Google Pixel 11 Pro Fold

Google Pixel 11 Pro Fold

✓ Cosa ci piace

  • 🟢 Impermeabilità IP68
  • 🟢 Schermi OLED
  • 🟢 Fumetti multitask
  • 🟢 7 anni di updates

✕ Cosa non ci piace

  • 🔴 HiLight fin troppo limitato
  • 🔴 Prezzo sempre più inarrivabile
  • 🔴 Prestazioni grafiche migliorabili

Arriva quel momento dell’anno in cui il mercato dei pieghevoli prova a convincerci che il futuro è finalmente arrivato, piegato in due e pronto a infilarsi nelle nostre tasche. Dopo Samsung, Google si ripresenta all’appello con il suo nuovo Pixel 11 Pro Fold, cercando di affinare una formula che nelle passate iterazioni aveva mostrato ottime intuizioni.

Tra chi rincorre spessori da record e chi rivoluziona i formati, la casa di Mountain View sceglie una via estremamente cauta, forse fin troppo. Se avete già in tasca il modello precedente, vi diciamo subito che nella vita di tutti i giorni i due terminali sono virtualmente indistinguibili, rendendo questo aggiornamento un passaggio prettamente conservativo. Per tutti gli altri invece…

Tensor G6 e altra roba

Sotto la scocca troviamo il nuovo silicio proprietario Tensor G6, realizzato con processo produttivo a 2nm, accompagnato dal coprocessore di sicurezza Titan M3 e affiancato da 16GB di memoria RAM. I tagli di memoria interna partono da 256GB per arrivare a 512GB e 1TB con archiviazione veloce Zoned UFS. Il display esterno monta un pannello Super Actua OLED da 6.5 pollici in formato 19.5:9 con risoluzione di 1080 x 2342 pixel a 399 PPI, protetto da un vetro ceramico ultraresistente. All’interno si apre invece l’ampio schermo pieghevole Super Actua Flex OLED da 8 pollici a 120Hz con risoluzione di 2076 x 2152 pixel, forte di uno strato di vetro flessibile più spesso per mitigare la piega e sostenuto da una cerniera ridisegnata in acciaio ad altissima resistenza. Entrambi i display toccano ora un picco di luminosità dichiarato di ben 3600 nits.

Il comparto fotografico principale posteriore integra un sensore primario da 48MP con apertura f/1.7 e stabilizzazione ottica, un’ottica ultra-grandangolare da 10.5MP f/2.2 con supporto macro e un teleobiettivo a periscopio da 10.8MP f/3.1 con zoom ottico 5x e Super Zoom fino a 30x. Sul fronte e all’interno troviamo due fotocamere per selfie da 10MP f/2.2. La connettività comprende Wi-Fi 7, Bluetooth 6, chip UWB, supporto Dual SIM con Nano SIM fisica ed eSIM, oltre alla certificazione completa IP68 contro acqua e polvere. La batteria è un’unità da 4806 mAh con supporto alla ricarica rapida cablata a 30W e ricarica wireless magnetica Pixelsnap Qi2.2 fino a 25W.

Pixel design

Sul piano costruttivo il dispositivo presenta dimensioni da chiuso pari a 155.2 x 76.0 x 10.1 mm, che diventano 155.2 x 150.4 x 5.0 mm da aperto, con un peso complessivo di 239 grammi. La scocca è effettivamente leggermente più snella rispetto all’anno scorso, quasi un millimetro in meno e una ventina di grammi più leggero, accompagnato da cornici attorno al display esterno finalmente più sottili. La scocca posteriore sfoggia una finitura opaca in materiale composito e fibra di vetro. Restano però le curiose asimmetrie costruttive tipiche del modello, con uno spessore leggermente diverso tra le due metà che crea un piccolo scalino da chiuso.

Qual è il nuovo modello secondo voi?

La novità più visibile sul retro è HiLight, un anello di LED multicolore incastonato nel modulo del flash per fornire avvisi visivi. Purtroppo, questa funzione è al momento limitatissima: si attiva unicamente quando il telefono è appoggiato a faccia in giù con schermo spento e gestisce solo l’interazione vocale con Gemini oppure le chiamate in arrivo dai contatti preferiti. Mancano completamente le notifiche per le singole applicazioni terze o animazioni personalizzate, rendendo l’idea molto fumo e poco arrosto. Sul fronte software Android 17 introduce la funzione “Fumetto”, che permette di agganciare fino a cinque applicazioni fluttuanti in un dock dedicato nell’angolo inferiore per passare al volo da un programma all’altro, mentre la nuova dettatura vocale integrata nella tastiera Gboard ripulisce il parlato naturale eliminando esitazioni e formattando liste in tempo reale.

Ogni giorno

Abbiamo messo sotto torchio il SoC di Mountain View per capire quanta sostanza ci sia dietro le promesse del nuovo processo produttivo. Nei compiti quotidiani il sistema fila liscio come l’olio, con transizioni impeccabili e una gestione termica che finalmente non trasforma la scocca in una stufetta portatile, ma quando si passa ai test sintetici la musica cambia e i limiti dell’architettura emergono senza troppi complimenti. Su Geekbench 7 la CPU fa registrare un punteggio di 1455 punti in single-core e 4805 punti in multi-core, confermando una discreta reattività per la produttività standard ma restando lontana dai mostri di potenza della concorrenza diretta.

Il vero tallone d’Achille resta però il comparto grafico, dove il benchmark di calcolo GPU in Geekbench 7 totalizza un modesto 3336 punti. La situazione non migliora avviando la suite di 3DMark: se nel vecchio test Wild Life il dispositivo va semplicemente fuori scala saturando il carico, basta passare a carichi moderni per vederlo arrancare. In Wild Life Extreme il punteggio complessivo si ferma a 2989 punti con un framerate medio di appena 17.90 FPS, mentre nel pesante Steel Nomad Light il terminale racimola solo 1165 punti arrancando a una media di 8.63 FPS (un risultato che lo posiziona pericolosamente vicino alla fascia media dello scorso anno piuttosto che a un top di gamma da quasi 2000 franchi).

Il comparto fotografico compensa in parte le lacune computazionali grazie al nuovo sensore principale da 48MP, capace di catturare una quantità di luce nettamente superiore nelle scene notturne e supportato dai nuovi profili colore Camera Looks, mentre la funzione Magic Capture seleziona con precisione i frame migliori dalle brevi clip video. Il teleobiettivo ottico 5x si comporta egregiamente a distanze medie, ma spingendosi verso il tetto dei 30x digitali la perdita di dettaglio si fa consistente. Sul fronte dell’autonomia, la batteria da 4806 mAh vi porterà a fine giornata con un utilizzo moderato, ma sfruttando a lungo l’ampio pannello interno da otto pollici vi ritroverete a cercare una presa di corrente già verso l’ora di cena (fortunatamente la ricarica a 30W consente di recuperare il 50% in circa mezz’ora, mentre i 25W della ricarica wireless Pixelsnap velocizzano la vita a chi usa basi magnetiche da scrivania).

Dettagli tutto sommato assai buoni

Insomma…?

Google Pixel 11 Pro Fold è un dispositivo rifinito e affidabile, impreziosito da un’esperienza software pulita, sette anni di aggiornamenti garantiti e una resistenza ai liquidi certificata IP68 che resta un punto di riferimento assoluto nel settore dei foldable. Tuttavia, l’evoluzione hardware complessiva rimane troppo timida a fronte di un prezzo di listino pari a 1899 franchi, ritoccato al rialzo rispetto alla generazione passata. Per chi possiede già un Pixel 10 Pro Fold l’upgrade è ingiustificato, poiché le differenze pratiche sono minime e le novità accessorie come HiLight non spostano gli equilibri. Resta un ottimo acquisto per chi vuole entrare nel mondo dei pieghevoli prediligendo l’ecosistema Pixel, ma la concorrenza sul fronte dell’ingombro e delle prestazioni grafiche avanza a ritmi decisamente più sostenuti.

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Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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