Wolfenstein II : Le Nouveau Colosse

Wolfenstein II : Le Nouveau Colosse

5

Ce que nous aimons

  • 🟢 La conception et le développement des niveaux sont tout simplement fantastiques
  • 🟢 Ottimo comparto tecnico
  • 🟢 Frenetico e brutale al punto giusto

Ce que nous n'aimons pas

  • 🔴 Peut-être un peu trop de cinématiques ?
  • 🔴 Non si mantiene stabile sui 60 fps come DOOM
  • 🔴 Non adatto ai casual gamer

Si può dire che sia stato un anno davvero glorioso per Bethesda. Prey, Dishonored 2, The Elder Scrolls Online: Morrowind, The Evil Within 2, e ora anche Wolfenstein II: The New Colossus.
Tutti titoli di una certa rilevanza, non lo si può negare. Siamo pronti per tornare ad indossare i panni di Blazkovicz, l’agente americano conosciuto dai crucchi con il soprannome di Terror Billy.

Uno sparatutto dalla trama di tutto rispetto

Partiamo subito col dire che il nostro protagonista, in questo nuovo titolo della serie, ci viene presentato come un uomo a pezzi e non solo a causa di una ferita mortale causata da una granata (come l’avevamo lasciato nel capitolo precedente). Ci risveglieremo dopo 5 mesi di coma, con il corpo deturpato dalle ferite di mille battaglie, incapace di deambulare. Il problema è che si risveglia proprio nel bel mezzo di un attacco nazista (la solita fortuna). Purtroppo da qui in poi diventa un po’ difficile non spoilerare alcuni punti chiave della trama. Vi basti sapere però che, nonostante si tratti di un videogioco fantastorico che mescola temi ucronici ad altri fantascientifici, lo sviluppo della storia cerca di giustificare quasi ogni minimo dettaglio. Non si limita a raccontarvi la classica storia dell’eroe di turno. Blazkovicz è davvero un uomo a pezzi, sia fisicamente che emotivamente, e lo sviluppo della trama ci spiega come farà a rimettersi in piedi.

Un gameplay molto vario

Così come DOOM e come il suo predecessore, Wolfenstein II è un FPS che offre una velocità di azione davvero incredibile. Una cosa che abbiamo potuto apprezzare e stata la possibilità di utilizzare due armi (stealth a chi!?) Una feature già presente nel precedente capitolo, implementata comunque con cognizione di causa: su console per fare fuoco si utilizzeranno alternativamente o contemporaneamente entrambi i pulsanti dorsali inferiori. Blazkovicz può contare su una sorta di ramo talenti, che potenzierà alcuni tratti fisici come la rigenerazione della salute e la velocità di movimento da abbassati, o permetterà ad esempio di portarsi in giro più munizioni.

Sbloccare i talenti richiederà un approccio non convenzionale, ovvero portare a termine serie di uccisioni in circostanze particolari. A un certo punto della storia, in oltre, saremo poi chiamati a scegliere dei potenziamenti particolari da applicare al corpo che permetteranno a Blazkovicz di prendere a spallate i muri, di spiccare enormi balzi o persino di ridurre le dimensioni del proprio corpo per scivolare attraverso condotti. Insomma, un gameplay bello vario e corposo.

Il comparto tecnico

Prima di tutto diciamo che i primi minuti di gioco sono a dir poco geniali. Affrontare il primo livello vi permetterà di capire la reale condizione del protagonista, e anche di affrontare scontri a fuoco a dir poco originali. Il level design rimane comunque piuttosto brillante in tutto l’evolversi del gioco (com’è stato anche con il titolo precedente della serie). I ragazzi di MachineGames sono riusciti a offrire anche su console un frame rate molto stabile, quasi ai livelli della campagna di DOOM (di cui utiliza lo stesso motore grafico). Parlando quindi di dettegli grafici non mancano ovviamente ombre e luci dinamiche, riflessi di vario genere e texture in alta definizione. La qualità della recitazione e il doppiaggio in italiano del cast è di ottima qualità come lo è anche la soundtrack, il cui compositore (indovinate un po?) è lo stesso di DOOM.

In definitiva

Wolfenstein II è un gioco davvero maturo, che alterna scene di azione a dir poco frenetiche a cutscene recitate egregiamente. Assistere nel corso della storia allo sviluppo psicologico di un personaggio quasi stereotipato come quello di Blazkovicz è stato inaspettato, ma l’abbiamo apprezzato davvero. Si può dire quindi in definitiva che è stato confezionato un titolo davvero encomiabile, sotto ogni aspetto: un doppiaggio, una colonna sonora e un comparto tecnico che confermano nuovamente l’alta qualità delle ultime produzioni della software house. Complimenti Bethesda!

 

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