Giocato all’E3: Gears 5 Escape

Durante lo showcase Xbox abbiamo avuto la possibilità di fare un paio di partite alla nuova modalità di gioco di Gears 5: Escape.

 

Introdotta per la prima volta durante la conferenza di domenica 9 giugno, Escape è un’attività cooperativa PvE in cui tre giocatori devono fuggire da una base dell’alveare dopo aver rilasciato una nube tossica per sterminare i cattivi. Una premessa semplice che però miscela elementi della più classica orda con quella del battle royale in cui i giocatori sono obbligati a restare in movimento per la mappa, pena la morte per avvelenamento. Il team è composto da tre giocatori umani, ognuno con un diverso personaggio dotato di abilità differenti e, in futuro, di loadout differenti. Nel caso della demo E3 non c’erano differenze tra armi di base e tutti i giocatori iniziano la partita con una semplice pistola a colpo singolo. Allo stesso modo, le partite svoltesi nel Microsoft Theatre di Gears 5 offrivano solo tre personaggi: Mac tank), Lahni (scout) e Keegan (supporto).

Ciascun personaggio è dotato di un potere speciale, diverso dagli altri, in grado di fornire un aiuto preziosissimo mentre attraverseremo gli oscuri corridoi infestati di locuste. Nella demo il potere di Mac è uno scudo temporaneo che protegge sia il giocatore che i suoi compagni di squadra e attraverso il quale è possibile attaccare. Il potere di Kegan è invece una zona temporanea dentro al quale le munizioni vengono rigenerate per tutti (un potere fondamentale vista la scarsità di munizioni disponibili in ogni momento di gioco). Per finire il potere di Lahni è una sorta di coltello elettrico, devastante sui nemici. I poteri speciali ovviamente non sono sempre disponibili ma necessitano un certo quantitativo di tempo per essere recuperati, per cui è meglio sfruttarli nei momenti più opportuni. Ad esempio, il potere di Keegan è bene usarlo prima di uno scontro inteso, cosa che presuppone una certa conoscenza della mappa – nella nostra seconda prova infatti siamo riusciti ad usare questo potere con molta più efficacia. Altri, come il potere di Mac, è da usarsi nei momenti più critici, magari all’apparizione di un nemico locusta particolarmente forte o di un gruppo molto numeroso di nemici. Il potere di Lahni invece è sicuramente efficace nei gruppi folti di nemici e permette al team in fuga qualche breve momento per recuperare il respiro.

Nella demo potevamo giocare su una sola mappa (chiamata semplicemente The Hive) e solo a difficoltà facile. L’ambientazione ricordava una base umana abbandonata, tra corridoi gelati e macchinari dalla funzione sconosciuta. Non particolarmente memorabile ma comunque più che funzionale nei riguardi del gioco. Ogni partita si apre col nostro giocatore che indossa una sorta di respiratore prima di farsi inghiottire da una locusta che lo trasporterà all’interno del nido. Una volta abbandonati a noi stessi, scappiamo facilmente dal sacco biologico in cui siamo finiti per attivare la bomba. L’azione può iniziare: i tre giocatori sono dotati solo di pistole e di un limitato numero di colpi. Per i primi 60 secondi la bomba rimane inerte e la nebbia velenosa ancora non comincia a riempire la mappa. Appena però esplode, una minacciosa nebbiolina verde riempie gradualmente il terreno dietro di noi. Il nostro scopo è quello di arrivare alla fine dei corridoi e delle sale, chiudere una porta e fuggire, evitando di essere uccisi. Da subito ci rendiamo conto di avere tra le mani Gears, con il suo inconfondibile gameplay e le sue meccaniche di attacco e di copertura. Quello che spiazza è il numero di munizioni davvero molto limitato e la scarsa disponibilità di armi.

Nella prima partita siamo dovuti avanzare per un certo periodo solo con colpi corpo prima di trovare finalmente un’arma lasciata a terra da un nemico. Ma anche con le nuove armi siamo costantemente a corto di munizioni. Mentre combattiamo diversi nemici, è anche necessario scoprire da che parte andare. Diversi tunnel e corridoi si diramano davanti al giocatore e solo l’utilissima mini mappa (che mostra la posizione degli alleati ma non della nebbia) ci permette di non perderci completamente. Ci sono anche diverse sale secondarie nelle quali solitamente troviamo preziosissime armi, granate e munizioni. I giocatori combattono assieme ma devono spartirsi le risorse, quindi il giocatore più rapido in una stanza deve evitare di raccogliere tutto, lasciando i suoi compagni a secco. Il combattimento è frenetico, specialmente dopo il primo check point presente circa a metà percorso ed è, in tutta onestà, un po’ confusionario. Specialmente la prima partita, un po’ arrugginiti tra il sistema di ricarica attiva di Gears e il peculiare sistema di movimento, abbiamo faticato a portare a termine in tempi accettabili la missione. La seconda partita è andata molto meglio, specialmente dopo aver realizzato che non c’è spazio per i lupi solitari in Escape.

Il nostro team di tre persone deve sfruttare al meglio ogni occasione, ogni potere e ogni incontro, restando vicini gli uni agli altri ma non troppo, onde evitare di finire accerchiati. Specialmente nel caso della morte di un giocatore, è necessario che un membro del team vada a riportarlo in vita, altrimenti non possiamo fare altro che restare a guardare. Concludere la fuga significa arrivare in fondo alla mappa e attivare un portellone che, lentamente, si chiude per intrappolare le locuste all’intero nei cunicoli invasi dal gas. Tuttavia, per finire la partita non è nemmeno necessario che ogni giocatore arrivi al punto d’estrazione: è capitato che un membro del nostro team si attardasse sul finale, restando bloccato nel complesso assieme alle locuste mentre il gas mieteva vittime indiscriminatamente.

La modalità Escape di Gears 5 è un interessante aggiunta all’offerta del gioco anche se forse, a causa della natura lineare del percorso da seguire, non tra le più rigiocabili. Il nostro timore è che, prima o poi, le situazioni comincino a ripetersi sempre uguali, con le stesse sfide, stessi nemici e stesse strategie di vittoria. Starà al team di sviluppo trovare modi di rendere Escape interessante non solo alle prime 5 partite ma anche per le successive 50. In un ottica di gioco più ampia però è bello vedere The Coalition introdurre novità nell’offerta di Gears.

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Twitter: @sclafsac

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