Navigare nel mercato dei controller Pro è sempre più difficile. Tra modelli che costano quanto mezza console e levette che iniziano a driftare dopo tre mesi, trovare il controller che fa solo per noi non è semplice. ASUS aveva già tentato di dare la sua risposta con il Raikiri Pro, un pad che sfoggiava un piccolo schermo OLED molto stiloso ma forse poco utile all’atto pratico.

Con il nuovo ROG Raikiri II Xbox Wireless, l’azienda taiwanese cambia rotta e punta tutto sulla sostanza tecnologica, introducendo acronimi nuovi come TMR e rivoluzionando l’approccio alla gestione software. Abbiamo passato diverse settimane con questo controller da circa 200 franchi per capire se la rimozione dei fronzoli e l’aggiunta di sensori magnetici giustifichino un prezzo così importante.

Design ROG ma non troppo
Esteticamente il Raikiri II non fa nulla per nascondere la sua natura da prodotto ROG. La scocca è ricoperta dalla tipica texture “tech-camo” fatta di minuscole scritte, mentre il pulsante Xbox centrale ha una forma triangolare che di sicuro non fa Xbox. L’elemento distintivo è una striscia RGB che attraversa il controller in diagonale: un tocco scenografico che fa la sua figura sulla scrivania, anche se dobbiamo ammettere che durante il gioco tende a sparire coperta dalle mani o, al buio, potrebbe risultare persino una distrazione se tenuta alla massima luminosità.

In termini di ergonomia, il peso di circa 255 grammi restituisce una sensazione di solidità senza risultare un macigno stancante come altri competitor. Una chicca di design assolutamente geniale, che vorremmo vedere su ogni periferica wireless, è la presenza di uno sportellino posteriore che nasconde un vano dedicato per il dongle USB. Sembra una banalità, ma la possibilità di riporre il ricevitore dentro il pad stesso quando ci si sposta è una comodità che salva dal classico panico da smarrimento (che comunque a noi non è MAI successo…). I tasti posteriori extra sono fissi e posizionati più vicini all’impugnatura rispetto alle palette di un Elite Series 2; questa scelta richiede un po’ di rieducazione della memoria muscolare, ma una volta abituati si rivelano piuttosto comodi da usare.

Asus non ha nemmeno fatto la taccagna, aggiungendo una dotazione di accessori che raramente si vede in questa categoria. Aprendo la confezione, non si trova il solito blister di plastica, ma un vero e proprio ecosistema. Spicca subito la custodia rigida da viaggio, perfetta per proteggere il pad, e un cavo USB di ottima fattura. Ma il vero tocco di classe è la base di ricarica inclusa: uno stand magnetico solido che permette di appoggiare il pad comodo sulla scrivania o sul mobile TV e con le batterie cariche.

Hardware
Il vero salto di qualità di questo controller risiede nella tecnologia degli stick analogici. ASUS ha adottato i sensori TMR (Tunneling Magnetoresistance), una tecnologia magnetica che promette una precisione superiore e, soprattutto, l’immunità al famigerato stick drift che affligge i potenziometri classici. La sensazione sotto i pollici è di estrema fluidità e precisione millimetrica. Anche i pulsanti frontali e i bumper abbandonano le membrane gommose per abbracciare i microswitch meccanici. Il feedback è molto diverso dal solito, restituendo un “click” secco e immediato simile a quello di un mouse da gaming. Inizialmente la sensazione ci ha un po’ spiazzato, ma la reattività che ne deriva ci ha anche davvero convinto. I grilletti posteriori offrono la possibilità di bloccare la corsa tramite selettori fisici, trasformandoli da trigger analogici per i giochi di guida a pulsanti istantanei per gli sparatutto. Sul fronte della connettività, il controller è un dispositivo Tri-mode che supporta Bluetooth, USB-C cablato e RF 2.4GHz tramite il dongle incluso. Qui c’è un dettaglio fondamentale da notare: per utilizzare il controller in wireless su Xbox Series X|S, è obbligatorio collegare il dongle USB alla console, poiché il pad non supporta il protocollo wireless proprietario nativo di Microsoft. Non manca infine un DAC ESS integrato per migliorare l’audio in cuffia tramite il jack da 3.5mm, un tocco di classe per chi si vuole collegare con delle cuffiette direttamente al pad (o su Xbox!).

Software di gestione (su PC)
Questa è la sezione dove ci aspettavamo di dover criticare (come ci piace fare, eheheh!) il pesante software Armoury Crate, e invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi. ASUS ha introdotto anche qui Gear Link, una suite di configurazione basata interamente su browser web. Questo significa che non è necessario installare gigabyte di software sul PC per settare il controller. Basta collegarlo, aprire il sito e si ha accesso a una delle suite di personalizzazione più complete e granulari mai viste.

Attraverso Gear Link è possibile rimappare liberamente i sei pulsanti extra, gestire le curve di risposta degli stick e definire con precisione chirurgica le zone morte dei grilletti analogici. Anche la vibrazione è gestibile in modo indipendente sui vari motori, così come l’illuminazione RGB, che può essere impostata su statico, breathing o reattivo, personalizzando colori e intensità delle diverse zone.

È persino possibile decidere a quale percentuale di batteria ricevere l’avviso di scarica e dopo quanto tempo attivare la modalità riposo. Tutte queste impostazioni possono essere salvate in ben cinque profili diversi direttamente nella memoria del controller, rendendolo pronto all’uso su qualsiasi piattaforma senza bisogno di riconfigurarlo ogni volta.

In Gioco
All’atto pratico, il Raikiri II si comporta come un controller tradizionale, di primo impatto. Gli stick TMR offrono un controllo della mira eccellente, privo di incertezze o zone morte indesiderate una volta impostati secondo le vostre preferenze. La natura clicky dei pulsanti frontali si traduce in una rapidità di esecuzione che si apprezza particolarmente nei titoli frenetici o nei platform, dove il tempismo è tutto.

I tasti posteriori, sebbene richiedano un periodo di adattamento per la loro posizione, offrono un certo vantaggio competitivo. La stabilità della connessione tramite dongle si è rivelata impeccabile sia su PC che su Xbox, senza latenze percepibili. È difficile dire oggi se gli stick dureranno davvero anni, ma la qualità costruttiva che abbiamo percepito durante i test sembra molto promettente.

Conclusioni
ASUS ROG Raikiri II Xbox Wireless rappresenta un’evoluzione intelligente e matura della linea. Abbandonando il figo ma un po’ inutile schermo OLED, ASUS ha potuto concentrarsi su ciò che conta davvero: stick TMR di altissima qualità, switch meccanici reattivi e, finalmente, un’esperienza software snella e semplice via web. Certo, il prezzo non è per tutti: a circa 200 CHF ci troviamo nella fascia premium del mercato, e la necessità di usare il dongle su Xbox potrebbe far storcere il naso ai puristi del plug and play nativo. Tuttavia, per chi cerca un controller altamente personalizzabile, tecnicamente avanzato e compatibile con l’ecosistema Microsoft (niente PS5, purtroppo), questa è una delle opzioni più solide e complete attualmente disponibili.

The Good
- Stick TMR precisi e fluidi
- Configurazione via web senza installazioni
- Tasti microswitch dal feedback eccellente
- Vano integrato per il dongle
The Bad
- Prezzo elevato
- Dongle obbligatorio per wireless su Xbox
- Manca compatibilità con PlayStation
- Striscia RGB poco visibile in gioco
