Sony Bravia 9 II XR9 M2

Sony Bravia 9 II XR9 M2

✓ Cosa ci piace

  • 🟢 Luminosità HDR impressionante
  • 🟢 Trattamento antiriflesso eccezionale
  • 🟢 Due telecomandi inclusi
  • 🟢 Colori estremamente naturali

✕ Cosa non ci piace

  • 🔴 Solo due porte HDMI 2.1??
  • 🔴 Primo setup Google lungo
  • 🔴 Sony tax

Sony ha deciso di fare una scommessa enorme per il suo flagship del 2026. Invece di adagiarsi sulla solita iterazione annuale o puntare tutto sulla tecnologia a pixel autoemissivi, la casa giapponese ha concentrato i suoi sforzi ingegneristici per rivoluzionare il mondo dei display a cristalli liquidi. Il Sony Bravia 9 M2 è il nuovo riferimento assoluto del marchio, posizionato sopra il già ottimo Bravia 7 II che avevamo recensito il mese scorso.

Questa volta Sony non si limita a inseguire l’OLED sul terreno del contrasto assoluto, ma tenta di riscrivere le regole del gioco proponendo un pannello LCD pensato per superare i limiti storici di efficienza e volume colore. Si tratta di una dimostrazione di forza tecnica impressionante, nata con l’obiettivo dichiarato di portare in salotto una resa visiva che si avvicini il più possibile alle prestazioni dei monitor da mastering professionale usati a Hollywood (quelli da oltre quarantamila franchi, per intenderci).

Sotto la scocca

Il cuore pulsante di questa ammiraglia è il sistema di retroilluminazione denominato RGB Backlight Master Drive Pro. A differenza dei Mini-LED tradizionali che impiegano diodi blu filtrati successivamente da strati a punti quantici, qui troviamo una matrice True RGB composta da LED secondari rossi, verdi e blu controllati singolarmente in tempo reale. Nel modello da 65 pollici che abbiamo testato, la retroilluminazione gestisce circa 1500 zone di local dimming indipendenti su un pannello LCD di tipo VA a risoluzione 4K (3840×2160 pixel) con refresh rate a 120Hz. Sul fronte della luminosità pura i numeri sono impressionati: le misurazioni di picco su finestre ridotte superano i 4000 nit in HDR, mentre a pieno schermo il pannello riesce a mantenere con disinvoltura quasi 1000 nit costanti (un valore semplicemente inavvicinabile per qualunque pannello a matrice organica).

Prendete però questi dati più come un’indicazione che altro perché non siamo davvero equipaggiati con strumenti professionali per questo tipo di misurazioni, purtroppo. La gestione dell’immagine è affidata al Cognitive Processor XR abbinato al SoC MediaTek Pentonic 1000. Per la connettività troviamo il supporto a Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.3, uscita ottica Toslink, due porte USB e quattro ingressi HDMI, di cui purtroppo solo due in standard HDMI 2.1 a piena banda con supporto per segnali 4K a 120Hz, ALLM e VRR (con una di queste porte occupata obbligatoriamente dal canale di ritorno eARC).

Design Sony

Esteticamente il televisore sfoggia una cura costruttiva eccezionale, pur mantenendo uno spessore complessivo non indifferente (circa 4,3 cm) per fare spazio al generoso gruppo ottico e al sistema audio. Il punto centrale del design è il supporto centrale Mirage Stand, una base rifinita in vetro ottico che sfrutta un intelligente gioco di diffrazione della luce per nascondere i cavi posteriori, dando l’illusione ottica che lo schermo fluttui sopra il mobile (funziona alla grande, anche se avremmo gradito la possibilità di regolare l’altezza per abbassare il pannello a filo se non si usa una soundbar).

Il trattamento superficiale del pannello adotta la tecnologia Immersive Black Screen Pro, una finitura profondamente opaca che disperde la luce incidente in modo molto convincente, riducendo di parecchio i riflessi diretti di finestre o lampadari senza creare quegli sgradevoli aloni colorati tipici di altri filtri.

Il sistema operativo è Google TV, estremamente reattivo e ricco di applicazioni, anche se il primo setup iniziale è davvero lungo e richiede parecchia pazienza tra account, consensi e aggiornamenti di rito. Una volta configurato, l’interfaccia si muove fluida e include l’accesso esclusivo all’app Sony Pictures Core con streaming ad altissimo bitrate. Abbiamo apprezzato moltissimo la dotazione di controllo: Sony include nella confezione ben due telecomandi, uno tradizionale completo di tastierino numerico (perfetto per chi mastica ancora tanta TV lineare via antenna o cavo) e uno smart più compatto, realizzato in plastiche riciclate con retroilluminazione automatica dei tasti e ricarica tramite porta USB-C. Sul fronte sonoro, l’impianto Acoustic Multi-Audio+ integrato (potenziato a 5.1.4 canali con tweeter a fascio rivolti verso l’alto) eroga dialoghi chiarissimi e una spazialità Dolby Atmos e DTS:X sorprendente per degli altoparlanti integrati, con la comodissima possibilità di collegare subwoofer e satelliti wireless del marchio senza dover passare per una soundbar esterna.

Guardata per voi

Vedendola dal vivo, beh, il pannello è semplicemente spettacolare. Abbiamo messo sotto torchio il 65 pollici con diversi spezzoni ad altissima dinamica, partendo dalle sequenze notturne al neon Cyberpunk 2077, la campagna giapponese di Forza Horizon 6, e dalle scene nello spazio di The Martian. La modalità Professionale offre una fedeltà cromatica impressionante senza calibrazioni extra, restituendo sfumature naturali e incarnati credibili senza inutili derive sature.

Grazie alla natura True RGB, il blooming attorno a testi chiari o piccoli oggetti luminosi viene drasticamente ridotto e, quando presente, assume la stessa tinta cromatica dell’oggetto a schermo invece di manifestarsi come un alone biancastro. La luminosità sostenuta nelle scene diurne ad alto contrasto (ad esempio su Max Max Fury Road) è strabiliante e stacca qualsiasi concorrente, lasciando intatte tutte le micro-trame sulle altissime luci senza bruciare i dettagli. L’upscaling dei contenuti a definizione standard o compressi gestito dal processore XR fa davvero un ottimo lavoro, pur non essendo miracoloso. Per il gaming, collegando PlayStation 5, l’input lag scende ad appena 8-10 millisecondi con 4K a 120Hz e mappatura tonale automatica.

Anche Xbox Series X e il nostro PC si sono comportati egregiamente. L’unico vero limite per i giocatori più incalliti risiede nella dotazione porte: avere solo due connessioni HDMI 2.1 (di cui una sacrificata se collegate un sistema audio su eARC) limita parecchio chi possiede più di una console next-gen e un PC da gioco. Inoltre, il pannello VA mostra una fisiologica perdita di contrasto se osservato da angolazioni molto spinte (oltre i 40 gradi i neri tendono a sollevarsi leggermente), anche se ad essere sinceri non è che sia poi sto enorme problema.

Bottom line

Sony Bravia 9 M2 è senza mezzi termini il miglior televisore LCD mai arrivato sulle nostre pagine. Non si tratta di un banale rimpiazzo per gli OLED (i quali conservano ancora il primato del nero assoluto al buio totale per i puristi della sala cinema), ma di un’alternativa monumentale che eccelle dove i pannelli autoemissivi faticano: ambienti luminosi, picchi di luce persistenti e volume colore costante. Il prezzo sul mercato elvetico rispecchia la natura esclusiva del prodotto: si parte da 3’199 CHF per la versione da 65 pollici da noi testata, salendo a 3’699 CHF per il 75 pollici, 4’699 CHF per l’85 pollici e raggiungendo la cifra astronomica di 22’999 CHF per il colossale modello da 115 pollici (che abbiamo invano chiesto a Sony da provare 😁). È un investimento importante (la solita Sony Tax da pagare per avere il massimo dell’ingegneria visiva), ma chi cerca un display versatile, luminosissimo e costruito senza compromessi troverà in questo modello un vero e proprio pezzo da novanta.

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Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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