Il marketing ci ha abituati a numeri sempre più grandi, spesso scollegati dalla realtà percepibile. Quando Samsung ha annunciato un monitor da 500Hz, la prima reazione è stata di scetticismo: serve davvero o è solo un esercizio di stile? Samsung Odyssey OLED G6 (modello G60SF) prova a rispondere a questa domanda puntando tutto sulla velocità estrema.

Non è un monitor per tutti e non cerca di esserlo; è una periferica specializzata per chi vive di eSports e conta i millisecondi. Abbiamo messo alla prova questo pannello QD-OLED da 27 pollici per capire se, al di là della scheda tecnica impressionante, l’esperienza d’uso giustifichi un investimento così importante.

Veloce, anzi, velocissimo
Alla base di tutto c’è un pannello QD-OLED di terza generazione prodotto da Samsung Display, con risoluzione QHD (2560×1440). Questa tecnologia ibrida utilizza i Quantum Dot per migliorare la luminosità e il volume colore rispetto ai tradizionali OLED WOLED, garantendo una copertura del 99% dello spazio DCI-P3. Tuttavia, il dato che definisce questo schermo è il refresh rate di 500Hz: il pannello aggiorna l’immagine ogni 2 millisecondi. Abbinato a un tempo di risposta GtG di 0.03ms, siamo di fronte a specifiche che annullano quasi del tutto il motion blur.

Una scelta tecnica che farà discutere i puristi dell’immagine è la finitura Opaca (Matte) del display, che Samsung chiama Glare Free. A differenza dei pannelli glossy che esaltano il micro-contrasto e la profondità dei neri in stanze buie, Samsung ha optato per un trattamento anti-riflesso molto aggressivo. Se da un lato questo riduce leggermente la percezione di pop dell’immagine, dall’altro rende il monitor perfettamente utilizzabile anche in ambienti con luci incontrollate, un compromesso spesso necessario per chi gioca molte ore al giorno. E, nonostante i neri si alzino un pochino, siamo assolutamente dei fan di questa tecnologia, visto che elimina davvero tanto fastidiosi riflessi.

Design styloso
Samsung ha abbandonato la plastica scricchiolante delle generazioni passate per un telaio in vero metallo argentato, con uno spessore ridotto a soli 3.9 mm nei punti più sottili. La qualità costruttiva è innegabilmente premium. Sotto la scocca, per gestire il calore senza ventole rumorose, è stato integrato il sistema OLED Safeguard+: si tratta di una Pulsating Heat Pipe, un sistema di raffreddamento a liquido dinamico che disperde il calore in modo cinque volte più efficiente rispetto ai fogli di grafite standard, lavorando insieme ad algoritmi che riducono la luminosità di loghi e barre statiche per prevenire il burn-in.
Una cosa così, insomma
Dal punto di vista ergonomico, lo stand esagonale è solido e occupa poco spazio, ma c’è un difetto progettuale fastidioso: le porte (due HDMI 2.1, una DisplayPort 1.4 e hub USB) sono orientate orizzontalmente verso l’esterno. Questo rende difficile l’installazione a parete o su bracci VESA, poiché i cavi sporgono posteriormente impedendo di posizionare il monitor a filo muro. Manca inoltre una porta USB-C, un’assenza difficile da giustificare nel 2025 su questa fascia di prezzo, costringendo a usare cavi separati per connettere un laptop.

Esperienza in gaming
All’atto pratico, i 500Hz offrono una fluidità reale, ma il guadagno percepito dipende molto da cosa siete abituati a usare. Il salto dai 60Hz o 144Hz a questo pannello è netto e immediatamente visibile: la motion clarity è eccellente e il tracking dei bersagli in giochi come Valorant o Destiny 2 risulta estremamente naturale. Tuttavia, la differenza rispetto a un pannello da 360Hz rientra nella legge dei rendimenti decrescenti: si nota, ma è molto meno impattante. La qualità dell’immagine in SDR è ottima, con una luminosità di circa 320 nits che supera molti concorrenti OLED.

In HDR, invece, il monitor si ferma a un picco reale di circa 680 nits, un valore inferiore ai quasi 1000 nits raggiunti dalla variante ASUS dello stesso pannello. I neri restano perfetti grazie alla tecnologia OLED, ma l’impatto dei colpi di luce è meno violento. Va sottolineato un aspetto cruciale: per sfruttare davvero questo monitor serve un PC di fascia altissima. Se la vostra scheda video non riesce a generare 400-500 FPS stabili a risoluzione 1440p, state comprando una tecnologia che di fatto non utilizzerete.

Conclusioni
Samsung Odyssey OLED G6 (G60SF) è un prodotto tecnicamente spettacolare per il suo target specifico: il giocatore competitivo che cerca la massima reattività possibile e apprezza la riduzione dei riflessi offerta dal pannello opaco. La costruzione in metallo e il sistema di raffreddamento avanzato sono passi avanti notevoli per la categoria. Tuttavia, il posizionamento di prezzo è problematico. A circa 685 CHF, il G6 costa significativamente più di concorrenti che montano lo stesso pannello e offrono una porta USB-C, pur avendo materiali meno nobili. È un monitor eccellente, ma consigliabile principalmente a chi ha l’hardware per spingerlo al limite e il budget per non badare a qualche mancanza funzionale.

The Good
- 500Hz e 0.03ms
- Design e materiali
- Sistema di raffreddamento Safeguard+
- Pannello matte efficace contro i riflessi
The Bad
- Niente USB-C
- Porte posteriori scomode per montaggio a muro
- Decisamente non alla portata di ogni GPU
