ASUS ROG Rapture GT-BN98
✓ Was uns gefällt
- 🟢 Prestazioni dirette WiFi mostruose
- 🟢 Dotazione porte fisiche eccellente
- 🟢 App intuitiva e completa
- 🟢 Pronto per il futuro
✕ Was uns nicht gefällt
- 🔴 Prezzo davvero molto elevato
- 🔴 Prestazioni mesh
- 🔴 Nessun client WiFi 8 per ora
Asus ci ha ormai abituati a ricevere in redazione access point completamente fuori di testa, di quelli che quando arriva il momento di reimpacchettarli e rispedirli al mittente lasciano sempre un certo senso di vuoto interiore (e anche un brusco ritorno alla realtà per la propria rete domestica).

Dopo aver messo le mani su mostri sacri del calibro di ROG Rapture GT-BE19000 e sul più recente monolite verticale ROG Strix GS-BE18000, la casa taiwanese ha deciso che il Wi-Fi 7 ci stava già stretto e che era giunto il momento di farci fare un salto direttamente nel futuro con il nuovo ROG Rapture GT-BN98 (d’ora in avanti solo GT-BN98, per la gioia della nostra tastiera). Parliamo del primo gaming router al mondo basato sullo standard Wi-Fi 8, nome in codice IEEE 802.11bn o Ultra High Reliability, pensato non tanto per gonfiare ulteriormente i numeroni di picco sulla scatola quanto per rivoluzionare la stabilità, l’efficienza dello spettro e la costanza delle prestazioni nel mondo reale, dove tra pareti spesse, interferenze dei vicini e decine di dispositivi smart home collegati contemporaneamente la banda teorica finisce sempre per scontrarsi con la dura legge della fisica. Una mossa decisamente ardita e in pienissima linea con lo storico motto Republic of Gamers “For those who dare”, che in questo caso specifico potremmo tranquillamente tradurre con “per coloro che osano spendere 836 CHF su Digitec per uno standard di cui, al momento in cui scriviamo, non esiste ancora mezzo dispositivo client sul mercato” (spoiler: la nostra rete locale non ha fatto una piega e ha ringraziato sentitamente comunque).

Unter der Motorhaube
Passiamo subito alla ciccia tecnica, perché sotto la scocca di questo GT-BN98 c’è abbastanza silicio da far impallidire un piccolo data center domestico. Cuore dell’esperienza è il supporto nativo al protocollo Wi-Fi 8 IEEE 802.11bn (affiancato ovviamente dalla piena retrocompatibilità con Wi-Fi 7 e generazioni precedenti, oltre a IPv4 e IPv6) spalmato su una configurazione quad-band da ben 25 Gbps di throughput teorico combinato, con architettura Tx/Rx 4×4 su tutte le frequenze e modulazione a 4096-QAM. Scendendo nel dettaglio delle quattro radio messe a disposizione, troviamo una banda da 2.4 GHz capace di spingersi fino a 1376 Mbps, due bande distinte da 5 GHz con canali da 160 MHz che erogano fino a 5764 Mbps ciascuna e, infine, la regina incontrastata da 6 GHz con canali da 320 MHz capace di toccare la bellezza di 11529 Mbps. A gestire questa mole spaventosa di pacchetti ci pensano 2 GB di memoria RAM DDR4 affiancati da 256 MB di memoria Flash, il tutto alimentato da un trasformatore esterno da 60 W (12 V / 5 A). Il vero salto generazionale del protocollo 802.11bn risiede però nelle tecnologie pensate per domare il segnale in condizioni non ideali, a partire dai nuovi schemi di modulazione e codifica MCS che rendono molto più fluide e graduali le transizioni di velocità quando ci si allontana dall’access point, evitando quei fastidiosi crolli verticali di banda. Ancora più interessante da un punto di vista ingegneristico è l’introduzione di UEQM (Unequal Modulation), una funzione che permette a ciascuno stream spaziale delle antenne di negoziare in modo totalmente indipendente la propria modulazione ottimale (per intenderci, sui vecchi standard se un’antenna subisce un’interferenza da multipath indoor e scende a 1K-QAM trascina nel baratro anche le altre, mentre qui gli stream puliti continuano a viaggiare tranquillamente a 4K-QAM).

Chiudono il cerchio delle novità di protocollo il sistema NPCA (Non-Primary Channel Access), che in abbinamento al Multi-Link Operation sposta istantaneamente il traffico su un sub-canale secondario quando il canale primario è intasato dalle reti limitrofe mantenendo il ping inchiodato al suolo, le tecnologie ELR e DRU per raddoppiare la copertura dei piccoli dispositivi IoT a basso consumo, e una versione affinata di EDCA e DSO per coordinare la qualità del servizio senza far aspettare nessun pacchetto. E se il comparto radio fa impressione, la dotazione di porte fisiche sul retro non è da meno e accontenta anche i feticisti del cavo di rete più esigenti: abbiamo due porte da 10 Gbps (una WAN/LAN configurabile e una LAN dedicata che funge da Gaming Port ad altissima priorità), quattro porte da 2.5 Gbps (una WAN/LAN e tre LAN), una porta da 1 Gbps LAN tradizionale per qualche vecchia periferica, oltre a una porta USB 3.2 Gen 1 e una USB 2.0 (sempre comode per attaccare un disco esterno come NAS di fortuna o un modulo cellulare di backup, anche se come buona norma tecnica è meglio evitare di infilare periferiche nella USB 3.0 se volete spremere fino all’ultimo megabit di test puri sulla banda 2.4 GHz senza fruscii elettromagnetici).

Design da spooky season
Guardando il GT-BN98 piazzato sulla scrivania, non ci sono davvero dubbi su quale mente lo abbia partorito: a differenza dell’approccio più sobrio e verticale visto sull’ASUS ROG Strix GS-BE18000, qui torniamo prepotentemente alle forme da astronave madre aliena già ammirate sul mastodontico ROG Rapture GT-BE19000. Otto massicce antenne esterne fisse (potete orientarle e ruotarle con uno scatto solido e rassicurante, ma non provate a svitarle perché non sono rimovibili) circondano uno chassis spigoloso, aggressivo e imponente, dominato sulla parte superiore da una placca argento e nera con dettagli semi-trasparenti e un gigantesco logo ROG a matrice di punti illuminato con LED Aura RGB (che potete far brillare con sette effetti diversi per urlare al mondo la vostra fede videoludica, oppure spegnere del tutto tramite l’apposito tasto fisico sul retro se preferite non trasformare il salotto in una discoteca).

Sul bordo frontale trova posto una batteria completa di otto indicatori LED per tenere d’occhio a colpo d’occhio stato dell’alimentazione, bande radio attive e link a 10G, mentre la costruzione generale restituisce un feeling decisamente premium e smaltisce il calore in modo egregio senza mai diventare bollente. La vera sorpresa in positivo, soprattutto considerando la complessità mostruosa di un apparato del genere, riguarda però la messa in opera e la gestione software affidata al nuovo firmware ASUSWRT 6.0 e all’eccellente applicazione mobile ASUS Router.

Il setup iniziale tramite smartphone è di una facilità disarmante e richiede una manciata di minuti (abbiamo battezzato la nostra rete di test con il filosofico SSID “WhyAsusWifi8”, giusto per mettere subito in chiaro il nostro sano scetticismo iniziale prima di venire travolti dai numeri): si inquadra il codice QR, si definiscono le credenziali, si lasciano aggiornare i firmware delle unità e si è immediatamente operativi. Dando uno sguardo alle schermate dell’app, la quantità di opzioni a portata di tap senza che Asus vi chieda un singolo centesimo di abbonamento aggiuntivo (una rarità preziosa al giorno d’oggi) è semplicemente encomiabile. Dalla home possiamo gestire e ottimizzare con un tocco l’intero Sistema WiFi AiMesh visualizzando i nodi collegati in cascata, lanciare la Diagnostica di rete integrata che passa ai raggi X dispositivo, router, modem e connessione internet, oppure tuffarci nelle impostazioni avanzate della Rete principale per forzare esplicitamente la Modalità WiFi su WiFi 8 mantenendo una saggia compatibilità bilanciata (WiFi 6) sulla 2.4 GHz per non far impazzire la domotica di casa.

Chi ama sporcarsi le mani con le frequenze può entrare nel menu dedicato ai canali e gestire separatamente 5GHz-1 (ad esempio sul canale 36) e 5GHz-2 (sui canali alti come il 100), attivando o disattivando con uno switch la larghezza di banda a 160 MHz e l’inclusione automatica dei canali DFS. Sul fronte squisitamente ludico, oltre alla suite di sicurezza gratuita AiProtection con blocco di pubblicità, tracker e siti malevoli e alla gestione di VLAN e Guest Network Pro, troviamo chicche come Open NAT per creare regole di port forwarding senza mal di testa pescando da profili pronti all’uso (sì, c’è persino il preset già pronto per World of Warcraft per esempio!), il sistema di selezione delle priorità con Bilanciamento AI (che regola automaticamente il traffico in base all’utilizzo oppure ci lascia privilegiare a mano Gaming, Streaming, Home working o Ufficio) e la spettacolare Modalità di gioco mobile, che assegna priorità “Alto” allo smartphone mostrandoci una dashboard dedicata in rosso fuoco con monitoraggio in tempo reale di ping (11,7 ms nel nostro controllo rapido), deviazione ping (0,0 ms spaccati) e perdita di pacchetti (0% con verdetto diagnostico “Perfetto”).

Vroom vroom fa il Wi-Fi
Arriviamo al momento della verità, ovvero come si comporta questa belva quando si smette di leggere i grafici del materiale informativo e si inizia a far scorrere traffico vero dentro i cavi e nell’etere di casa nostra. Facciamo subito una premessa metodologica fondamentale: per testare il GT-BN98 non abbiamo nemmeno aperto servizi online come Speedtest.net o Fast.com, semplicemente perché a questi livelli non ha più alcun senso logico usarli, dato che l’access point è letteralmente più veloce dei loro server esterni e finiremmo per misurare i colli di bottiglia di internet invece della rete locale.

Per mettere davvero alla frusta il router abbiamo quindi allestito il nostro ambiente di test poggiandoci su un server dedicato casalingo collegato direttamente alla porta da 10 Gbps dell’access point principale, facendo girare sia istanze di OpenSpeedTest via browser sia sessioni pesanti di iPerf3. Come anticipato in apertura non avevamo a disposizione alcun dispositivo client dotato di ricevitore Wi-Fi 8 (semplicemente perché non esistono ancora in commercio per noi comuni mortali), quindi abbiamo deciso di spremere il GT-BN98 in collegamento diretto via Wi-Fi 7 utilizzando il dispositivo più moderno e corazzato nel nostro arsenale, un Samsung Galaxy Z Fold 7 Ultra.

Ebbene, tenetevi forte perché le prestazioni in singolo via Wi-Fi 7 sono qualcosa di letteralmente fuori scala: su OpenSpeedTest il nostro Z Fold 7 Ultra ha stampato a schermo una velocità mostruosa di 3909.0 Mbps in download con un ping di appena 3 ms e un jitter quasi inesistente di 0.2 ms, mentre nella sessione focalizzata sull’upload ha addirittura sfondato il muro dei quattro gigabit, toccando 4029.0 Mbps in upload. Numeri da capogiro su uno smartphone pieghevole, confermati anche dalla brutale onestà di iPerf3: lanciando il test in connessione diretta all’AP principale, sia la schermata dell’app sul telefono sia il terminale Linux lato server hanno certificato un trasferimento di ben 5.63 GBytes di dati in 20.01 secondi, mantenendo una banda media granitica di 2.42 Gbits/sec (con picchi nei singoli intervalli che hanno toccato i 2.65 e 2.66 Gbps e una singola ritrasmissione isolata su tutto il test).

Abbiamo poi voluto mettere alla prova una coppia di questi GT-BN98 configurati in mesh wireless, collegando i nostri client al secondo nodo impiegato come bridge per vedere quanto di questa magia sopravvive al salto radio tra le due unità. Qui, va detto con estrema franchezza, le performance si sono rivelate buone ma non estreme come ci saremmo aspettati dopo l’ubriacatura del collegamento diretto: passando attraverso il nodo mesh, OpenSpeedTest ha fatto segnare 660.4 Mbps in download (pur mantenendo un’ottima reattività con 3 ms di ping), mentre iPerf3 ha registrato lato client sul telefono una media di 677.0 Mbps in ricezione e 676.0 Mbps in invio con 1.58 GB trasferiti e qualche fluttuazione di troppo (in un intervallo siamo scesi a 325.0 Mbps con 494 pacchetti ritrasmessi, per poi risalire fino a 954.0 Mbps).

Intendiamoci, 800 Mbps reali attraverso un ponte radio wireless bastano e avanzano per qualsiasi attività umana, ma se confrontiamo l’esperienza complessiva con quanto avevamo visto sui fratelli Wi-Fi 7 come il già citato ASUS ROG Rapture GT-BE19000 o il ROG Strix GS-BE18000, appare evidente che il backhaul wireless su un firmware così giovane abbia ancora margine di maturazione, mentre in connessione diretta il nuovo hardware radio del GT-BN98 riesce a spremere i client Wi-Fi 7 attuali come non avevamo mai visto prima d’ora.

Call me impressed
Tirando le somme, l’ASUS ROG Rapture GT-BN98 è un concentrato di tecnologia estrema che fa esattamente quello che promette il marchio ROG: esagerare in ogni singolo comparto e arrivare sul mercato prima di tutti gli altri. L’assenza totale di schede di rete e smartphone Wi-Fi 8 rende impossibile oggi sfruttare sul campo con i propri dispositivi personali tutte le raffinatezze esclusive dello standard 802.11bn come UEQM o NPCA, trasformando l’acquisto in un investimento fortemente proiettato nei prossimi anni, e i nostri test in configurazione mesh hanno dimostrato che usando due unità come ponte wireless le velocità si ridimensionano sensibilmente rispetto alle potenzialità teoriche delle antenne.

D’altro canto, la dotazione di porte fisiche con doppia 10 Gbps e quattro porte da 2.5 Gbps è semplicemente regale, il software ASUSWRT 6.0 affiancato dall’app mobile offre una facilità di configurazione e una profondità di controllo da primo della classe senza l’odiosa tassa degli abbonamenti mensili, e le prestazioni che siamo riusciti a tirare fuori in Wi-Fi 7 sul nostro Z Fold 7 Ultra collegato direttamente all’unità principale (sfiorando i 4 Gbps in download e superandoli in upload sulla rete locale a 10 Gbps) lasciano letteralmente a bocca aperta. Certo, il cartellino del prezzo fissato a 836 CHF su Digitec lo posiziona in una fascia ultra-enthusiast (e se volete farne un sistema mesh comprandone due vi parte lo stipendio), ma se avete un’infrastruttura casalinga cablata a 10 Gigabit, cercate un router definitivo per il gaming e volete già trovarvi in pole position per l’era del Wi-Fi 8, questo GT-BN98 saprà regalarvi soddisfazioni immense.
