Nintendo Virtual Boy

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Nintendo Virtual Boy

Siamo in un periodo decisamente particolare per il gaming portatile, dove la versatilità di Nintendo Switch (e Switch 2) non sono più la novità. Il nuovo Virtual Boy per Nintendo Switch e Switch 2 non è una semplice periferica, ma un’operazione di recupero storico nostalgico che trasforma la console ibrida in un pezzo da esposizione cyberpunk. Questa replica in plastica, dal costo di circa 100 CHF, è un omaggio viscerale a quello che rimane il più grande imbarazzo hardware di Nintendo; parliamo di un sistema che nel 1995 vendette appena 770.000 unità prima di essere frettolosamente ritirato.

Nonostante l’aura di fallimento che lo circonda, la casa di Kyoto ha deciso di riproporlo con una fedeltà costruttiva che rasenta l’ossessione, modellando persino finti selettori del volume e ingressi controller che servono solo a nutrire la nostalgia dei collezionisti, specialmente per chi non ha mai avuto la fortuna di possedere l’introvabile pezzo originale. Realizzato davvero bene, si sente che la densità delle plastiche è di un altro livello rispetto alle varianti economiche in cartone.

Un guscio premium

Sotto il profilo costruttivo, ci troviamo di fronte a un guscio solido che alloggia la Switch tramite un sistema di dock a molla estremamente stabile. La compatibilità è garantita da un adattatore metallico interno: di serie l’unità è configurata per il nuovo Switch 2, ma basta un minuto di lavoro con un cacciavite per installare la piastra destinata al modello originale e al suo display OLED. Purtroppo, e comprensibilmente per ragioni fisiche, il modello Lite rimane tagliato fuori dai giochi. L’esperienza visiva si affida a lenti concave protette da filtri rossi rimovibili, che Nintendo promette di sfruttare in futuro per introdurre palette cromatiche alternative via software. Anche se la risoluzione 1080p dello Switch 2 offre una densità d’immagine superiore, la natura volutamente lo-fi dei titoli originali rende l’esperienza coerente su entrambe le generazioni di hardware, eliminando finalmente lo sfarfallio degli specchi oscillanti del 1995 grazie ai moderni pannelli IPS.

Ergonomia: fedeltà o tortura?

L’ergonomia rimane il vero elefante nella stanza, poiché Nintendo ha scelto di non correggere i peccati originali di trent’anni fa in nome della preservazione artistica. Il visore poggia su un solido treppiede metallico con piedini in gomma, ma la postura inchinata in avanti necessaria per guardare nelle lenti è rimasta scomoda come un tempo, causando rapidamente quel familiare dolore cervicale che molti veterani ricordano con terrore. L’oculare in schiuma è però molto più confortevole rispetto al passato e isola molto bene dalla luce ambientale, offrendo spazio sufficiente anche per chi indossa occhiali ingombranti (ma non troppo). Rimane tuttavia il fastidio di una user experience che richiede di estrarre fisicamente la console ogni volta che si desidera chiudere l’app, poiché i controlli touch sono inaccessibili una volta che la Switch è sigillato nel guscio.

Giochi

Il cuore pulsante dell’offerta sono ovviamente i giochi, accessibili tramite l’app dedicata che però richiede non solo l’abbonamento base al Nintendo Online, ma anche il costoso Pacchetto Aggiuntivo. È una scelta che ci fa storcere il naso: per una periferica fisica così cara, avrebbero potuto includere almeno un codice per un periodo di prova incluso. La lista dei titoli al lancio è limitata ma significativa. Virtual Boy Wario Land è la vera gemma, un platform che usa la profondità per meccaniche di gameplay ancora oggi brillanti, mentre Red Alarm ci trascina in un simulatore di volo in wireframe che sembra uscito da un incubo vettoriale. Teleroboxer è essenzialmente un Punch-Out!! con i robot dove la stereoscopia aiuta a percepire la distanza dei pugni, e 3D Tetris sfida la nostra percezione spaziale facendoci ruotare blocchi in un pozzo profondo. Non aspettatevi però una valanga di titoli futuri: il catalogo storico contava solo 22 giochi ufficiali; quindi, la carne al fuoco finirà presto.

Forse il peggior screenshot che vi abbiamo mai proposto, si

Per pochi collezionisti, pazzi e nostalgici

In definitiva, questo nuovo Virtual Boy è una celebrazione dell’assurdo, un oggetto che sfida le leggi della praticità per offrire un’immersione stereoscopica pura. È un acquisto dedicato ai collezionisti che apprezzano la tecnologia nel suo stato più grezzo e sperimentale, un accessorio che non vi farà sembrare “cool” durante l’uso, ma che brillerà come pochi altri sulla vostra scaffalatura dedicata ai cimeli. Se siete disposti a ignorare il prezzo relativamente elevato e la scomodità congenita, vi ritroverete tra le mani un frammento di storia nobilitato da plastiche premium, perfetto per sessioni brevi ma intensamente nostalgiche.

The Good

  • Vero pezzo da collezione
  • Wario Land capolavoro 3D
  • Costruzione in plastica premium

The Bad

  • Ergonomia? Cos'è?
  • Richiede abbonamento online avanzato
  • Nessun codice prova incluso

Written by: Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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