Il mercato del networking di fascia alta ci ha abituati male: se volete il top della tecnologia, dovete essere pronti a vendere un rene e a mettere in salotto un dispositivo che sembra un’astronave aliena. Con il ROG Strix GS-BE18000, ASUS tenta un approccio diverso, quasi controcorrente.

Abbandona le forme arachnoidi piene di antenne esterne per proporre un design più maturo e, incredibilmente, lancia una sfida sul prezzo assai intrigante. Trovandolo a circa 271 CHF (prezzo attuale su Digitec, che salgono però a 375 sul sito di Asus), questo dispositivo smette di essere solo un buon router e diventa invece molto interessante!

Roghissimamente ROG
L’estetica è sempre un punto soggettivo, ma qui c’è un oggettivo passo avanti verso la sobrietà. Il GS-BE18000 si presenta come un monolite nero verticale. Certo, lo stile ROG c’è e si vede: tagli netti, logo RGB frontale personalizzabile. Tuttavia il fatto di non avere otto antenne che spuntano in ogni direzione lo rende molto più facile da digerire in un ambiente domestico rispetto ai ragni della serie Rapture (e che sono comunque un simpatico argomento di discussione eh!). È una macchina che sta bene anche su una libreria senza urlare sono un gamer a chiunque entri nella stanza.

Sotto la scocca, l’ingegneria è notevole. ASUS ha scelto la strada del raffreddamento passivo: niente ventole, niente ronzii. Il router dissipa il calore tramite grossi heatsink interni e un design a camino che favorisce il flusso d’aria naturale. Il risultato è un silenzio assoluto, una caratteristica che apprezziamo molto quando l’hardware di rete deve convivere con la nostra vita quotidiana. Per questo motivo il router sembra un po’ “vuoto”, nel senso che pare più grande del normale senza contenere poi molto. Dev’essere per questo ma non abbiamo osato smontare il device, credo che Asus non sarebbe stata felice quando glielo ritorniamo…

2.5 Gigabit
Girando il dispositivo, ci si trova davanti a quella che è la vera killer feature per l’utente avanzato: un arsenale di porte Ethernet. ASUS ha integrato uno switch di fascia alta direttamente nello chassis, offrendo ben otto porte RJ45. Abbiamo una porta WAN dedicata e sette porte LAN, e tutte viaggiano a 2.5 Gbps. Per chi ha cablato casa, è un passo nella buona direzione: si possono collegare NAS, PC fisso, console e access point aggiuntivi alla massima velocità senza dover acquistare switch esterni costosi.

Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia che va analizzato onestamente. In un prodotto così avanzato, l’assenza di una porta 10 Gbps si fa sentire come un’occasione mancata. Avremmo preferito, anche solo sulla WAN, un ingresso a 10G per essere pronti alle connessioni in fibra XGS-PON sempre più presenti nel nostro paese. È vero però che, guardando il prezzo di 270 CHF, pretendere la 10G sarebbe forse irrealistico; in questa fascia di mercato, otto porte a 2.5G sono già un’anomalia positiva più unica che rara.

Prestazioni reali
Non ci siamo limitati a leggere la scheda tecnica, ma abbiamo messo alla frusta il router con client di ultimissima generazione, tra cui uno Z Fold 7 e un MacBook M4, per vedere fino a che punto si può spingere il Wi-Fi 7. I risultati sono stati assai buoni. Utilizzando Speedtest.net e Fast.com sullo smartphone, abbiamo toccato picchi di download reali verso Internet di 1.74 Gbps e 1.6 Gbps. Questo significa che il router riesce a trasmettere via aria quasi l’intera banda di una connessione in fibra domestica top di gamma, con latenze ridicole intorno ai 22ms su server esterni.

Ma è nei test locali che l’hardware mostra i muscoli. Mettendo sotto stress la rete locale con OpenSpeedTest, lo Z Fold 7 ha registrato oltre 1.5 Gbps in download e 1.1 Gbps in upload con un ping locale di soli 4ms. Ancora più impressionanti i test tecnici con iPerf3 in protocollo UDP, dove abbiamo spinto il router al limite fisico: abbiamo registrato un throughput di 2.15 Gbits/sec.

Questo dato è fondamentale perché dimostra che il collo di bottiglia non è il Wi-Fi, ma la porta cablata stessa: il router sta saturando quasi completamente l’interfaccia a 2.5G via wireless. Anche in TCP, con test multi-stream sul MacBook M4, la velocità si è assestata su un solidissimo 1.48 Gbps. In sintesi: via Wi-Fi andrete veloci quanto via cavo.

Software e setup
L’ecosistema ASUS si conferma una garanzia, anche se l’occhio vuole la sua parte e qui la parte è molto “aggressiva”. L’interfaccia web, pur essendo ricchissima di opzioni, mantiene quella skin rossa e nera molto Gamer che può piacere o stancare, ma che non sacrifica in termini di funzionalità. C’è tutto quello che ci si aspetta e anche di più: VPN Fusion per gestire tunnel criptati solo su specifici dispositivi, AiMesh per estendere la rete e una suite di sicurezza completa.

Dobbiamo anche riconoscere l’immediatezza del primo avvio. Utilizzando l’app per smartphone, il setup è di una facilità disarmante, rendendo accessibile una macchina così complessa anche a chi non è un super esperto. Una volta configurato, il router gestisce in autonomia le tre bande (2.4, 5 e 6 GHz) grazie al Wi-Fi 7 e alla tecnologia MLO (Multi-Link Operation), garantendo latenze minime.

Conclusioni
ASUS ROG Strix GS-BE18000 è il router che non ci aspettavamo. A 270 CHF è un best buy che ridefinisce cosa possiamo pretendere nella fascia media-alta. È la scelta perfetta per chi vuole un design pulito (niente antenne esterne), silenziosità totale e un’infrastruttura cablata massiccia a 2.5 Gbps senza spendere una fortuna. Se riuscite a perdonargli la mancanza della porta 10G, vi portate a casa un monolite di connettività che farà viaggiare la vostra rete domestica per gli anni a venire.

The Good
- Rapporto qualità/prezzo molto interessante
- Ben 8 porte Ethernet tutte a 2.5 Gbps
- Design monolite pulito senza antenne esterne
- Setup via App semplice e immediato
The Bad
- Manca una porta WAN/LAN a 10 Gbps
- Interfaccia web graficamente un po' troppo da GAMER
- Porta USB 3.0 non velocissima per uso NAS intensivo
