Google Fitbit Edge
✓ Cosa ci piace
- 🟢 Ottima autonomia della batteria
- 🟢 Buon compromesso tra i modelli
- 🟢 Schermo leggibile e reattivo
- 🟢 Design discreto e leggero
✕ Cosa non ci piace
- 🔴 Funzioni smart legate allo smartphone limitate
- 🔴 Supporto notifiche piuttosto limitato
- 🔴 Più scomodo di Air a lungo andare
Il catalogo degli indossabili di casa Google ha subito una discreta riorganizzazione negli ultimi tempi, mandando in pensione nomi storici per fare spazio a una linea più ordinata sotto l’ombrello di Google Health. Se da un lato abbiamo il minimalismo estremo e privo di schermo del Fitbit Air, pensato per chi vuole registrare i dati biometrici dimenticandosi di avere qualcosa al polso, e dall’altro il ben più completo ma esigente Pixel Watch 5, nel mezzo rimaneva uno spazio vuoto per chi cerca semplicemente un compromesso sensato.

Ed è proprio qui che si posiziona il nuovo Fitbit Edge (che poi, diciamocelo chiaramente, sotto la scocca è a tutti gli effetti il successore diretto del vecchio Charge 6, ribattezzato per l’occasione). L’obiettivo di questo dispositivo è unire la semplicità di un tracker fitness all’utilità di uno schermo vero e proprio, offrendo un buon punto a metà strada tra la filosofia invisibile dell’Air e quella fin troppo connessa del Watch, senza costringerci a passare dal caricabatterie ogni singola sera.

Specifiche tecniche
Prima di vedere come si comporta al polso, diamo il consueto sguardo alle specifiche tecniche racchiuse in questa piccola capsula di alluminio riciclato. Le dimensioni si fermano a 39,22 x 25,56 x 11,58 mm per 17,7 grammi di peso senza cinturino, numeri che permettono di ospitare un pannello AMOLED touch da 1.34 pollici protetto da vetro Gorilla Glass 3, dotato di modalità always-on e sensore di luminosità ambientale (decisamente più leggibile e spazioso rispetto ai vecchi modelli della serie Charge). Il cuore del sistema è un microcontrollore Ambiq AP5 a bassissimo consumo accompagnato da 64MB di memoria flash NOR, quanto basta per gestire una dotazione di sensori completa che include cardiofrequenzimetro ottico PPG continuo, sensori rossi e infrarossi per il livello di SpO2, contatti elettrici per l’ECG e il monitoraggio della fibrillazione atriale, sensore di temperatura cutanea, accelerometro, giroscopio e il ritorno dell’altimetro per contare i piani saliti.

Lato connettività troviamo il Bluetooth 5.4 e un modulo GPS integrato multi-costellazione per tracciare le attività all’aperto senza telefono, mentre sparisce del tutto il chip NFC per i pagamenti contactless con Google Wallet (secondo Google non lo usava quasi nessuno sul modello precedente, una scusa un po’ debole che toglie comunque una comodità non da poco). Chiudono la scheda tecnica la certificazione IP68 con resistenza all’acqua fino a 5 ATM e una batteria da 65 mAh, che promette (e per lo più mantiene) un’autonomia fino a 7 giorni e capace di ricaricarsi da zero al 100% in circa 90 minuti usando lo stesso identico caricatore magnetico del Fitbit Air.

Design
Esteticamente parlando, Fitbit Edge si presenta con un design a ciottolo arrotondato piuttosto sobrio e discreto, ovviamente più grande e spesso rispetto a un Fitbit Air ma quasi abbastanza piccolo da farsi dimenticare durante la giornata. Detto questo, per pura preferenza personale, se lo scopo è tenere un dispositivo al polso 24 ore su 24 compreso il sonno, preferiamo ancora di gran lunga indossare l’Air piuttosto che l’Edge, semplicemente perché l’assenza di schermo e di una cassa rigida lo rende molto più comodo in ogni situazione.

Buona invece la scelta di eliminare il vecchio tasto a sfioramento in favore di un vero pulsante fisico sul lato destro, utile per aprire la lista delle app o tornare indietro, mentre lascia un po’ perplessi l’introduzione dell’ennesimo attacco proprietario a pressione per i cinturini (toccherà ricomprarli da zero, tanto per cambiare). Il sistema operativo proprietario riprende l’estetica dei fratelli maggiori con gli swipe nelle quattro direzioni per navigare tra impostazioni rapide, notifiche e le varie schede informative dedicate a meteo, timer, battito, sonno e avvio rapido degli allenamenti. Tuttavia, bisogna mettere subito in chiaro che le funzioni smart sono parecchio limitate: non aspettatevi il supporto a una eSIM, un microfono, uno speaker o la possibilità di installare diverse app oltre a quelle base già preinstallate, come i controlli musicali o le indicazioni testuali di Google Maps avviate dallo smartphone. La gestione approfondita passa tutta dall’app Google Health su Android e iOS, che permette anche di indossare Edge in parallelo con un Pixel Watch o un Air unificando i dati raccolti, oltre a introdurre l’assistente basato su Gemini e i nuovi trend mensili su pressione arteriosa e insulino-resistenza (funzioni interessanti, ma legate come sempre al rinnovo dell’abbonamento Google Health Premium dopo i tre mesi inclusi nella confezione).

Al polso
Nell’utilizzo quotidiano il primo vero punto a favore che salta all’occhio è l’autonomia, davvero ottima e decisamente superiore a quella del Pixel Watch 5! Dimenticarsi del cavo di ricarica per quasi una settimana intera tenendo attivi il tracciamento del sonno e il rilevamento automatico degli esercizi (che ora riconosce autonomamente decine di attività diverse chiedendo poi conferma sul telefono) è una gran bella comodità. Quando si avvia manualmente uno degli oltre 50 sport presenti, il display risponde bene al tocco e la lettura del battito cardiaco si dimostra in linea con le aspettative, ma scavando nell’uso di tutti i giorni emergono delle stranezze software poco comprensibili. Sul fronte della gestione delle comunicazioni dal telefono le cose non sono rose e fiori, dato che il supporto alle notifiche è piuttosto limitato al momento: su Android si può usare qualche risposta rapida preimpostata, ma tra testi troncati che obbligano a premere ulteriori tasti per essere letti e avvisi che si impilano in modo poco pratico nell’interfaccia, l’esperienza generale su questo fronte risulta parecchio basilare e bisognosa di una bella sfoltita tramite futuri aggiornamenti.

Conclusioni
A conti fatti, Google Fitbit Edge è un buon prodotto che fa esattamente quello che promette sulla carta, pur senza far gridare al miracolo. Si posiziona come un solido punto d’incontro tra Fitbit Air e Pixel Watch 5, prendendo in prestito la comodità visiva e l’interfaccia del secondo ma mantenendo i consumi ridotti e la leggerezza tipici del primo. Non mancano però i compromessi da digerire, tra funzioni smart ridotte all’osso, un comparto notifiche attualmente molto limitato e la rinuncia all’NFC. Chi cerca la comodità assoluta da tenere al polso giorno e notte senza sentirla continuerà a preferire il piccolo Air, mentre chi vuole un vero smartwatch con app e connettività avanzata dovrà inevitabilmente guardare altrove. Ciò nonostante, per i circa 170 CHF richiesti sul nostro mercato (con il listino ufficiale che parte da 169 CHF per i modelli standard fino ai 199 CHF della variante Stephen Curry), Edge rappresenta un’offerta completa e sensata che unisce il meglio dei mondi Watch e Air per chi bada soprattutto al sodo e alla durata della batteria.

