Acer Predator Orion 5000 (P06-610)

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Acer Predator Orion 5000 (P06-610)

Mettere sul mercato un PC desktop da gaming non dev’essere una missione semplice. Da un lato, se sei una grande azienda come Acer devi soddisfare le aspettative dei tuoi clienti con un prodotto basato sulle ultime tecnologie. Dall’altro, devi massimizzare il tuo profitto. Su questa difficile strada si è mossa appunto Acer con Predator Orion 5000. Diamo un’occhiata?

Pacchetto completo

Predator Orion 5000 non è un singolo SKU, sotto questo nome ci sono diverse configurazioni, tra cui dual RTX 2080 in SLI ma anche modelli meno finanziariamente impegnativi come quello dotato di GPU GTX 1070. Dal momento che è impossibile parlare di tutti quanti, ci concentreremo su quello che abbiamo ricevuto in redazione. Il “nostro” Orion 5000 è dotato di specifiche tecniche degne di nota: processore Intel Core i7 8700K (8th Gen), 16GB di RAM DDR4-2666MHz, una già citata GeForce RTX2080 (di brand ignoto anche se un programma l’ha riconosciuta come “Sapphire RTX2080”, qualsiasi cosa significhi). Troviamo anche un SSD per il sistema operativo da 500GB e uno meccanico da 2TB. Ora, per quanto riguarda lo storage, abbiamo qualche perplessità sulla configurazione. Il disco da 2TB era inizialmente non formattato, inutilizzabile finché non l’abbiamo preparato all’uso. In seguito, lo storage rapito è separato nel drive di sistema e in un’altra partizione da 250GB circa chiamato “Data”, che possiamo usare a piacimento. Non sappiamo se nelle intenzioni di Acer c’era la volontà di fornire almeno una parte di spazio d’archiviazione più veloce e lasciare il drive meccanico per l’archiviazione di documenti. Non è un problema se siamo degli utenti smaliziati e capaci ma per qualcuno che vuole un PC preassemblato senza stranezze per giocare, beh, è una scelta un po’ incomprensibile. Ma andiamo avanti. Tra le componenti troviamo ancora un lettore/masterizzatore DVD (sempre più rari al giorno d’oggi). La connettività è molto buona: 8 porte USB, di cui 7 USB 3.0 Type-A, altre 4 USB 2.0, una USB 3.1 Type-C (non Thunderbolt 3 però). C’è anche connettività WiFi, Bluetooth, LAN 1Gbps. Nella confezione troviamo anche una tastiera e un mouse che, sebbene non siano stellari (in particolare il mouse) sono una buona aggiunta per iniziare a giocare e poi, in seguito se caso, sostituire con altre periferiche. In generale è comunque difficile lamentarsi della configurazione scelta da Acer che ci posiziona tranquillamente in una macchina da gioco che non disdegna flirtare con il 4K più che il semplice FullHD.

Parlando di PC desktop, dobbiamo per forza parlare di design, utilizzo degli spazi e di intelligenza nel design. Acer ha deciso di alleggerire il design dei suoi case, passando a qualcosa di meno customizzato di quanto visto in passato. Questo Orion 5000 ha un design meno stravagante pur mantenendo una sua identità. Il frontale del case è illuminato da due accenti blu e dalle due ventole che aspirano l’aria verso l’interno. Troviamo, dietro uno sportellino di plastica, l’accesso al lettore DVD mentre sopra, assieme all’I/O frontale (3 USB, 1 Type-C, microfono e cuffie) c’è una maniglia per trasportare il case in modo più o meno comodo (è comunque un PC piuttosto pesantuccio). Sul fianco sinistro troviamo una finestra di plastica che, dietro una mesh romboidale, rivela l’interno del PC. Immediatamente visibile, oltre alle 2 ventole davanti e quella sul retro, la GPU e la sua scritta vedre GeForce RTX, in uno stile che ci ricorda le Founders Edition. Bragging rights per la GPU immediatamente visibili. All’esterno troviamo ancora due braccetti retrattili, sui due lati frontali del case, per appendere le cuffie. Non ci appenderemmo cuffie pesantissime, vista la fattura in plastica non particolarmente robusta, ma si tratta di un’aggiunta che strizza l’occhio a quei gamer che usano sempre le cuffie per giocare e parlare coi compagni di squadra.

Passiamo all’interno del case, ovvero dove possiamo scoprire se Acer ha scantonato a destra e sinistra per risparmiare sul prezzo finale. Di primo impatto, siamo piuttosto soddisfatti. Solo due viti ci separano dalla scheda madre e le varie componenti e siamo di fronte a componenti standard. In men che non si dica sarebbe possibile cambiare GPU, RAM, aggiungere o togliere componentistica. Notiamo però anche che il cable management lascia a desiderare, semplicemente nascosto in modo raffazzonato, contando sul fatto che la mesh plastica davanti alla finestra finirà per nasconderlo. Notiamo anche che la GPU è si una RTX 2080 ma non siamo assolutamente riusciti a capire chi sia il manifacturer mentre il raffreddamento della stessa potrebbe essere migliore, visto che si tratta di un “blower style” inutile in questo tipo di case. Un’altra stranezza è il sistema di canalizzazione dell’aria posto sul davanti: l’Air Guide. Sembra essere in sistema per convogliare parte dell’aria sul retro della scheda madre. Bizzarro ma se Acer ce l’ha messo, una sua utilità ci sarà pure. Proseguendo nel nostro tour non possiamo che biasimare la configurazione scelta per il raffreddamento della CPU. Assieme ad un dissipatore piuttosto massiccio (una buona cosa) Acer ha deciso di inserire una ventolina che, da sola, è capace di rovinarci la giornata. Non per il colore o per il suo aspetto particolarmente poco costoso ma piuttosto per la rumorosità. Si tratta di una ventola di dimensioni contenute che, vuoi per via del calore generato dall’i7 8700K, vuoi per la curva impostata da Acer per il raffreddamento, è semplicemente fastidiosa. Accadrà nei primi minuti di utilizzo del PC, nemmeno avremo lanciato un gioco: un jet. Quando poi lanciamo giochi impegnativi (o, se siamo pazzi, Aida64 – ci ritorneremo) questo maledetto pezzo di plastica farà un casino che ci costringerà a usare le cuffie per giocare. È incredibile come per risparmiare 15 dollari su una ventolina, Acer abbia seriamente rovinato l’esperienza utente finale. Il nostro consiglio è di cambiare IMMEDIATAMENTE questo pezzo di immondizia con una ventola per CPU di una marca seria, la vostra qualità di vita con Orion 5000 migliorerà sensibilmente! Tutto sommato però da un punto di vista hardware, c’è da star contenti. Acer ha fatto quasi tutte le scelte giuste, offrendo una buona upgradabilità del PC, usando una scheda madre ATX, un PSU sufficientemente potente (730 W), e componenti standard.

Performances

L’esperienza out of the box è quella di qualsiasi PC Windows standard: un pomeriggio intero a scaricare e installare aggiornamenti di Windows (in particolare l’update 1809 che abilita il ray tracing per i giochi!). Un’altra buona cosa è che il software indesiderato è ridotto al minimo: solo qualche giochino idiota dal Windows Store e poco altro. Troveremo anche qualche utility realmente utile, per aggiornare drivers vari di sistema. Una volta installato tutto quanto saremo finalmente pronti a giocare.

Trattandosi di un sistema praticamente “standard” senza stranezze, abbiamo deciso di far girare qualche bench sintetico prima di passare a qualche gioco, giusto per confermare le performance dell’accoppiata i7 8700K e RTX 2080 – tra un processore 6c/12t e una GPU di questa caratura, ci aspettiamo buone performances. Ma prima di tutto, un giretto su Aida64 per valutare se il rumorosissimo ventolino della CPU è in grado, almeno, di mantenere il processore al di sotto del thermal throttling.

Come potete vedere, la risposta è purtroppo negativa. Nonostante il rumore, la soluzione di raffreddamento è semplicemente inadeguata a sostenere le frequenze di boost del processore, scalando di media tra il 12 e il 15% con alcuni core che arrivano tranquillamente ai 100 gradi centigradi. Ovviamente un gioco non andrà ad utilizzare ogni singolo core al massimo come il test di Aida64 ma rimane comunque inaccettabile e un motivo in più per chiunque per sostituire il sistema di raffreddamento di questo PC – specialmente se oltre al gaming facciamo altre task CPU-intensive come rendering video.

Passiamo ai bechmark video. Iniziamo dalla suite 3DMark e dal test TimeSpy. Col preset 1080p otteniamo 9’705 punti mentre col test in 4K arriviamo a 9600. Due risultati che piazzano questo Orion 5000 comodamente (e nettamente) al di sopra dei 6733 punti necessari per ottenere la “certificazione” 4K Gaming PC. Per quanto riguarda 3DMark insomma, stiamo in una botte di ferro. Abbiamo fatto anche il test Port Royal, che serve a valutare le performance ray tracing, ottenendo 5601 punti. Per mettere questa cifra in prospettiva, abbiamo fatto lo stesso test sul nostro PC della redazione, equipaggiato di RTX 2080 Ti, ottenendo 8068 punti – uno scarto di circa il 40% in favore dell’ammiraglia di Nvidia. Non spaventatevi comunque, si tratta di una cifra nella media per un PC con le specifiche di questo Orion 5000 senza overclock o accorgimenti particolari. Abbiamo fatto qualche run anche a Unigine Superposition ottenendo 6499 in 1080p Extreme e 8419 in 4K Optimized: risultati in linea con le aspettative.

Passiamo ai giochi. Avremmo voluto mettere alla prova Shadow of the Tomb Raider ma per qualche motivo il gioco si è categoricamente rifiutato di partire sull’Orion 5000. Siamo allora passati a Rise of the Tomb Raider ottenendo, con l’impostazione ultra, DX12 a 1080p una media di 60 fps spaccata, con massime fino a 68,8 e minime a 49,9 (in una rarissima occasione) per quanto riguarda la valle geotermica (notoriamente un’ambientazione pesante). Anche gli altri due test hanno rilevato una media di circa 60 fps. Abbiamo poi provato Doom, con tutti i dettagli ultra, 1080p e Vulkan ottenendo una media di 200 fps fissi, decisamente il gioco di id Software comincia a non essere più attuale per fare dei test! Siamo passati allora ad un gioco recente, basato su un motore piuttosto goloso, specialmente quando attiviamo il ray tracing per l’illuminazione globale: Metro Exodus. Dapprima abbiamo provato 1080p Extreme senza RTX o DLSS ottenendo una media di 44.12 fps (al 99esimo percentile) – lontani dai 60 fps ma soddisfacente. Con RTX attivo (high) e dettagli Ultra, una bella sorpresa: 65.23 fps di media e una massima di addirittura 101! Dati che possiamo mettere in prospettiva con le stesse impostazioni di gioco ma con RTX spento: 76.48 fps di media e una massima di oltre 121. Insomma, se siamo ragionevoli con le nostre richieste a questo Orion 5000 (e con ragionevoli intendiamo Ultra e RTX alto), saremo al di sopra della soglia psicologica dei 60 fps in uno dei giochi più complessi di inizio 2019. Niente male!

Conclusioni

Arriviamo alla fine della nostra recensione. Questo modello di Orion 5000 costa, al momento, 3280 CHF. Un prezzo importante che viene comunque giustificato in gran parte dalla componentistica scelta da Acer. A questo prezzo otteniamo un PC in grado di fornire performances degne di nota. Certo, poi nonostante la scelta di un processore della serie K (overclockabile), non possiamo agire su nessuna impostazione nella bios, perché non ci sono i controlli – dovremo usare il software desktop. Al contempo – lo ripetiamo – il raffreddamento della CPU è semplicemente un disastro che, anche se facilmente sistemabile, va contro l’idea di acquistare un PC prefabbricato senza doversi preoccupare di mettere mano ad un cacciavite. Insomma, Orion 5000 ci sembra andare nella buona direzione per moltissimi motivi e nella direzione sbagliata per un singolo, tanto piccolo quanto fastidioso, problema.

Ci piace

  • Potente
  • Design
  • Mouse e tastiera inclusi

Non ci piace

  • Cooling CPU
  • Scheda madre proprietaria
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.