Ci sono giochi che, ancora prima di impugnare il pad, riescono a riportarti indietro nel tempo. Marvel Tōkon: Fighting Souls ha avuto proprio questo effetto su di me. A dieci anni passavo interi pomeriggi nelle sale giochi, con gli occhi incollati ai cabinati Capcom. Tra una partita a Tekken 3 e una a King of Fighters, erano soprattutto i giochi Marvel a catturare la mia attenzione. Vedere Spider-Man, Wolverine, Hulk e gli X-Men combattere con animazioni spettacolari e combo impossibili era qualcosa di incredibile per un ragazzino cresciuto con i fumetti e i cartoni animati. Fu proprio lì che scoprii il Tag System, introdotto da Capcom con X-Men vs. Street Fighter e perfezionato in Marvel Super Heroes vs. Street Fighter. Per la prima volta non si controllava un solo personaggio, ma un’intera squadra. Bastava un cambio al momento giusto per trasformare una semplice combo in una sequenza devastante, mentre gli assist rendevano ogni combattimento ancora più frenetico e spettacolare. Era un nuovo linguaggio per i picchiaduro, che avrebbe raggiunto la sua massima espressione con la serie Marvel vs. Capcom.
Sono passati quasi trent’anni da quei pomeriggi in sala giochi, eppure bastano pochi incontri in Marvel Tōkon: Fighting Souls per ritrovare quelle stesse sensazioni. Arc System Works ha raccolto l’eredità dei classici Capcom senza limitarsi a copiarli. il nuovo sistema Tag 4 vs 4 porta quella formula ancora più avanti, aumentando le possibilità strategiche e la spettacolarità delle combo. È un’evoluzione moderna che sa di ritorno a casa.
Il Fighting Game secondo Arc System Works
Arc System Works non è nuova ai grandi picchiaduro. Dopo aver dimostrato il proprio talento con Guilty Gear Strive e Dragon Ball Fighter Z, lo studio giapponese mette la propria esperienza al servizio dell’universo Marvel, realizzando un gioco che riesce a essere tecnico, veloce e accessibile allo stesso tempo. Ogni squadra è composta da quattro combattenti che possono alternarsi in qualsiasi momento, creando assistenze, cambi rapidi e concatenazioni spettacolari. Un ritmo elevatissimo che ricorda i grandi classici Capcom, ma con una fluidità e una leggibilità decisamente moderne.

Le possibilità offerte dal sistema sono enormi. Le combo possono partire da un semplice attacco leggero, proseguire in aria, coinvolgere uno o più assist e concludersi con devastanti Hyper Combo di squadra. Ogni personaggio possiede uno stile ben definito e la costruzione del team diventa quasi importante quanto l’esecuzione delle combo stesse. Arc System Works ha però avuto l’intelligenza di rendere il tutto accessibile anche ai nuovi giocatori. Grazie ai controlli semplificati e a un sistema di assist intuitivo, anche chi si avvicina per la prima volta ai team fighter riesce a divertirsi fin dalle prime partite, mentre i veterani troveranno una profondità tale da poter sperimentare per centinaia di ore.

I quattro personaggi condividono la battaglia come se fossero parti di un unico combattente con un unica barra di salute condivisa. Attraverso il sistema Assemble possiamo richiamare rapidamente i nostri compagni, utilizzandoli per estendere una combo, coprire un attacco, mantenere la pressione sull’avversario oppure trasformare l’assist in un vero cambio di personaggio. Ed è proprio sperimentando con gli assist che Tōkon dà il meglio di sé. Le combo partono in maniera piuttosto intuitiva, ma possono rapidamente trasformarsi in lunghe sequenze fatte di attacchi aerei, Skill, cambi e Super Mosse. Cambiando anche soltanto uno dei quattro membri del team si aprono possibilità differenti, ed è divertente provare nuove squadre alla ricerca della combinazione più adatta al proprio stile. Arc System Works ha inoltre cercato un buon equilibrio tra accessibilità e profondità. I Link Attack e le Quick Skill permettono anche ai meno esperti di ottenere immediatamente qualcosa di spettacolare, mentre chi conosce il genere può utilizzare input tradizionali e approfondire cancel, timing e sinergie tra i personaggi.

Anche in difesa i compagni hanno un ruolo importante, sistemi come Assemble Counter e Crossover permettono di reagire alla pressione avversaria e impediscono che il combattimento diventi semplicemente una gara a chi inizia per primo la combo più lunga. Ci troviamo davanti ad un gameplay veloce e creativo, nel quale viene continuamente voglia di provare qualcosa di diverso. È probabilmente questo l’aspetto che più mi ha riportato ai vecchi picchiaduro Marvel, quella sensazione di scoprire quasi per caso una nuova concatenazione e voler immediatamente provare a migliorarla. Naturalmente quattro personaggi significano anche quattro volte lo spettacolo. Assist, esplosioni, effetti, cambi e Super possono rendere alcuni momenti decisamente caotici e nelle prime ore non è sempre semplicissimo leggere ciò che accade sullo schermo. Una volta presa confidenza con il sistema, però, quel caos comincia ad avere una logica e la profondità del 4vs4 emerge con maggiore chiarezza. Le Super Mosse sono esattamente ciò che ci si aspetta da Arc System Works alle prese con Marvel, sono esagerate, coloratissime e accompagnate da una regia che trasforma per qualche secondo lo scontro in una sequenza animata cinematografica .

Online e Prestazioni
Per un picchiaduro moderno il comparto online è fondamentale, soprattutto quando il sistema di combattimento richiede precisione negli input, assist chiamati al momento giusto e combo dove anche pochi frame possono fare la differenza. Marvel Tōkon: Fighting Souls utilizza un rollback netcode, tecnologia ormai imprescindibile per i fighting game competitivi. Invece di introdurre ritardi evidenti nei comandi quando la connessione non è perfetta, il sistema cerca di mantenere costante la risposta agli input, correggendo in tempo reale eventuali differenze tra i due giocatori. Nella mia esperienza su PS5 Pro, il risultato è stato decisamente convincente. Durante le partite online non ho riscontrato problemi particolari, gli incontri sono rimasti fluidi e soprattutto la risposta ai comandi è risultata immediata, un elemento fondamentale quando sullo schermo iniziano a susseguirsi assist, cambi di personaggio e combo. La stessa solidità l’ho ritrovata nelle modalità single player. Anche nelle situazioni più concitate, quando entrano contemporaneamente in scena più combattenti e lo schermo si riempie di effetti, Super Mosse ed esplosioni, non ho incontrato problemi prestazionali degni di nota. Marvel Tōkon basa gran parte del proprio fascino sulla velocità e sulla spettacolarità del combattimento,mantenere questa fluidità sia offline sia online permette al sistema 4vs4 di esprimersi al meglio, il rollback completa quindi un comparto online che, almeno nella mia esperienza su PS5 Pro, si è dimostrato solido e perfettamente funzionale alla natura competitiva del gioco.

Una Modalità Storia che sembra uscita da un fumetto
Oltre al comparto competitivo, Marvel Tōkon: Fighting Souls dedica grande attenzione anche all’esperienza per giocatore singolo grazie a una modalità storia costruita attorno ai diversi team del roster. Ogni squadra dispone di un proprio percorso narrativo, composto da episodi che approfondiscono i rapporti tra gli eroi e i villain coinvolti. La narrazione alterna tavole illustrate che richiamano l’estetica dei fumetti Marvel a spettacolari sequenze animate in perfetto stile anime, una scelta che rispecchia perfettamente l’identità del progetto e il tocco inconfondibile di Arc System Works. La trama ruota attorno a un torneo dal destino tutt’altro che sportivo. Un misterioso Campione, proveniente da un’altra dimensione o da un remoto angolo dell’universo, attraversa i mondi sfidandone i più grandi guerrieri. La posta in gioco è altissima: chi viene sconfitto vede il proprio universo condannato alla distruzione. È da questa minaccia che nasce l’alleanza tra gli eroi Marvel, costretti a mettere da parte rivalità e differenze per affrontare un nemico capace di mettere in pericolo l’esistenza stessa del loro mondo.

Pur partendo da una premessa semplice, la modalità riesce a valorizzare il ricco cast di personaggi, offrendo dialoghi ricchi di riferimenti all’universo Marvel e numerose interazioni tra protagonisti che difficilmente avremmo visto insieme in altri contesti. È un approccio che ricorda i grandi crossover dei fumetti, dove personalità e stili completamente diversi finiscono inevitabilmente per scontrarsi… o collaborare. L’idea di suddividere la storia in capitoli dedicati ai vari team funziona particolarmente bene perché incentiva il giocatore a sperimentare con l’intero roster. Ogni percorso offre nuovi punti di vista sugli eventi principali e permette di scoprire dinamiche differenti tra i personaggi, trasformando la modalità storia in qualcosa di più di una semplice successione di combattimenti. Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto leggendo i fumetti Marvel, vedere queste storie prendere vita con l’energia di un anime e la spettacolarità di un moderno picchiaduro rappresenta un valore aggiunto che va oltre il semplice combattimento.

Oltre alla modalità Episodio troviamo All-Star Arena, una reinterpretazione del classico Arcade Mode con percorsi dedicati ai vari team, incontri differenti, modificatori e una buona rigiocabilità. Per chi desidera mettere alla prova le proprie abilità è presente anche una modalità Survival, mentre Arcadia Rumble rappresenta la vera sorpresa del pacchetto. Si tratta di una modalità pensata per il puro divertimento, nella quale fino a otto giocatori possono affrontarsi in una serie di minigiochi e prove ispirate all’universo Marvel. Una parentesi più leggera che spezza il ritmo delle modalità competitive e rende il gioco perfetto anche per le serate tra amici. Naturalmente non mancano il Training Mode, il tutorial dedicato al nuovo sistema 4vs4 e le classiche modalità Versus offline e online.

Artisticamente, Marvel Tōkon è semplicemente magnifico. Arc System Works conferma ancora una volta di essere un punto di riferimento assoluto nel settore. I modelli tridimensionali sembrano usciti direttamente dalle pagine di un fumetto, con animazioni curate in ogni dettaglio e una regia che rende ogni Super Mossa un piccolo spettacolo. Anche gli scenari sono ricchi di dettagli e riferimenti all’universo Marvel, mentre effetti particellari, esplosioni e transizioni contribuiscono a rendere ogni combattimento estremamente cinematografico senza compromettere la leggibilità dell’azione. La colonna sonora accompagna perfettamente gli incontri e il doppiaggio restituisce tutta la personalità dei protagonisti, completando un comparto audiovisivo di altissimo livello.
Lo Spirito Combattivo c’è Tutto
Marvel Tōkon: Fighting Souls riesce in un’impresa tutt’altro che semplice,raccogliere un’eredità pesantissima.Arc System Works parte da quel DNA costruito nelle sale giochi da titoli come X-Men vs. Street Fighter, Marvel Super Heroes vs. Street Fighter e successivamente Marvel vs. Capcom, ma invece di limitarsi a riproporne la formula prova a evolverla attraverso un sistema Tag 4vs4 che funziona. Il sistema Assemble rende assist e cambi parte integrante di ogni combattimento, lasciando grande libertà nella costruzione delle combo e soprattutto nella composizione del proprio team. È immediato da prendere in mano, ma mostra progressivamente una profondità capace di soddisfare anche chi vuole trascorrere ore in Training Mode alla ricerca della combinazione perfetta.

Alla fine torno inevitabilmente al punto da cui sono partito. Da bambino avevo dieci anni e davanti a quei cabinati non sapevo cosa fossero frame, rollback o cancel. Sapevo soltanto che vedere i miei eroi Marvel entrare nello schermo uno dopo l’altro, concatenando attacchi e mosse speciali, era incredibilmente divertente. Quasi trent’anni dopo, Marvel Tōkon è riuscito a farmi provare nuovamente quella sensazione.
E forse questo è il complimento più grande che potessi fargli.