa conversione sia stata fin troppo pigra.

Supporta anche risoluzioni poco convenzionali!

Coinage

Age of Empires Definitive Edition ripropone varie modalità multiplayer. Si può infatti giocare sia in multiplayer online creando partite sia pubbliche che private oppure, e ne siamo molto felici, giocando in modalità LAN. A dipendenza del nostro grado di ossessione per questo gioco potremo quindi proseguire all’infinito con partite casuali o definite nei minimi particolari da parte dei giocatori. Sapete, oltre alle 30 orette di campagna single player. E non dimentichiamo nemmeno che c’è un editor di livelli e campagne, che ci permette di creare avventure e zone di battaglia praticamente all’infinito.

Woodstock

Age of Empires: Definitive Edition è una remaster un po’ a metà. Si poteva fare molto di più a livello grafico e per adattare (anzi, per limare) il gameplay. Tuttavia è venduto ad un prezzo budget e ha il pregio di riportarci indietro di una ventina d’anni. Se siete stati dei fan a suo tempo, vi troverete immediatamente a casa. Se invece siete giocatori un po’ più giovani, sappiate che è un gioco d’altri tempi e che ha bisogno di un po’ di tempo per essere capito ed apprezzato.

 

Ci piace

  • È Age of Empires
  • Editor dei livelli
  • Supporto a partite LAN

Non ci piace

  • Pathfinding
  • IA
  • Grafica
4.75
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.