
Sono passati ormai quasi 12 anni da quando Tomodachi Life fece il suo debutto su Nintendo 3DS, eppure è uno di quei titoli difficili da dimenticare. Fin da subito riuscì a farsi notare e apprezzare dal pubblico, proponendo qualcosa di completamente fuori dagli schemi, ossia una simulazione di vita tanto semplice quanto imprevedibile. Gran parte del suo fascino nasceva dai Mii, gli avatar digitali introdotti su Nintendo Wii nel 2006, che permettevano di ricreare se stessi, amici, parenti o chiunque altro venisse in mente. Non erano semplici personaggi, ma protagonisti di una piccola realtà tutta loro, con pensieri, abitudini e relazioni che si sviluppavano in modo spesso inaspettato.
Una bella foto di gruppo
La curiosità di vederli vivere su quell’isola sperduta, osserva le loro interazioni, scoprire i loro gusti e assistere a situazioni che passavano in un attimo dal quotidiano all’assurdo, era qualcosa di veramente divertente ed emozionante. Un altro punto di forza del titolo era la possibilità di condividere i propri personaggi con la community, tramite codici QR oppure importando quelli ottenuti via StreetPass, la funzione di scambio dati passivo tra console Nintendo 3DS. Ed è forse proprio per questo che Tomodachi Life è diventato rapidamente virale: non tanto per ciò che offriva al suo interno, quanto per le storie uniche che ogni personaggio finiva per creare, riuscendo ad appassionare sia grandi che piccoli.
La vita piacevole sull’isola
Il ritorno all’isola
In Tomodachi Life: Una vita da sogno gli schemi di base non vengono stravolti: si parte scegliendo il nome della propria isola e successivamente si passa alla creazione del primo personaggio con il classico editor dei Mii. Qui è possibile definire la fisionomia del volto, la forma degli occhi, il colore della pelle e dell’iride, oltre a capelli e sopracciglia. Già in questa fase emergono le prime novità, con una palette di colori più ampia, sfumature per i capelli e molti altri dettagli che permettono di personalizzare in modo ancora più preciso il futuro abitante. Non ci sono solo elementi preimpostati: è possibile anche disegnare e modificare direttamente l’aspetto del viso, sfruttando il touchscreen della console tramite il menu trucco. L’editor, pur essendo semplice e immediato, risulta sorprendentemente completo, anche grazie alla presenza di griglie ed effetti speciali che permettono di esprimere al meglio la propria creatività.
L’editor per dar vita alle vostre creazioni
Successivamente si conclude la creazione definendo età, tratti caratteriali e voce, anch’essa completamente personalizzabile, oltre all’orientamento e ai possibili legami familiari con altri abitanti dell’isola. Proprio questi aspetti introducono due novità importanti. La prima, decisamente interessante, riguarda la possibilità di scegliere il genere del personaggio tra maschile, femminile o non binario, insieme ai pronomi (lui o lei), all’orientamento del partner ideale e anche allo stile con cui preferirà vestirsi, lasciando così una libertà molto più ampia rispetto al passato nella definizione dell’identità del proprio Mii. La seconda novità riguarda invece i legami familiari: è possibile associare genitori, nonni, fratelli o sorelle, creando relazioni già esistenti che, in alcuni casi, portano i personaggi a vivere insieme, soprattutto se si tratta di figli più giovani.
Scegli il tuo stile indipendentemente dal tuo genere
Nonostante queste impostazioni iniziali, gli abitanti restano comunque imprevedibili e saranno loro, nel tempo, a decidere con chi stringere legami o innamorarsi, dando vita a situazioni spesso inaspettate all’interno di questa simulazione fuori dagli schemi.
Ad ognuno il proprio stile di vita
Una fresca boccata d’aria
Una delle novità più rilevanti di Tomodachi Life è la possibilità di vivere l’isola in completa libertà, abbandonando il sistema della palazzina suddivisa in appartamenti presente su Nintendo 3DS. Al suo posto troviamo un ambiente più aperto, con diversi luoghi di incontro, in cui è possibile non solo decidere dove collocare le abitazioni degli abitanti, ma anche intervenire direttamente sull’isola tramite un sistema di “terraforming”. Avanzando nel gioco, grazie anche alla fontana dei desideri, che funge da vera e propria piazza cittadina, si possono ottenere nuovi oggetti per la decorazione, terreni e strutture. Le case stesse possono evolversi nel tempo, soprattutto quando gli abitanti iniziano a vivere insieme, offrendo una visione della vita domestica ancora più dinamica e coinvolgente.
Modificate l’isola come più vi piace
Dopo aver assegnato un alloggio al primo abitante e aver definito il nome e il nostro aspetto (che influenzerà il modo in cui gli altri si rivolgeranno a noi, rompendo spesso la quarta parete), il gioco entra nel vivo. L’obiettivo diventa soddisfare le richieste degli abitanti: fornire nuovi abiti o accessori, nutrirli oppure dare consigli sulle relazioni con gli altri cittadini. Spesso chiederanno aiuto per stringere o rafforzare amicizie, anche se questo non garantisce il successo: tutto dipende dalla compatibilità tra i personaggi. Completare queste richieste permette di guadagnare punti desiderio, utilizzabili nella fontana per ottenere vari premi, tra cui nuovi stili per le stanze e comportamenti aggiuntivi che influenzano il modo di esprimersi degli abitanti. Oltre a questo, i cittadini possono salire di livello, sbloccando la possibilità di ricevere oggetti speciali, come nuovi hobby (ad esempio il jogging), comportamenti, pose e persino modifiche nel modo di parlare, sia con il giocatore che con gli altri abitanti. Tutti questi elementi contribuiscono a rendere ogni personaggio sempre più unico nel tempo.
Potenzia l’isola grazie alla fontana dei desideri
Un’altra novità interessante è la possibilità di “prelevare” direttamente i cittadini e spostarli per farli interagire con oggetti, luoghi o altri abitanti. Le interazioni, come sempre molto comiche e imprevedibili, riescono a strappare più di una risata, soprattutto grazie alla possibilità di inserire parole personalizzate nei dialoghi. Al momento non sembra esserci un vero filtro su ciò che si può scrivere, quindi c’è spazio per sbizzarrirsi senza troppe limitazioni. Ultima, ma non da meno, è la presenza di un editor grafico, lo stesso già utilizzato per la creazione dei Mii. In questa versione, proseguendo nell’avventura sull’isola, è possibile sbloccare nuove e interessanti funzionalità che permettono di creare cibo, vestiti, interni ed esterni delle abitazioni e molto altro ancora. Spesso si parte da oggetti ottenuti in precedenza, modificandone l’aspetto e adattandoli secondo il proprio gusto. Insomma, non c’è davvero limite alla fantasia, e sarà facile aspettarsi la condivisione delle creazioni più originali sui social network e nei vari blog dedicati. Se amate disegnare e sperimentare, questa è senza dubbio una delle funzionalità più riuscite e divertenti dell’intera esperienza.
Nonostante ho cercato di fermarli, il loro amore è comunque andato avanti
Conclusione
Tomodachi Life – Una vita da sogno è un gioco capace di tenere incollati per moltissime ore, grazie alle tante dinamiche che si sviluppano in compagnia dei propri personaggi, tra familiari e creature virtuali, su questa nuova isola. Trovo particolarmente coraggiosa, soprattutto da parte di Nintendo, la scelta di includere orientamenti e identità al di fuori dei classici schemi, rendendo l’esperienza più inclusiva e capace di parlare a una fetta ancora più ampia di videogiocatori e videogiocatrici. Allo stesso tempo, la possibilità di modellare l’isola e creare praticamente qualsiasi stile passi per la testa contribuisce a rendere il gioco ancora più unico e personale. Se da un lato questa libertà rappresenta il suo punto di forza, dall’altro, sul lungo periodo, alcune dinamiche possono risultare ripetitive per chi cerca obiettivi più strutturati o una progressione più definita.
Ogni tanto, qualcuno esagera con le proprie emozioni
Se state cercando un’esperienza spensierata e divertente, in cui la vita continua a scorrere anche a console spenta, questa nuova versione di Tomodachi Life è sicuramente una scelta azzeccata. In più, per la gioia di molti, il titolo è completamente compatibile con Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.
Per concludere, vi consiglio di dare un’occhiata all’app Nintendo Today, disponibile su dispositivi iOS e Android, dove è possibile trovare ispirazioni, contenuti e informazioni dedicate al gioco.
The Good
- Editor grafico
- Libertà sull'isola
- Terraforming
The Bad
- Può diventare ripetitivo
