Google Pixel Watch 5
✓ Was uns gefällt
- 🟢 Integrazione Google Maps spettacolare
- 🟢 Ricarica rapida
- 🟢 Ergonomia leggera sul polso
- 🟢 Fluidità software
✕ Was uns nicht gefällt
- 🔴 Nessun supporto per iOS
- 🔴 Vetro privo di zaffiro
- 🔴 Design identico al predecessore
Il segmento degli smartwatch per utenti Android ha raggiunto una maturità tale per cui, ormai, le rivoluzioni lasciano quasi sempre spazio a minuziose limature (il che non è per forza un male, sia chiaro). Google si ripresenta all’appello con il nuovo Pixel Watch 5 da 41 mm, un dispositivo che non cerca di stravolgere la formula vincente del suo predecessore ma preferisce rifinirla nei punti nevralgici.

Il Pixel Watch 4 lo scorso anno ci era piaciuto senza riserve (piccolo, reattivo, comodo al polso e dannatamente concreto nell’uso quotidiano) e questo quinto modello, configurandosi a tutti gli effetti come un refresh conservativo, continua sulla medesima strada convincente. Google punta ancora fortissimo sulla sinergia totale tra i suoi servizi software, l’elaborazione predittiva dell’intelligenza artificiale e una fruibilità immediata, confezionando un pacchetto elegante che mira a diventare il punto di riferimento naturale per chiunque utilizzi uno smartphone dell’ecosistema di Mountain View.

Sotto le lancette
Sotto la proverbiale scocca a cupola troviamo una serie di affinamenti tecnici mirati a migliorare l’efficienza generale, a partire dal SoC Qualcomm Snapdragon W5 Gen 2 coadiuvato dal nuovo coprocessore a bassissimo consumo Cortex-M55 (progettato su misura per gestire i sensori biometrici h24 senza prosciugare la batteria). La memoria volatile sale ora a 3GB di RAM mentre lo spazio di archiviazione interno raddoppia raggiungendo ben 64GB, un quantitativo persino esagerato per un orologio, playlist musicali e decine di applicazioni scaricate dal Play Store. Il display circolare resta l’ottimo pannello AMOLED LTPO Actua 360 da 1.2 pollici, protetto dal consueto vetro curvato Corning Gorilla Glass 5, con refresh rate adattivo da 1Hz a 60Hz e una luminosità di picco strabiliante fino a 3000 nit (che sa scendere fino a un impercettibile 1 nit per non accecarvi al buio sotto le coperte).

La batteria sale a 332 mAh (un incremento millimetrico sulla carta) supportata dal sistema proprietario di ricarica rapida a pin laterali. La dotazione di connettività offre Bluetooth 6.0, Wi-Fi, NFC, speaker, microfono integrato e certificazioni 5ATM e IP68 per l’immersione in acqua fino a 50 metri. Ricchissima la suite di sensori, che include cardiofrequenzimetro ottico a percorsi multipli, sensore SpO2 per l’ossigeno nel sangue, sensore di temperatura cutanea, tracciamento della conduttanza cutanea cEDA per lo stress, elettrocardiogramma ECG e modulo GNSS satellitare a doppia frequenza.

Design tradiscional
A un’occhiata superficiale il Pixel Watch 5 è assolutamente indistinguibile dal modello precedente, ereditando la medesima silhouette a goccia in alluminio riciclato e vetro bombato. C’è chi lo definirà minimalista e chi, in modo più severo, semplicemente privo di particolari guizzi stilistici rispetto a rivali più squadrati, ma l’ergonomia resta tra le migliori in assoluto (la cassa da 41 mm del modello che abbiamo testato è così minuta e leggera che vi capiterà spesso di dimenticarvi di averla al polso). La corona digitale girevole restituisce un feedback aptico vellutato e precisissimo mentre scorriamo tra i menu, affiancata dal classico pulsante fisico superiore. A livello software troviamo Wear OS 7 modellato sulle linee fluide del Material 3 Expressive.

La novità più comoda nell’interfaccia è la barra inferiore At a Glance, che accoglie notifiche live dinamiche ad arco per visualizzare lo stato di un volo, timer attivi, controlli multimediali o indicazioni di viaggio in tempo reale. Ottima l’integrazione delle gesture a una sola mano (il doppio pizzico con le dita e la rotazione del polso per confermare o tornare indietro) che permettono di interagire al volo senza dover sporcare lo schermo mentre abbiamo le mani occupate. Molto gradita anche la gestione dei comandi vocali offline di Gemini per avviare cronometri, impostare sveglie o disattivare modalità di sistema senza dover necessariamente appoggiarsi alla rete dati.

Al polso
Abbiamo messo sotto torchio il Pixel Watch 5 per diversi giorni alternando routine d’ufficio, tragitti urbani e sessioni sportive. Il rilevamento della frequenza cardiaca è risultato molto buono. Il vero fiore all’occhiello di questa iterazione è però l’accuratezza del posizionamento satellitare, che sfrutta algoritmi predittivi incrociati con i modelli 3D degli edifici di Google Maps per correggere le deviazioni del segnale provocate dai palazzi alti. In viaggio o in vacanza in città mai viste prima, l’integrazione con Google Maps al polso è semplicemente spettacolare (le indicazioni passo dopo passo con le svolte e i dettagli visivi vi portano a destinazione con una precisione millimetrica senza dover mai tirare fuori il telefono dalla tasca).

La registrazione del sonno si dimostra estremamente fedele nell’individuare le varie fasi e la funzione Smart Wake fa vibrare l’orologio nel momento di sonno più leggero (all’interno di una finestra di 30 minuti prima della sveglia) garantendo risvegli decisamente meno traumatici. L’app Google Health raccoglie tutta l’eredità storica di Fitbit proponendo un’interfaccia pulita e priva di fronzoli, integrando anche un assistente Health Coach basato su intelligenza artificiale per generare tabelle d’allenamento su misura (anche se molte analisi a lungo termine, come i trend della pressione e della resistenza insulinica, richiedono intere settimane di campionamento prima di mostrare dati concreti). Per quanto riguarda la batteria, il modello da 41 mm copre in totale scioltezza una giornata intensa e mezza con display always-on e monitoraggio notturno. Quando serve ricaricare, la basetta magnetica è assai comoda e rapida (in 15 minuti di sosta sul comodino mentre vi fate la doccia vi regala oltre il 50% di autonomia residua, spazzando via ogni possibile ansia da ricarica).

Fazit
Google Pixel Watch 5 non cerca di rivoluzionare l’esperienza smartwatch ma la perfeziona in modo eccellente, risultando una conferma solidissima e matura sotto ogni punto di vista. Se possedete già un Pixel Watch 4 un passaggio al nuovo arrivato non è strettamente necessario (le somiglianze costruttive e d’uso quotidiano sono evidenti), ma per chiunque provenga da modelli più datati o cerchi il compagno definitivo per il proprio smartphone Android, questo orologio è senza dubbio una delle scelte più complete e piacevoli oggi reperibili sul mercato. Rimangono piccoli nei come l’assenza del vetro zaffiro (il Gorilla Glass 5 resta un pochino più incline ai piccoli graffi d’usura) e la totale chiusura verso i dispositivi della mela morsicata, ma l’eccezionale fluidità software, la rapidità fulminea della ricarica e la superba integrazione con i servizi di navigazione rendono il Pixel Watch 5 un dispositivo promosso.

