Roborock Saros 20 Neo
✓ Cosa ci piace
- 🟢 Base compatta ma completa
- 🟢 Comodissima porticina sotto serbatoi
- 🟢 Accessori inclusi nella confezione
- 🟢 App eccellente e intuitiva
✕ Cosa non ci piace
- 🔴 Fatica un po' negli angoli
- 🔴 Lavaggio macchie secche migliorabile
- 🔴 Prezzo comunque non basso
- 🔴 Supporto solo Wi-Fi 2.4GHz
L’automazione domestica è diventata ormai una sorta di sport estremo per chiunque abbia un minimo di passione per la tecnologia e, ammettiamolo senza troppa vergogna, una cronica avversione per i lavori di casa. In questo panorama sempre più affollato di dischi volanti da pavimento, Roborock si è guadagnata negli anni il ruolo di punto di riferimento, sfornando macchine sempre più intelligenti e corazzate.

Con la nuova linea Saros il brand ha deciso di rimescolare un po’ le carte nella sua gamma alta, introducendo soluzioni pensate per chi cerca prestazioni da vera ammiraglia senza dover necessariamente sacrificare un rene o metà del salotto per ospitare una stazione di ricarica grande quanto un server rack (visto, specialmente, che abbiamo entrambi in casa!). Oggi mettiamo sotto torchio il Roborock Saros 20 Neo, il fratello che potremmo definire più razionale della famiglia, una macchina che promette di infilarsi letteralmente ovunque e di farsi perdonare qualche piccola rinuncia hardware.

Sotto il cofano
Quando diamo un’occhiata sotto il cofano di questo Saros 20 Neo, i numeri mettono subito in chiaro che il suffisso Neo non significa affatto entry level (e ci mancherebbe altro, visto che il listino si aggira comunque attorno agli 800 CHF o giù di lì a dipendenza delle offerte). La potenza di aspirazione tocca la bellezza di 36’000 Pa grazie al sistema HyperForce (con 14N di forza verso il basso), un valore che fino a un paio di generazioni fa sarebbe sembrato pura fantascienza e che serve a tirare su qualsiasi cosa osi posarsi sui vostri pavimenti. Il vero trucco di magia ingegneristica sta però nello spessore complessivo del robot, che si ferma a 7,98 cm.

Per ottenere questo profilo da sottiletta, Roborock ha mandato in pensione la classica torretta laser sporgente sul tetto, sostituendola con il sistema di navigazione StarSight 2.0 basato su sensori ToF a stato solido e telecamera RGB con luce strutturata in grado di riconoscere oltre cento tipologie di ostacoli diversi (addio scuse per i cavi USB lasciati a penzoloni vicino alla scrivania). Il sistema di raccolta dello sporco si affida alla doppia spazzola centrale DuoDivide, progettata specificamente con due rulli controrotanti e un canale centrale per convogliare peli e capelli direttamente nel bocchettone senza mai creare grovigli, affiancata dal braccetto laterale estensibile FlexiArm. Sul fronte del lavaggio troviamo due panni rotanti posteriori che arrivano fino a 200 giri al minuto, con quello destro capace a sua volta di estendersi verso l’esterno per andare a lambire i battiscopa e di sollevarsi fino a 10 mm quando i sensori a ultrasuoni rilevano un tappeto. Sotto la scocca batte anche il telaio adattivo AdaptiLift 3.0, un sistema di ruote motorizzate indipendenti che permette al robot di sollevarsi per scavalcare soglie e ostacoli alti fino a 4 cm. Chiude il cerchio una batteria da 6400 mAh, gestita via Wi-Fi a 2.4 GHz (niente 5 GHz purtroppo, una fissa tutta dei produttori di smart home che nel 2026 continua a lasciarci un filo perplessi) e accompagnata dalla base multifunzione RockDock Ultra che lava i mop con acqua calda fino a 100°C e li asciuga ad aria calda a 55°C.

Design piacevolmente sobrio
Tirato fuori dall’imballaggio, la prima cosa che strappa un sorriso di approvazione è senza dubbio il design della base di ricarica e lavaggio. A differenza di certi monoliti spaziali che richiedono un permesso edilizio del comune per essere piazzati in corridoio, qui ci troviamo davanti a una struttura sorprendentemente piccola e compatta nelle proporzioni, ma assolutamente completa in ogni sua funzione. I designer hanno fatto un lavoro egregio nel razionalizzare gli spazi interni: sollevando il coperchio superiore troviamo i due serbatoi per l’acqua pulita e sporca (rispettivamente da 4 e 3,5 litri), ma la vera chicca ergonomica sta proprio lì sotto.

Al posto di dover smontare mezza facciata anteriore tirando pannelli di plastica ad incastro con il terrore costante di spaccare qualche gancetto, Roborock ha integrato una comodissima porticina proprio sotto i tank dell’acqua che nasconde sia il sacchetto per la raccolta della polvere sia la cartuccia per il liquido detergente automatico (una soluzione così logica e pulita che ci chiediamo perché non lo facciano anche gli altri). Un’altra graditissima sorpresa riguarda il contenuto della confezione, perché finalmente Roborock ha deciso di non fare la tirchia e include un po’ di accessori di ricambio già nella scatola, risparmiandoci la solita corsa immediata online per fare scorta di sacchetti e panni extra dopo appena due mesi di utilizzo.

Passando al lato software, l’applicazione Roborock si conferma come al solito una certezza: funziona benissimo, è reattiva e risulta facilissima da usare anche per chi non ha voglia di passare il weekend a programmare routine degne di un ingegnere informatico. La mappatura iniziale è un rapida ed indolore, la divisione delle stanze è precisissima e le opzioni per personalizzare quanta acqua usare o quanti passaggi fare in cucina dopo cena sono a portata di due tocchi sullo schermo, senza contare il supporto al protocollo Matter e l’assistente vocale integrato “Hello Rocky” per chi ama dare ordini a voce direttamente all’elettrodomestico.

Puliscimi la casa!
Mettere alla prova il Saros 20 Neo nella giungla domestica quotidiana mette subito in mostra i muscoli della navigazione StarSight 2.0 e del profilo ribassato. Quei famosi 7,98 cm di altezza non sono solo marketing da scheda tecnica, ma fanno tutta la differenza del mondo quando vedete il robot infilarsi con nonchalance sotto al divano o sotto a certi mobili bassi dove i modelli con la torretta LiDAR classica si fermavano regolarmente a dare testate. Intendiamoci, non che sia una novità assoluta o un’esclusiva di Roborock ma abbiamo visto anche piuttosto di recente torrette fisse da parte di questo brand e, decisamente, la scelta per il Saros 20 Neo è vincente. L’aspirazione su pavimenti duri e parquet è semplicemente impeccabile, complice la spazzola DuoDivide che mantiene davvero la promessa di non attorcigliare nemmeno un capello lungo. Anche il sistema AdaptiLift si comporta alla grande, permettendo al robot di impennare quasi come un fuoristrada per superare guide di porte o tappeti particolarmente spessi senza rimanere incagliato a chiedere pietà tramite notifica push.

La qualità generale della pulizia è indubbiamente buona e lascia i pavimenti freschi e privi di aloni, anche se bisogna essere onesti sul fatto che negli angoli più stretti fa ancora un po’ fatica, esattamente come tutti i robot di questo genere (nonostante i contorsionismi del braccetto FlexiArm, la geometria circolare della scocca e dei panni non può fare miracoli contro la fisica degli angoli a novanta gradi). Anche sulle macchie davvero ostinate e secche da giorni sui pavimenti della cucina, i due panni rotanti mostrano un filo il fianco rispetto ai sistemi a rullo o a piastra vibrante ad alta pressione dei fratelli maggiori più costosi, richiedendo magari un secondo passaggio mirato per togliere via tutto. Una volta tornato alla base, però, lo spettacolo dell’automazione ripaga di tutto: lo svuotamento della polvere dura una manciata di secondi, il lavaggio dei panni a 100°C scioglie via lo sporco grasso senza lasciare cattivi odori e l’asciugatura ad aria calda lavora con un ronzio discreto che non dà alcun fastidio nemmeno se state guardando un film o giocando nella stanza accanto.

Conclusioni
Tirando le somme, il Roborock Saros 20 Neo è la dimostrazione plastica che non serve per forza puntare al modello più estremo e costoso del listino per portarsi a casa un concentrato di tecnologia maturo e dannatamente efficace. La scelta di eliminare la torretta superiore per guadagnare centimetri preziosi in altezza si rivela vincente nell’uso reale, così come la riprogettazione intelligente di una base di ricarica che riesce a infilare acqua calda, asciugatura, autosvuotamento e dosaggio automatico del detergente in un ingombro finalmente umano.

Certo, per raggiungere gli angoli al millimetro assoluto o per grattare via incrostazioni storiche dal pavimento servirà ancora un minimo di intervento umano di tanto in tanto, e il prezzo di partenza resta comunque un investimento importante per le tasche. Tuttavia, considerando la solidità dell’applicazione, la manutenzione ridotta davvero ai minimi termini grazie ai rulli anti-groviglio e una dotazione in scatola finalmente generosa, ci troviamo di fronte a uno dei tuttofare più equilibrati e intelligenti che possiate mettere a girare per casa in questo momento.

