Google ha iniziato l’altro giorno la distribuzione di un aggiornamento consistente per la sua famiglia di auricolari in-ear wireless: Pixel Buds Pro, Pro 2 e 2a disponibile ormai da un paio d’anni. Mediante il firmware 6.144 Google ha esteso le funzionalità software tra cui una cancellazione attiva dinamica del rumore (Dynamic ANC). In sostanza, gli auricolari sono ora in grado di compensare automaticamente quei piccoli spostamenti che inevitabilmente si verificano durante l’uso quotidiano, magari correndo o semplicemente parlando durante una chiamata, regolando l’audio sulla base dell’aderenza dei padiglioni auricolari all’orecchio. Le restanti funzioni arrivano invece su tutta la linea: la traduzione in tempo reale è stata potenziata la quale ora consente di azionare la modalità di ascolto con un semplice tocco sugli auricolari senza necessariamente passare per il telefono. Vi sono a disposizione oltre settanta lingue supportate tramite Google Translate.

Il nuovo firmware porta la possibilità di gestire le impostazioni audio via voce attraverso Gemini, il quale ora è diventato il principale assistente, e consente di disattivare o riattivare il microfono durante le chiamate con un tap sugli auricolari (quest’ultima funzione è tuttavia circoscritta agli smartphone Pixel 10 e 11). Interessante anche l’integrazione con il Pixel Watch: quando l’orologio rileva il sonno, gli auricolari mettono in pausa la riproduzione, disattivano i gesti del tocco e silenziano le notifiche. Beninteso, per ricevere l’aggiornamento occorre attivare il rollout automatico tramite Impostazioni > Dispositivi connessi > Google Pixel Buds > Altre impostazioni > Aggiornamento del firmware, oppure procedere manualmente; in entrambi i casi lo smartphone notificherà la disponibilità della nuova versione. Si tratta, in sostanza, di un segnale concreto su come il software stia vieppiù determinando il valore degli auricolari anche a distanza di mesi dal lancio, con funzionalità che continuano ad arricchirsi nel tempo — un approccio che non possiamo che apprezzare, soprattutto per chi ha già investito nell’ecosistema Pixel.
