Dreame X60 Pro Ultra Complete

Dreame X60 Pro Ultra Complete

✓ Cosa ci piace

  • 🟢 Bracci bionici estensibili eccezionali
  • 🟢 Profilo estremamente sottile
  • 🟢 Pulizia d'angolo quasi perfetta

✕ Cosa non ci piace

  • 🔴 Velocità operativa ridotta complessiva
  • 🔴 Applicazione smartphone un po' caotica
  • 🔴 Sensore sollevamento da sistemare

Oggi diamo un’occhiata al Dreame X60 Pro Ultra Complete, il nuovo flagship del brand per questo 2026 che, a differenza dei soliti aggiornamenti di facciata, cerca di proporre qualcosa di realmente sensato.

Il brand ha deciso infatti di invertire la rotta rispetto al passato, cercando di rimediare a quel trend fastidioso che vedeva i robot e le loro stazioni di ricarica diventare sempre più mastodontici, invadenti e capaci di colonizzare l’intero salotto (una roba che a momenti vi costringe a ridisegnare la disposizione dei divani). Con un posizionamento di 1199 CHF questo modello punta a garantire un livello di pulizia reale senza costringervi a troppi compromessi estetici.

Sotto il cofanino

L’hardware di questo nuovo arrivato si fa interessante a partire dalle dimensioni del robot stesso, che ora vanta un’altezza complessiva di appena 79,5 mm, un traguardo ingegneristico notevole se pensiamo che Dreame era rimasta un po’ indietro su questo fronte proprio per dare priorità ai complessi meccanismi di scavalcamento delle soglie. Il “miracolo” è dovuto al sistema VersaLift, un array LiDAR dToF retrattile che si nasconde completamente a filo della scocca superiore quando non serve, permettendo al disco di scivolare sotto i mobili più angusti o sotto i letti dove i vecchi modelli con la torretta fissa sbattevano inesorabilmente.

Sotto il cofano troviamo un motore di aspirazione Vormax che dichiara ben 42’000 Pa di potenza teorica, una cifra spaventosa che viene supportata a terra da una piastra inferiore a pressione che ottimizza il flusso d’aria creando un semi sigillo sul pavimento, e dalla spazzola principale HyperStream Detangling DuoBrush 2.0, un rullo in gomma progettato con un design a doppia texture per incanalare i peli direttamente nel condotto. Sul fronte del lavaggio troviamo due moci rotanti capaci di esercitare una pressione costante verso il basso di 15 N, di girare a 280 RPM e di sollevarsi fino a 21,5 mm per evitare di bagnare i tappeti durante il transito. Il comparto sensori è invece gestito dall’AI OmniSight System 3.0, accompagnato da una doppia fotocamera anteriore a 120 gradi e da un proiettore LED a luce blu che serve a illuminare la polvere fine e a riconoscere fino a 320 tipi di ostacoli diversi anche in stanze completamente buie, mentre la batteria supporta la tecnologia di ricarica rapida PowerMaster a 11A.

Design

La stazione all-in-one non è né troppo grande né troppo stravagante, il che la rende decisamente più facile da imbucare in un angolo della casa senza che attiri troppo l’attenzione. Nella parte superiore della base trovano spazio due secchielli, uno da quattro litri per l’acqua pulita e uno da tre litri per quella residua, mentre il pannello frontale nasconde il sacchetto della polvere da 3,2 litri e la classica cartuccia singola per il detergente da 600 ml che viene dosato autonomamente dalla stazione. L’applicazione per smartphone rimane la classica interfaccia del brand, una sorta di dashboard stracolma di opzioni che a tratti sembra un po’ un magazzino disordinato (la quantità di sottomenu per le funzioni smart e le zone di pulizia è labirintica), ma che offre una reattività eccezionale per la mappatura iniziale e la gestione delle barriere virtuali. C’è anche il supporto nativo a Matter. Uno dei pochi compromessi di questo restyling è la capienza del contenitore della polvere a bordo del robot, ridotto a soli 235 ml per fare spazio al meccanismo di rientro del LiDAR, ma considerando che la base svuota tutto dopo ogni ciclo, il problema si ridimensiona parecchio.

Bracci Mobili UltraExtend

La vera rivoluzione hardware di questo modello, e parliamo di quella feature distintiva che da sola vale il prezzo del biglietto, risiede nel sistema Dual UltraExtend, un meccanismo “bionico” a doppia articolazione che imita il movimento di una spalla e di un avambraccio umani. Invece di affidarsi alla classica forma circolare statica che costringe i robot tradizionali a lasciare una striscia di polvere lungo i muri, qui i due bracci meccanici escono letteralmente fuori dal perimetro del telaio mentre il dispositivo è in funzione.

Il braccetto della spazzola laterale è capace di allungarsi verso l’esterno fino a dodici centimetri, mentre quello dedicato al mocio rotante si spinge fino a ben diciotto centimetri, permettendo di coprire aree che fino a ieri richiedevano l’olio di gomito manuale. Questo significa che quando il robot rileva la presenza di un battiscopa, di un angolo retto o di un oggetto complesso, estende i componenti dinamici per seguire la linea geometrica con precisione millimetrica. La particolarità del sistema si nota soprattutto nella gestione dei piedi delle sedie o dei mobili con rientranze profonde, dove i bracci entrano ed escono in modo fluido per raschiare via i detriti senza che il corpo del robot debba compiere manovre violente o rischiare di incastrarsi sotto i bordi.

Prova sul pavimento

Nella nostra prova pratica abbiamo voluto testare la macchina sul terreno più ostico possibile, ricreando lo scenario da incubo composto da polvere fine, peli e detriti pesanti. Sul fronte dell’aspirazione pura, il comportamento sui tappeti a pelo medio è impressionante, con il robot che a pulire decisamente in profondità. Nei test con i capelli lunghi il sistema di districamento della spazzola ha registrato uno zero per cento di filamenti aggrovigliati intorno al rullo, un sollievo per chi odia dover impugnare le forbici ogni settimana. C’è però un dettaglio software da tenere in considerazione, perché la funzione ProLeap che solleva l’intero telaio per superare i dislivelli (può scalare pendenze semplici fino a 5,2 cm e doppie fino a ben 10 cm) tende a fare confusione sui tappeti molto sottili, mantenendo il robot troppo alto rispetto al pavimento e azzerando di fatto la forza di aspirazione. Il trucco in questo caso è configurare l’app in modalità drop mop, costringendo il robot a lasciare fisicamente i moci nella stazione prima di iniziare la sola aspirazione delle zone con tappeti bassi.

La parte del lavaggio ci ha lasciato impressionati, il calore combinato del sistema Thermal Deep Mop gestisce l’acqua a 100°C nella base e mantiene i pattini sopra i 40°C durante lo strofinamento, pulendo a fondo le piastrelle, tanto che l’acqua recuperata nel serbatoio della stazione risulta nettamente più scura e densa rispetto a quella lasciata dall’Nuovo Modello Roller (che consideravo fino a oggi la referenza assoluta), segno che lo sfregamento meccanico dei moci rotanti solleva molta più sporcizia sedimentata. La precisione dei bracci UltraExtend si nota soprattutto attorno alle strutture più difficili, come il tavolo del mio salotto che ha un supporto angolato a 45 gradi (una trappola geometrica dove qualsiasi altro robot provato in precedenza tendeva a incastrarsi o a girare a vuoto). Questo Dreame capisce l’inclinazione, spinge fuori i suoi elementi flessibili, rallenta e ci gira intorno sfiorando il metallo senza mai picchiarci contro. Non fa un lavoro perfetto ma si spinge più avanti di qualsiasi altro robot che abbia mai testato. Anche negli angoli retti l’algoritmo fa un lavoro sopraffino, il robot si ferma, calcola lo spazio ed esegue una retromarcia per pulire tutto tranne un minimo angolino nel quale in ogni caso un panno rotante non passa fisicamente.

Questa prudenza ha però un costo in termini di tempo, la velocità si attesta sui 0,64 metri al minuto, un pelo sotto la media della categoria, rendendo i cicli completi piuttosto lunghi. Il ritorno alla base per lo svuotamento si attesta sui 71 decibel ma dura pochissimo, e il sistema di ventilazione non emette quegli odori chimici o di umidità stagnante che spesso infestano la stanza con altri prodotti simili.

Conclusioni

In definitiva, questo Dreame X60 Pro Ultra Complete ci è piaciuto parecchio. Non è un dispositivo perfetto ma la qualità costruttiva e l’efficacia sul campo sono fuori discussione. Al prezzo di 1199 CHF si posiziona ovviamente nella fascia decisamente alta del mercato, ma i vantaggi reali legati al profilo ribassato e alla pulizia millimetrica garantita dai bracci estensibili intorno agli ostacoli più bastardi ne fanno un acquisto sensato per chi ha una casa grande e geometricamente complessa. La capacità di rimuovere lo sporco secco dalle piastrelle e la spazzola principale che non si aggroviglia mai lo rendono il compagno ideale per chi ha animali in casa e vuole dimenticarsi della pulizia manuale dei pavimenti per settimane intere, a patto di accettare una velocità complessiva un filino più rilassata rispetto ad altri concorrenti più frettolosi.

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Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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