Non servono molte presentazioni per illustrare i remake della prima generazione, conosciuti alle nostre latitudini come Blu e Rosso nel lontano 1998 su Game Boy. Pokémon Verde Foglia (VF) e Rosso Fuoco (RF) nascono appunto come rifacimenti su Game Boy Advance, rivisti con la stessa grafica a 16 bit di Pokémon versione Rubino e Zaffiro (usciti nel 2003) che introdussero la terza generazione.

È interessante notare come, a oltre vent’anni dalla pubblicazione originale, Nintendo riproponga la stessa esperienza su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 senza modificarne una virgola. Al prezzo di 20 CHF, VF e RF sono disponibili sul Nintendo eShop in tutte le lingue di localizzazione originali. Tuttavia, chi sperava in un’integrazione con la Virtual Console del servizio Nintendo Switch Online potrebbe rimanere deluso. Noi abbiamo potuto giocare e finire Pokémon Verde Foglia (VF) in lingua italiana. Qui in seguito le nostre constatazioni.
Un’esperienza esattamente uguale a quella su Gameboy Advance
Ci sono differenze con gli originali? Praticamente nessuna. I due titoli arrivano in occasione del trentesimo anniversario della saga, in contemporanea all’annuncio della decima generazione. Le uniche novità di queste versioni sono il supporto a Pokémon HOME (non ancora implementato al lancio) e la piena compatibilità con la modalità Docked, che permette di giocare sulla TV. Giocare a Pokémon VF su una console come Nintendo Switch 2, soprattutto su grande schermo (TV e portatile) è certamente un’esperienza diversa in confronto a quella del Gameboy Advance il quale, a suo tempo, aveva uno schermo di soli 2.9 pollici. Beneficiare di un polliciaggio più grande è si, molto meglio, ma chiaramente mette in evidenza i limiti del gioco spesso, ovvero il fatto di giocare a un titolo 16bit con pixel giganteschi (ricordiamo la risoluzione di 240×160). Pertanto, puntualmente si ritornava a giocare sullo schermo della Nintendo Switch 2 grazie allo schermo più piccolo, pur non cambiando la risoluzione…ma l’immagine resta a nostro parere più godibile.
Ci sono, perlomeno, i leggendari degli eventi tenuti nel 2006 e nel 2007…
Come nel 2004, è possibile scambiare Pokémon in locale sfruttando il wireless della console (che all’epoca richiedeva un adattatore esterno). Molto gradita la possibilità di ricevere, dopo la Lega, il Biglietto Magico e il Biglietto Aurora per catturare Lugia, Ho-Oh e Deoxys nelle isole del Settipelago. Questi biglietti erano ottenibili originariamente solo tramite eventi fisici (come i Pokémon Day 2006 e 2007 a Mirabilandia), mentre ora vengono sbloccati automaticamente. Inoltre, è stato risolto il glitch della mossa Boato: nelle versioni originali, se usata da Entei o Raikou, questi sparivano definitivamente dalla mappa; un problema che ora non sussiste più.
In conclusione, VF e RF ripropongono l’esperienza di Kanto in chiave 16 bit con uno degli endgame più apprezzati di sempre. Per chi vuole conquistare le otto medaglie, questi titoli restano un evergreen imperdibile, con i dovuti limiti da tenere in considerazione nel 2026. Chiaramente permangono la totale assenza del ciclo giorno/notte (niente Umbreon o Espeon), la mancanza del meteo e impossibilità di lottare online o modificare IV e Nature. Per 20 CHF, forse ci si sarebbe aspettato qualcosa di più…
The Good
- è uno dei miglio remake di Pokémon...nel 2004
- I biglietti per i leggendari di seconda e terza generazione garantiti ed effetto nostalgia assicurato...
The Bad
- ... ma si limita solo a quello
- Pokémon HOME implementato solo in un secondo momento
- 20 CHF per ogni singola versione differente, separate per ogni singola lingua








