Paura e delirio in The Evil Within [con sorpresa]

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Il nuovo gioco di Shinji Mikami, papà di Resident Evil 4, è già stato al centro di grandi discussioni e dubbi ancora prima che fosse giocabile. Finalmente, siamo riusciti a provare The Evil Within per una decina di minuti e a elaborare un’impressione personale del gioco.
La prima cosa che colpisce è di certo l’ambientazione, ancora più gotica di quella di un Resident Evil. Nella sessione di prova, l’esplorazione dell’edificio ricorda il primo episodio della famosa saga horror qui citata: ogni passo alimenta l’inquietudine di scoprire cosa si celi ai nostro occhi, i suoni di masticazione ci fanno capire che qualcosa o qualcuno sta consumando un pasto proibito e la dimora stessa, riempita di trappole letali, assume una sua vita propria, facendoci capire che tutto è una minaccia. Dopo tanti anni, abbiamo finalmento riscoperto un’esperienza viscerale e il gusto dell’orrore!

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Il controllo di Sebastian, l’eroe del gioco, è un’evoluzione di quello di Resident Evil 4, con una maggiore libertà di movimento quando dobbiamo mirare. In combattimento, abbiamo provato una pistola e un’accetta che provocano degli effetti devastanti e truculenti una volta usate sui nemici. Sebastian si è ritrovato addirittura a essere una maschera di sangue dopo aver fatto a brandelli uno zombie! Infine, come già nel primo rifacimento di Resident Evil per Gamecube, è possibile bruciare i corpi dei nemici.
Il nostro girovagare per la casa ci ha inoltre permesso di scoprire armadi e letti da usare come nascondigli: aumentano la sensazione di minaccia e ci lasciano presagire che non potremo lanciarci in ogni combattimento a testa bassa, ma che a volte dovremo piuttosto evitare di farci reperire e accettare la nostra debolezza.
Infine la messa in scena è spettacolare: la lampada a petrolio emana una luce che genera ombre inquietanti, l’apparizione di una specie di fantasma ci ha fatto sobbalzare dalla sedia e a volta abbiamo avuto il dubbio di aver visto scivolare presenze indefinite a pochi passi da noi!
Già pregustiamo il momento in cui saremo soli a casa, al buio, lasciando che il male entri dentro di noi… Non è necessario essere nello spazio perché nessuno ci senta gridare!

PS: guardate bene i poster nella colonna… Non vi dicono niente?

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