A Year Of Rain

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A Year Of Rain

Un nuovo titolo si aggiunge alla costellazione sempre più ampia di titoli che Daedalic Entertainment sforna di quando in quando, stavolta fruibile con accesso anticipato su Steam. In un periodo dell’anno come questo, mai titolo fu più azzeccato: A Year Of Rain è l’ultimo RTS MOBA sfornato dalla fucina difficilmente inattiva di uno studio che conosciamo già, avendo alle spalle titoli come The Great Perhaps, The Pillars of the Earth, Deponia o la serie di Edna&Harvey; una firma apposta su titoli di una certa notorietà nelle nostre librerie digitali, ma quale sorte toccherà a questo nuovo prodotto? Quanto si distanzierà o si avvicinerà alle altre produzioni?

Uomini, zombie e reietti

A Year Of Rain è un gioco che non sarà caratterizzato da una narrazione enfatica o da una storia particolare che ne costituisca lo scheletro, poiché verremo scaraventati sin dagli esordi nel pieno del combattimento di un’arena fatta di terra, fiumi e foreste, una serie di ambientazioni decisamente attraenti e originali, ben curate nei loro dettagli. Come abbiamo appena accennato, si tratta di un genere piuttosto diverso da quelli in cui ci siamo imbattuti ultimamente nelle produzioni del team, e che si pone quindi come una bella sfida che accettiamo con curiosità. Se le modalità di gioco sono diverse, partiamo dalla storia alla base di questo titolo, per avere una visione globale di insieme di quanto ci attende: diventiamo parte di questo mondo in qualità di membri della casa Rupah, nella quale Lord Jaidee Rupah ha i suoi vassalli, pronti a partire verso le terre del Sud e porre fine alla guerra che attanaglia il territorio.

Durante il gioco potremo accedere ai vari edifici, anche dopo averli costruiti, cliccando su di essi con il mouse o con scorciatoie per la costruzione da parte dei lavoratori che avremo a nostra disposizione. Ogni modalità è però concepita a partire da squadre composte da due persone, dove il secondo giocatore può essere un’altra persona o semplicemente l’IA. Conosciamo però più da vicino le 3 razze in cui si distinguono le opzioni a nostra disposizione, soprattutto nella modalità battaglia: come citato poc’anzi, la casa Rupah rappresenta un vero e proprio regno di umani, elfi e nani. La casa è affiancata dai non morti, ossia creature morte e grottesche viventi e dai reietti, un popolo nomade composto da diverse razze animali e altre creature. Ognuno di questi popoli vanta 3 eroi, varie unità e degli edifici, tutti diversi nelle caratteristiche fisiche e “grafiche”, ma non tanto nel loro funzionamento e nei compiti che dovranno svolgere.

Niente di nuovo sotto il sole

Il parallelo immediato che possiamo fare per darvi un’idea piuttosto precisa del gioco con cui abbiamo a che fare è chiaramente Warcraft, sia a livello di gameplay, sia per l’uso che viene fatto delle carte. Se è vero che all’inizio pensavamo che Daedalic avesse avuto una trovata originale per portare una ventata di aria nuova nella sua produzione, di fatto assistiamo a un ripercorrere strade già battute e note ai più. Se dovessimo guardare a una soluzione nuova qui proposta, si tratta della scelta di un ruolo sempre diverso all’inizio di ogni partita, con diversi parametri in termini di difesa, danno o guarigione.

Vi avvertiamo, i tempi di attesa saranno lunghi, non perché il software sia molto pesante, anzi. Vi è proprio un problema di caricamento che porta il gioco a girare con fatica sin dall’avvio, ma solo dopo una fase di “riscaldamento” il motore funzionerà abbastanza a dovere. Cominciamo allora la partita scegliendo tra la modalità Campagna, Skirmish (Schermaglia), Personalizzata e il Tutorial, ciascuna di queste suddivisa a sua volta in difficoltà basica e una più tosta, ciascuna delle quali può essere esperita in modalità online o offline; una volta fatto questo, dovremo stare a seguire i suggerimenti che il tutorial ci pone sullo schermo per imparare le basi di movimenti, attacchi e obiettivi del gioco. Peccato però che in questo caso la velocità a cui procedono i dialoghi saranno l’esatto opposto di quanto ci ha impiegato il gioco in fase di inizializzazione. Per questo faticheremo abbastanza a stare al passo con i suggerimenti, contando anche che non sono disponibili in italiano; dovremo quindi arrangiarci sperimentando direttamente sul campo e correndo il rischio di perderci qualche passaggio. Anche i movimenti nel gioco procedono sorprendentemente senza intoppi, oltre che godere dei risultati grafici dovuti all’uso di Unreal Engine, in grado di ricreare figure, edifici e paesaggi meravigliosi e dettagliati.

Raduniamo subito le truppe e partiamo alla volta dei nostri alleati, per unire le forze e combattere contro i nostri nemici in un MOBA che non prevede combattimenti a turni, croce e delizia per gran parte dei videogiocatori, ma un sistema molto più casuale nella scelta delle azioni da compiere in battaglia; anche il movimento di rifornimento e le truppe procedono davvero senza particolari intoppi. Il tutto viene accompagnato da una colonna sonora epica e dalla melodia coinvolgente, ma un orecchio abbastanza attento sa cogliere le sfumature parecchio simili a quelle del tema principale di Game Of Thrones. Anche questa volta, Daedalic stava per portarsi a casa un merito pieno per il proprio lavoro, ma la mancanza di una piena originalità non ci consente di attribuirglielo.

In conclusione, abbiamo sì apprezzato lo sforzo compiuto dal team per distinguersi dalla precedente linea produttiva e smarcarsi dai capisaldi di una serie di giochi piuttosto simili tra loro, ma alcune pecche tecniche e soprattutto la mancanza di una vera e propria originalità, sia nel genere, sia nella gestione della storia e di alcuni aspetti del comparto artistico e narrativo, ci hanno stimolato davvero poco rispetto a quanto ci saremmo aspettati da un titolo che poteva promettere bene sin dagli esordi.

 

Ci piace

  • Genere di gioco originale per Daedalic...
  • Decisamente lento il motore di gioco in fase di partenza...
  • Grafica ben curata nel dettaglio

Non ci piace

  • ...ma non per il panorama videoludico
  • ...ma troppo veloci i dialoghi nel tutorial
  • Musica ben composta, ma dalla melodia non originale
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Blondienerdie

Scritto da : Blondienerdie

Dammi un argomento e ne scriverò, come da un pezzo di plastilina si ottiene una creazione sempre perfezionabile. Sed non satiata.

JOYPAD

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